Panoramica
Black Lough, noto altrettanto spesso con il suo nome più antico di Ballysaggart Lough, è un lago di 42,5 acri sul margine meridionale di Dungannon, parte del vecchio canale costruito per alimentare i mulini di Moygashel. Per anni è stato uno dei segreti meglio custoditi della città, noto soprattutto ai birdwatcher, ed è ancora questo il modo giusto di vederlo: la passeggiata è breve, la vera attrazione sono gli uccelli e la quiete. Una strada trafficata passa vicino al parcheggio, ma l’acqua e lo schermo di alberi maturi inghiottono il rumore appena si è a un minuto lungo il sentiero.
Se potete scegliere, venite presto o in inverno. Chi lo conosce meglio preferisce le mattine immobili d’inverno e di inizio primavera, quando la superficie diventa specchiata e gli uccelli sono più attivi, a un pomeriggio soleggiato d’estate.
La passeggiata
Il sentiero è un circuito di ghiaia compattata, pianeggiante e che regge bene dopo la pioggia, adatto quindi a sedie a rotelle, passeggini e a chi preferisce evitare gradini o staccionate. A passo tranquillo si percorre in circa 20 minuti. Una precisazione onesta: non fa ancora tutto il giro, quindi parte del percorso è andata e ritorno finché il Mid Ulster District Council non lo estenderà all’intera circonferenza, come ha in programma da tempo. Tavoli da picnic e panchine estive sono sparsi lungo la riva, e dall’altra parte dell’acqua si vedono i campanili della Church of Ireland e di St Patrick’s ergersi sulla città.
Uccelli, pesci e habitat
Il conteggio degli uccelli è la notizia principale: 102 specie registrate qui, 18 delle quali in lista di pericolo. Tra i frequentatori abituali ci sono chiurlo, alzavola, albanella reale, germano reale, fischione, occhio d’oro e cigno selvatico, accanto alle anatre comuni, ai cigni e alle oche canadesi; morette e cormorani arrivano dal Lough Neagh e si posano vicino al crannóg. Nel corso degli anni i birdwatcher hanno registrato anche vere rarità – una moretta grigia vagante fotografata nel 2006, oltre a gabbiani d’Islanda, glauco e zafferano.
I pescatori vengono per la pesca di acqua dolce: luccio, persico, gardon, rutilo, brema, tinca e anguilla, con l’acqua più profonda vicino alla paratoia all’estremità settentrionale come punto di riferimento. Il lough è designato Area di Speciale Interesse Scientifico per la sua flora e fauna di zona umida – torbiera bassa, palude, comunità d’acqua dolce e bosco umido – e il gruppo di volontari Ballysaggart Environmental Group lavora per proteggere questo habitat dalla sua fondazione nel 2004.
Il crannóg e il nome
Sul lough sorge un crannóg, un’antica abitazione lacustre, anche se difficilmente lo si noterebbe: nel 2025 un consigliere comunale locale l’ha definito «quasi criminale» che non ci sia alcun cartello o informazione al riguardo. Il nome Ballysaggart significa «townland dei preti», da un priorato che sorgeva vicino al lough prima di trasferirsi a Donaghmore circa 400 anni fa. In irlandese il lago è anche Loch Dhubh, il lough nero, da cui deriva il nome inglese – non, come a volte si scrive, dai preti.
Leggende locali
Il lough è gelato abbastanza da tentare gli incauti. Un’auto fu guidata attraverso il ghiaccio nel 1963, e negli anni ‘70 un uomo fu denunciato alla polizia per aver pattinato sul lago e aver «messo in pericolo delle vite». Può essere pericoloso anche nella direzione opposta: un nuotatore è annegato attraversandolo nel 2002. Questo è un lago per camminare e osservare, non per entrarci.
Informazioni pratiche
Ingresso e orari – Gratuito, aperto tutto l’anno durante le ore di luce, senza prenotazione.
Come arrivare e parcheggio – Il parcheggio è segnalato dalla Eglish Road, a circa cinque minuti di auto dal centro di Dungannon. C’è ampio spazio; i lavori di riparazione del muro d’ingresso e della recinzione sono in corso ma non interferiscono con la passeggiata.
Servizi – Tavoli da picnic e panchine lungo la riva, ma nessun bagno in loco, quindi usate i servizi in città prima di venire.
Cani – Benvenuti, ma teneteli al guinzaglio durante la stagione di nidificazione per proteggere gli uccelli che nidificano a terra.
Venite in una mattina d’inverno immobile con binocolo e thermos. Il rumore della strada cala, l’acqua si fa piatta, e gli uccelli – non il giro di 20 minuti – sono la ragione per essere qui.