Panoramica
San Colmcille – Columba in latino – nacque a Gartan nel 521, e questo centro sorge sulla riva del lough accanto al quale crebbe, raccontando la storia di come il figlio di un nobile del Donegal divenne il monaco che fondò Iona e portò il cristianesimo in Scozia. È un piccolo centro al chiuso, in una tenuta boscosa in riva al lago ai margini del Glenveagh National Park, e vale la pena sapere prima di partire che apre solo per la metà estiva dell’anno e che non è facilissimo da trovare: è segnalato dalla R251, poco a sud-ovest di Church Hill, a circa 16 km a nord-ovest di Letterkenny.
Se ci andate, ciò che lo eleva al di sopra della media delle sale con pannelli e poster è la narrazione guidata: i visitatori tornano a casa parlando meno degli oggetti esposti e più della guida che li ha accompagnati tra folklore e storia locale. Chiedete il tour invece di limitarvi a leggere i pannelli da soli.
All’interno
L’esposizione al primo piano è costruita attorno a una croce celtica di 3,6 metri, con pannelli illustrati, vetrate e stendardi che ripercorrono il mondo celtico delle origini, San Patrizio e il cammino di Colmcille verso la Chiesa. Una sezione spiega come venivano realizzati i manoscritti miniati come il Libro di Kells, pigmento dopo pigmento – un utile contesto per la storia a cui il centro torna di continuo, quella di Colmcille che copia di nascosto un salterio preso in prestito e del giudizio contro di lui («a ogni mucca il suo vitello, a ogni libro la sua copia») che contribuì a spingerlo a lasciare l’Irlanda per Iona.
Tra gli oggetti esposti ci sono una replica della Campana di San Columba, una campana del VI-VIII secolo custodita per generazioni da una famiglia di Gartan e ritenuta in grado di guarire qualsiasi malattia se si beveva l’acqua che vi era stata versata dentro, e una figura di cera a grandezza naturale del santo in abiti d’epoca. Un grande arazzo racconta una storia molto più recente: gli sfratti di Derryveagh del 1861, quando il proprietario terriero John George Adair cacciò decine di famiglie dalle colline vicine. Un breve film chiude la visita al chiuso, il che rende il centro una scelta affidabile per un pomeriggio piovoso nel Donegal.
Il lough e l’argilla bianca
L’ambientazione è metà della visita. La tenuta scende fino al Gartan Lough, con sentieri pianeggianti per una passeggiata dopo il tour e tre grandi pietre che emergono dall’acqua e che la tradizione chiama «le orme di Colmcille». La leggenda locale vuole che quando la madre del santo ebbe un’emorragia alla sua nascita, il suo sangue rese bianca l’argilla di Gartan circostante; da allora l’argilla bianca è stata portata come portafortuna.
Visita
Il centro apre dalla prima domenica di maggio all’ultima domenica di ottobre: dal lunedì al sabato 10:30–17:00, e la domenica 13:30–17:00. Controllate il sito web (colmcilleheritagecentre.ie) per il biglietto d’ingresso aggiornato e chiamate il 074 913 7021 se volete una visita di gruppo o prenotare il pranzo nella sala da tè, che propone zuppe, panini e caffè. C’è un parcheggio gratuito, anche per pullman, e una rampa che porta alla sala principale; i sentieri in riva al lago possono essere umidi, quindi portate qualcosa di impermeabile.
In auto da Letterkenny, prendete la R250 verso Church Hill e seguite i cartelli marroni sulla R251. La Glebe House and Gallery – la casa e la collezione d’arte del pittore Derek Hill – si trova sulla stessa riva del lough e si abbina naturalmente a una visita qui, mentre il Glenveagh National Park è a pochi minuti di auto.