Paesaggio costiero vicino a Glashedy Island, Donegal
Veduta panoramica del paesaggio costiero nei pressi di Glashedy Island, nella contea di Donegal. 4everGolf / Wikimedia Commons / CC0

Glashedy Island – al largo di Ballyliffin

📍 Donegal

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026

Panoramica

Glashedy Island è un affioramento disabitato di quarzite che emerge a circa un miglio da Pollan Strand, sulla costa nord-occidentale della contea di Donegal, circa 6 km a sud di Malin Head. Costituisce un townland a sé stante (l’unità territoriale di base della campagna irlandese), all’interno della parrocchia civile di Clonmany, ma non ci abita nessuno e praticamente nessuno vi sbarca: il mare che la circonda è davvero insidioso, con rocce e frangenti che arrivano fino a 1.000 metri al largo su ogni lato e secche a nord dove il fondale scende a malapena a tre braccia. È dunque un punto di riferimento da ammirare dalla costa, non un’isola da visitare. Vista da Ballyliffin è inconfondibile: un cuneo scuro, quasi privo di alberi, che si alza per una trentina di metri dall’Atlantico, fino a circa 36.

Storia e leggende

Non si è sempre chiamata Glashedy. Fino ai primi del Seicento era Seale Island, compare come «Glasseve» nel Civil Survey del 1654 e assume il nome attuale solo nelle mappe delle tenute del Donegal redatte da Crow alla fine degli anni Sessanta del Settecento.

Le sue rocce esposte hanno mandato a fondo diverse navi. Il 24 novembre 1841 la goletta James Cook, in rotta da Sligo a Glasgow con un carico di avena, urtò gli scogli vicino a Glashedy e si sfasciò. Il comandante e nove uomini dell’equipaggio annegarono. Uno solo, James Fitzgerald, riuscì ad arrampicarsi sull’isola e vi resistette due giorni prima di essere tratto in salvo dalla guardia costiera di Rockstown, a Urris. Un’altra imbarcazione, la Harmony, andò perduta sugli stessi scogli nel gennaio del 1845.

L’isola ha avuto anche un impiego più discreto e più redditizio. Per tutto l’Ottocento e nei primi del Novecento le sue grotte servirono da nascondiglio per la produzione di poitín: nell’agosto del 1900 una squadra congiunta di RIC e Coast Guard vi arrivò a remi e trovò una grotta attrezzata a distilleria clandestina, con diverse centinaia di galloni di «wash» (il mosto fermentato da cui si distilla il poitín), l’attrezzatura per la distillazione e una scorta di combustibile e provviste per mandare avanti il lavoro.

E poi c’è il folklore. Un racconto locale vuole che tra Glashedy e Pollan Strand compaia un’isola magica una volta ogni sette anni. Se un mortale riesce a colpirla lanciandole una manciata di argilla, l’isola resterà per sempre a galla e passerà in suo possesso; ma basta distogliere lo sguardo mentre ci si china a raccogliere l’argilla, ed è già sparita.

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L’isola

Glashedy è tutta di quarzite, spoglia e sferzata dal vento, con scogliere che precipitano a picco su acque irte di scogli. Sul lato occidentale c’è una piccola spiaggia sabbiosa, stranamente luminosa contro la roccia scura. L’isola è stata pascolata dalle pecore a più riprese e le acque intorno un tempo venivano sfruttate per la caccia alle foche; per il resto è lasciata al vento e alle maree. Proprio quella nudità è gran parte del suo fascino per i fotografi: nulla, su di essa, ruba la scena al cielo, al mare e alla luce che cambia.

Da dove ammirarla

La veduta più ovvia e più comoda è da Pollan Strand e dalle dune di Ballyliffin, dove l’isola si staglia dritta all’orizzonte. Per un punto di osservazione più alto, la fattoria della Wild Alpaca Way sulle Knockamany Bens, sopra Malin Head, guarda verso Glashedy insieme a Five Finger Strand, Malin Head e l’Isle of Doagh. La fattoria, gestita da John McGonagle e famiglia dal 2019, propone passeggiate guidate con gli alpaca sulle sue alture; è terreno agricolo in attività, non un sentiero attrezzato, quindi metti calzature adatte e mettiti in conto un po’ di salita.

Sullo sbarco: lascia perdere. Le scogliere rendono l’avvicinamento rischioso anche per le barche del posto, e sull’isola non c’è nulla da raggiungere. Ammirala dalla costa.

Come arrivare e consigli pratici

La Wild Alpaca Way si trova vicino a Malin Head, all’estremità settentrionale della penisola di Inishowen, e si raggiunge in auto uscendo dalla R238. C’è un parcheggio in fattoria. Nei mesi estivi più affollati conviene telefonare prima per verificare la disponibilità, perché le passeggiate e il caffè stagionale seguono orari variabili.

Contatti

  • Telefono: (00353) 87 666 5106
  • Email: [email protected]
  • Social: @wildalpacaway su Facebook, TikTok e Instagram
  • Centro abitato più vicino: Carndonagh (circa 8 km a sud)

Le coppie che desiderano una cerimonia simbolica con l’isola sullo sfondo possono contattare la celebrante Catriona Doherty al (00353) 87 816 5962 o all’indirizzo [email protected].

Nei dintorni

Pollan Bay, a pochi chilometri di distanza, attira windsurfisti e kitesurfisti sulla sua lunga distesa di sabbia. Malin Head e Five Finger Strand sono entrambe a breve distanza per una passeggiata sulla costa: ne esce una giornata intera a percorrere la punta di Inishowen, con Glashedy in vista per buona parte del tragitto.