Panoramica
Rutland Island è ciò che resta di un’operazione immobiliare speculativa dopo 230 anni. Nel 1784 un latifondista vi tracciò un intero villaggio, scommettendo sulle aringhe; i pesci cambiarono rotta, il villaggio si svuotò e gli ultimi residenti stabili se ne andarono negli anni Sessanta. Oggi non ci vive più nessuno tutto l’anno. I cottage ancora in piedi sono case per le vacanze, costruite in gran parte negli anni Duemila e tuttora senza acqua corrente, e il fascino del posto sta nel silenzio: un’isola Gaeltacht (la zona di lingua irlandese) bassa e sabbiosa (in irlandese Inis Mhic an Doirn, anche Inishmacadurn), a mezzo miglio da Burtonport, nella regione delle Rosses.
Se hai a disposizione un pomeriggio, dedicalo a camminare lungo il tracciato di Tarent Street e tra le dune che le stanno dietro. In quella breve passeggiata c’è tutta la storia dell’isola.
Ascesa e caduta di «Newtown»
Nel 1784 William Burton Conyngham fondò su Rutland un insediamento pianificato, con l’idea di farne il principale porto peschereccio e commerciale della zona sfruttando i banchi di aringhe locali. Realizzò una vera e propria via di case – Tarent Street, costruita nel 1789 – insieme a locali commerciali, un ufficio postale, una scuola e una stazione per lo sbarco e la salatura del pesce.
Non decollò mai davvero. A pochi anni dalla costruzione degli edifici, le pescate di aringhe crollarono, le attività chiusero e i servizi pubblici tornarono via via sulla terraferma. Un pugno di isolani testardi resistette fino agli anni Sessanta. L’elettricità arrivò a Rutland nel 1957, ma quasi per caso, per una questione di geografia: l’isola era una comoda tappa intermedia per il cavo sottomarino diretto alla ben più grande Arranmore, ancora abitata. L’acqua corrente non arrivò mai, ed è per questo che i cottage superstiti vanno tuttora avanti con cisterne per l’acqua piovana e pozzi sorgivi.
L’isola ha anche un paio di note a margine più incisive. L’irlandese unito Napper Tandy vi sbarcò nel 1798 con un corpo di spedizione francese, nell’ambito di una rivolta che non approdò a nulla. E nel 2009, al largo della costa sud-orientale, sono riemersi i legni di un’antica nave, forse un relitto dell’Armada: quercia massiccia, con la struttura di poppa ancora conservata.

La SAC di Rutland Island and Sound
L’isola e le acque circostanti formano una Zona speciale di conservazione (codice sito 002283), che tutela una gamma insolitamente varia di habitat costieri e marini:
- Lagune costiere e scogliere: le insenature poco profonde, le baie e le scogliere ospitano un ecosistema marino complesso.
- Sistemi dunali: dune embrionali mobili, dune bianche trattenute dall’ammofila (Ammophila arenaria), dune grigie fisse con una ricca copertura erbacea e depressioni umide interdunali.
- Flora marina: il Rutland South Channel è noto per la varietà delle sue alghe, tra cui Gracilaria gracilis, Rhodymenia holmesii e Heterosiphonia plumosa.
- Foche comuni: le scogliere e le baie tranquille sono importanti siti di riposo per la foca comune (Phoca vitulina).
- Fauna terrestre: volpi e una popolazione documentata di tassi (Meles meles). I tassi sembrano sopravvivere con un’alimentazione povera, probabilmente per via delle risorse limitate dell’ambiente insulare.
Cosa vedere e cosa fare
- Il villaggio fantasma: percorri ciò che resta di Tarent Street per vedere i muri in pietra dell’insediamento degli anni Ottanta del Settecento, le fondamenta della vecchia scuola e i resti della stazione di salatura del pesce.
- Passeggiate lungo la costa: le spiagge, la costa rocciosa e le dune basse aprono la vista verso Inishcoo e Arranmore. Il terreno è pianeggiante e facile.
- Birdwatching: le lagune e la palude salmastra attirano trampolieri, gabbiani e sterne, che nidificano lungo le dune.
- Pesca sportiva in mare: le acque riparate del Rutland Sound sono un punto noto in zona per sgombri e merluzzetti.
Informazioni pratiche
- Come arrivare: non esiste un traghetto di linea per i veicoli. In estate Donegal Sea Adventure effettua collegamenti con una piccola imbarcazione da Burtonport e organizza giri tra le isole e noleggi privati; verifica le partenze prima di metterti in viaggio, perché non c’è un orario fisso. Chi va in kayak e chi ha una barca propria può partire direttamente da Burtonport, a mezzo miglio dall’altra parte del sound.
- Servizi: nessuno. Niente negozi, niente bar, niente bagni pubblici, niente acqua potabile. Porta con te tutto il necessario, impermeabile e scarpe robuste comprese, e metti in conto di riportare indietro tutto quanto.
- Non lasciare tracce: resta sui sentieri, tieniti ben lontano dalle foche a riposo sugli scogli e riporta i tuoi rifiuti sulla terraferma.
- Contatti: per le traversate stagionali e le informazioni sul posto, la cooperativa delle piccole isole, Comharchumann na nOileán Beag, risponde ai numeri +353 (0)74 953 2571 e +353 (0)74 953 2594 ([email protected]).