Panoramica
Il Liffey sceglie la via più lunga per arrivare al mare. Nasce a Liffey Head Bog, a circa 450 m di quota, fra il Kippure e il Tonduff, sui Wicklow Mountains, poi disegna un ampio arco di circa 125 km attraverso Wicklow, Kildare e Dublino prima di sfociare nella Dublin Bay: ben oltre cento chilometri per coprire una distanza in linea d’aria di appena una ventina. I suoi affluenti principali sono il Dodder, il Poddle e il Tolka. Circa il 60% della portata viene prelevato per l’acqua potabile prima ancora che il fiume raggiunga la città, e al resto attingono le centrali idroelettriche dell’ESB di Poulaphouca, Golden Falls e Leixlip.
Quasi tutti i visitatori ne vedono soltanto gli ultimi chilometri, il tratto soggetto alle maree che attraversa il centro fra banchine e ponti. Ed è proprio quello che merita il tuo tempo: il corso superiore, sbarrato dalle dighe e in gran parte prelevato, per lunghi tratti somiglia più a un bacino artificiale che a un fiume.

Storia

In antico irlandese il fiume si chiamava An Ruirthech, «il corridore veloce». Il nome attuale deriva da Magh Life, la pianura del Kildare che attraversa, e risale probabilmente a una radice che significa «scorrere». I mercanti vichinghi lo risalivano per raggiungere il primo insediamento di Dubh Linn e, entro il XII secolo, le sponde appartenevano a potenti liberties monastiche come St Mary’s Abbey, le cui terre si estendevano da Oxmantown fino al mare.
I ponti raccontano la crescita della città. Il primo attraversamento in pietra di cui esistano prove certe, il Bridge of Dublin, fu costruito dai domenicani nel 1428 e resistette fino al XVIII secolo. Lo Ha’penny Bridge, in ghisa, fu inaugurato nel 1816 ed è tuttora il ponte più fotografato della città. Il XXI secolo ha aggiunto il Samuel Beckett Bridge (2009), a forma di arpa, progettato da Santiago Calatrava, e il Rosie Hackett Bridge (2014), il primo in città a portare il nome di una donna.
A piedi lungo le banchine
Da Islandbridge a Ringsend le banchine nord e sud formano un percorso pedonale quasi ininterrotto. Se hai tempo per un solo tratto, percorri la sponda sud dallo Ha’penny Bridge verso est fino al Samuel Beckett Bridge. Lungo il cammino incontri:
- Custom House – l’edificio neoclassico di James Gandon del 1791: la cupola verde dà il meglio di sé riflessa nell’acqua con l’alta marea.
- Famine Memorial – le scarne figure di bronzo di Rowan Gillespie su Custom House Quay, fra le sculture pubbliche più toccanti della città.
- Ha’penny Bridge – la passerella in ghisa che fino al 1919 si pagava mezzo penny.

EPIC – The Irish Emigration Museum si trova nell’edificio CHQ, sulle banchine nord: una buona tappa a metà percorso nelle giornate di pioggia.
Sull’acqua
Il tratto soggetto alle maree è più animato di quanto sembri. Diversi club di canottaggio si allenano fra il Watling Bridge e la Custom House, fra cui quelli del Trinity College e dell’UCD. La Liffey Voyage, un battello-bus turistico da 50 passeggeri, propone escursioni con commento a bordo con partenza appena sotto lo Ha’penny Bridge. Due gare storiche fanno da cornice all’estate: la Liffey Descent, corsa di canoa (settembre), va da Straffan fino a Islandbridge, mentre la Liffey Swim (agosto), disputata dal 1920, porta centinaia di nuotatori dal Watling Bridge alla Custom House. Nuotare per conto proprio, però, non si può: è consentito solo durante quegli eventi organizzati, perché si tratta di un fiume da cui si ricava acqua potabile e, per il resto dell’anno, resta appannaggio di canottieri e kayakisti.
Verso monte
A ovest della città il fiume diventa una successione di bacini artificiali e parchi lineari. Il Poulaphouca Reservoir, nel Wicklow occidentale, è uno dei più grandi invasi idrici del paese: lungo le sue rive si può pescare e passeggiare, anche se la centrale dell’ESB non è aperta al pubblico. Nel tratto del Kildare, a Newbridge e Kilcullen, i parchi fluviali si prestano a una passeggiata di un’ora.


Fauna
Gli aironi cenerini presidiano tutto l’anno le traverse in città, mentre i martin pescatori compaiono nei tratti più verdi, verso il Blessington Street Basin e il Leixlip Linear Park. L’estuario a valle della città, soggetto alle maree, attira beccacce di mare e chiurli sul fango con la bassa marea. Non è certo natura selvaggia, ma l’avifauna è più varia di quanto suggerisca un’occhiata distratta alle banchine.

Come arrivare e spostarsi
In centro il fiume non è mai lontano. La linea rossa del Luas e diverse linee dei Dublin Bus lo attraversano o lo costeggiano, con fermate comode a Heuston, Abbey Street e all’IFSC. Il Liffey Ferry, gestito dall’Irish Nautical Trust, collega North Wall Quay e Sir John Rogerson’s Quay: una traversata breve ed economica, e un punto di vista diverso sui docklands.
Camminare lungo le banchine è gratuito e non si paga nulla per vedere i ponti. Le escursioni in battello come la Liffey Voyage sono attive tutto l’anno e si prenotano direttamente presso l’operatore. Un solo avvertimento pratico: le banchine sono anche due fra le strade più trafficate della città, quindi i marciapiedi lungo il fiume possono risultare rumorosi e congestionati. Le passerelle pedonali e il tratto verso il Beckett Bridge sono i più tranquilli e i più gratificanti.
