Lo Swilly prende il nome da un mostro. An tSúileach significa qualcosa come «il dai molti occhi», da una leggenda secondo cui una bestia acquatica mangiatrice di uomini con innumerevoli occhi infestava il fiume finché San Colmcille non la uccise. La storia circola ancora tra la gente del posto, tanto che un DJ di Letterkenny, Diarmuid O’Doherty, ha inciso un brano intitolato A Monster in the River Swilly. Il fiume nasce sul Glendore Mountain, nel Donegal occidentale, a circa 15 m di altitudine, e scorre per circa 42 km (26 miglia) verso est attraverso Letterkenny prima di gettarsi nel Lough Swilly.
Sii chiaro su cosa vieni a vedere. Attraversando Letterkenny lo Swilly è un fiume di città operoso, non un angolo di bellezza; l’interesse sta nella storia accumulata lungo le sue rive, non nell’acqua in sé. Se hai mezz’ora, percorri a piedi il tratto del centro da Oldtown Bridge al ponte pedonale Devlin Way. Gli attraversamenti tra i due raccontano gran parte della storia della città.
I ponti
Quattro ponti attraversano lo Swilly a Letterkenny, ciascuno da un capitolo diverso della città:
- Oldtown Bridge – il vecchio attraversamento in pietra, il legame originario della città con il fiume.
- Port Bridge – un ponte stradale più recente, vicino al sito dell’ex porto commerciale.
- Rail Bridge – una reliquia della ferrovia chiusa che un tempo collegava il Donegal alla rete nazionale.
- Devlin Way – il primo ponte esclusivamente pedonale sullo Swilly, inaugurato nel novembre 2006. Progettato da TS McLaughlin Structural Engineers e costruito da Bonnar Engineering, l’attraversamento da 100.000 € ha un impalcato in acciaio bombato color marrone, lampioni in ghisa e una panchina commemorativa in pietra. Prende il nome dalla famiglia Devlin, che cedette parte del proprio terreno per renderlo possibile.
Un fiume operoso
Un canale doveva un tempo partire da qui. A metà del Settecento fu proposta l’idea di collegare lo Swilly con il River Foyle tramite un canale; non fu mai realizzata. Quello che accadde fu su scala minore. Dal XVII secolo il fiume fu un punto di attraversamento per l’insediamento in crescita e, tra l’Ottocento e i primi del Novecento, un modesto traffico marittimo percorreva il suo canale stretto e tortuoso, trasportando carbone e prodotti agricoli. Il porto chiuse negli anni Sessanta, quando il canale si rivelò troppo difficile da navigare, e i magazzini furono demoliti nel 2001. Il vecchio deposito di carbone è ancora in piedi di fronte al Mount Errigal Hotel. Più a monte, la corrente è ancora sfruttata ai Newmills Corn and Flax Mills, dove i macchinari restaurati funzionano grazie al fiume.
Pesca
Lo Swilly è da tempo uno dei migliori fiumi del nord-ovest per salmone e trota di mare. Storicamente regalava da 300 a 400 salmoni all’anno, il più pesante mai registrato a 11 kg (24 lb), con trote di mare fino a 5,5 kg (12 lb); le trote fario si trattengono nei tratti più puliti e lenti, vicino ai torrenti Forglug e Correnagh. Il fiume è gestito da Inland Fisheries Ireland, quindi controlla permessi, stagioni e accessi attuali con l’IFI prima di pescare. Le regole cambiano di anno in anno e vengono fatte rispettare.
Verso valle fino a Killydonnell
Dove il fiume si apre verso il Lough Swilly, le rovine senza tetto del Killydonnell Franciscan Friary si ergono sulla riva: una tappa tranquilla che vale la breve deviazione se stai seguendo l’acqua verso nord.
Come arrivare
Le rive sono raggiungibili da diversi punti del centro città, con brevi sentieri che scendono verso l’acqua vicino ai ponti principali, e restano aperte tutto l’anno. La striscia lungo il fiume ospita aironi cenerini, martin pescatori e rondini, con qualche lontra nei tratti inferiori e libellule durante l’estate.
Se devi fare una sola tappa, fai quella ai Newmills Corn and Flax Mills, sul margine orientale della città, dove la corrente dello Swilly fa ancora girare la ruota. È aperto stagionalmente, quindi controlla gli orari di apertura prima di andare.
