Fotografia storica dell'Inn di Baldoyle, Dublino
Una veduta storica dell'Inn di Baldoyle, a Dublino, che cattura il fascino tradizionale del villaggio costiero. William Sadler / Wikimedia Commons / Public domain

Baldoyle – le oche colombaccio sull'estuario

📍 North-east Dublin, Dublin

🏛️ Attrazione
🅿️ Parcheggio
Il parcheggio nelle vicinanze è scarso.

Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026

Se venite a Baldoyle in inverno, l’estuario è il vero motivo del viaggio. Baldoyle Bay è di importanza internazionale per le oche colombaccio dal ventre chiaro, che arrivano in volo dall’Artico canadese per nutrirsi delle zostere dei suoi bassifondi; con la bassa marea, sui banchi di fango si muovono anche pittime reali, pettegole, chiurli, pivieri dorati e volpoche. La riserva è stata istituita nel 1988 e copre 195,5 ettari di acque di marea, palude salmastra e dune di proprietà statale: è una zona umida Ramsar, Zona di Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario, oltre a far parte della Dublin Bay Biosphere.

Siate però chiari su cosa aspettarvi: un estuario selvaggio e protetto, non un’attrazione turistica. Non ci sono passerelle, né capanni, né un bar sull’acqua. Si osserva dalla strada costiera e dalla riva, c’è un pannello informativo all’estremità settentrionale e il parcheggio nelle vicinanze è scarso. Portate un binocolo e controllate la marea: i bassifondi si allagano in fretta, e con la bassa marea gli uccelli arrivano a nutrirsi.

Il nome

Baldoyle, Baile Dúill in irlandese, prende il nome dai dubh-ghaill, gli «stranieri scuri»: i vichinghi danesi che trovarono comoda la baia riparata per i loro drakkar a basso pescaggio e l’acqua dolce dei fiumi Mayne e Sluice. È un bel pezzo di storia locale: gli stranieri scuri diedero il nome a Baldoyle, mentre i norvegesi biondi, i fionn-ghaill, diedero il loro a Fingal, la contea che la circonda.

I vichinghi lasciarono un villaggio di pescatori che sopravvisse fino al XIX secolo, facendo nel frattempo anche da piccola stazione balneare con una stazione della guardia costiera; il vecchio nucleo attorno a Dublin Street e College Street è oggi un’Area di Conservazione Architettonica protetta. Le terre appartenevano un tempo al Priorato medievale di All Hallows, e i Fratelli Cristiani vi tennero in seguito un noviziato, una casa di riposo e un cimitero.

L’ippodromo diventato parco

Per 120 anni Baldoyle ha avuto un ippodromo. Ha funzionato dal 1853 circa fino al 1973, quando ha chiuso; il terreno è stato infine venduto a dei costruttori e oggi ospita il complesso residenziale noto come The Coast, insieme a Seagrange Park – che ha un parco giochi, campi sportivi e un orto comunitario su parte del vecchio tracciato – e ai corridoi pedonali che collegano il villaggio all’estuario. Il Racecourse Park nelle vicinanze ospita il Baldoyle United FC e il Na Dubh Ghall GAA.

Un’altra cosa che la cittadina produce in silenzio: il Sudocrem, la crema rosa per il pannolino presente in metà dei bagni d’Irlanda, è prodotto al Baldoyle Industrial Estate lungo la strada costiera, dove l’azienda farmaceutica Mylan è il maggiore inquilino.

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Passeggiate e una pinta

Il bordo piatto dell’estuario si collega alla più ampia passeggiata costiera di Fingal che il Fingal County Council sta estendendo lungo la riva. Da qui si possono prendere i sentieri costieri verso Portmarnock a nord o verso Sutton e Howth Head a sud, quest’ultimo con le sue passeggiate sulle scogliere e le viste su Ireland’s Eye. La moderna Baldoyle Library, sul lungomare, ha vista sul mare ed è una buona tappa quando piove. Per una pinta dopo, l’Elphin è il locale tradizionale sulla strada costiera.

Come arrivare

Non c’è una stazione chiamata Baldoyle. Le fermate DART più vicine sono Sutton e Bayside sulla diramazione per Howth, a breve passeggiata o in autobus dal villaggio, e Clongriffin sulla linea settentrionale, aperta nel 2010 per servire i nuovi insediamenti. Le linee Dublin Bus H1 (Baldoyle–centro città) e H2 (via Portmarnock) coprono la zona, e la strada costiera ha una pista ciclabile se preferite arrivare in bici da Howth o Clontarf.

Programmate la visita con la bassa marea in un pomeriggio d’inverno: è allora che le oche colombaccio e i limicoli si spostano sul fango scoperto, abbastanza vicini alla strada da poterli osservare senza disturbarli.