St. John's Church, Ballymore Eustace
St. John's Church, Ballymore Eustace Ridiculopathy / Wikimedia Commons / CC0

Ballymore Eustace – alte croci e mulini

📍 Kildare, Kildare

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2026

Le alte croci

Le cose più antiche e più sorprendenti di Ballymore Eustace si trovano nel cimitero della St John’s Church: due alte croci in granito anteriori ai Normanni, circondate da una decina di lastre tombali medievali. La più slanciata, la croce nord, raggiunge i 3,4 metri ed è composta da tre elementi (testa, fusto e base piramidale); venne abbattuta e poi rialzata nel 1689 da un uomo del posto, Ambrose Walls. La croce sud è più piccola, circa due metri, ricavata da un unico blocco di granito e oggi in gran parte spezzata. Entrambe risalgono probabilmente al X o XI secolo ed entrambe si possono visitare gratuitamente a qualsiasi ora. Se ti fermi per una cosa sola, fermati per queste.

Il paese (in irlandese An Baile Mór, «la città grande», per esteso Baile Mór na nIústasach) sorge sul fiume Liffey, all’incrocio tra la R411 e la R413, con un ponte in pietra che porta la strada sull’altra sponda e 689 abitanti al censimento del 2022. Il ritmo resta quello di un villaggio.

Storia di confine

Nel XII secolo Ballymore era un maniero con castello degli arcivescovi di Dublino. Nel 1244 Enrico III le concesse una fiera di otto giorni; nel 1373 Thomas FitzOliver FitzEustace ne divenne conestabile, e fu la sua famiglia a dare al paese il secondo nome. Nel 1389 vi si riunì persino un parlamento. Del castello non resta traccia.

La posizione ai margini del Pale ne fece un bersaglio: gli O’Toole e gli O’Byrne scendevano a razziare dalle colline del Wicklow e il 23 maggio 1798 i ribelli degli Irlandesi Uniti attaccarono qui la guarnigione britannica, in uno dei primi scontri della rivolta, ma la guarnigione resistette e li respinse.

Advertisement

I mulini

A Ballymore si macina fin dal XII secolo. Sulle terre del maniero, ad Ardenode, sorgeva il più antico tuck mill d’Irlanda datato con certezza, una gualchiera per la finitura dei tessuti, risalente al 1276-77. Nell’Ottocento il cotonificio della famiglia Gallagher dominava il paese: al culmine, intorno al 1815, dava lavoro a circa 700 persone su 150 macchine. I suoi ruderi in pietra sono ancora lì, lungo il fiume, in un punto che gli abitanti chiamano «pike hole».

Scendendo dalla chiesa cattolica si incontra Weaver’s Row, una schiera di casette a un piano per gli operai, oggi struttura protetta e testimonianza sobria della città-fabbrica che questa fu.

Arte, scrittori e cinema

Il Ballymore Eustace Art Studio, gestito dall’artista Fiona Barrett a Lime Kiln House tra i campi e le galline di casa, propone laboratori di pittura e tecniche miste per tutte le età, oltre a feste con i colori, su prenotazione in loco o online.

Lo scrittore Seumas O’Kelly (1881-1918) attinse a questo paesaggio di canali e comunità di mugnai; il suo racconto The Weaver’s Grave fu illustrato da Jack B. Yeats. Anche il cinema ha sfruttato queste campagne: il paese e i dintorni compaiono in Shake Hands With the Devil (1959), Braveheart (1995) e King Arthur (2003), per il quale in un campo poco distante venne costruita una riproduzione lunga un chilometro del Vallo di Adriano.

A piedi, in bici e sui laghi

Ballymore Eustace è la porta d’accesso ai Blessington Lakes (Poulaphouca Reservoir) e al Bog of Allen. Il bacino nacque negli anni Quaranta, quando l’ESB sbarrò il Liffey a Poulaphouca per produrre energia idroelettrica e rifornire d’acqua Dublino; oggi offre noleggio barche, pesca alla trota con permesso, un centro visitatori (verifica gli orari stagionali) e sentieri lungo la riva per camminate e giri in bici.

Più vicino, un sentiero pianeggiante e asfaltato segue il Liffey dal ponte oltre i ruderi del cotonificio e il pike hole, per circa tre chilometri in direzione di Golden Falls: comodo per le famiglie e accessibile in sedia a rotelle. A sud, sentieri segnalati attraversano le torbiere del Bog of Allen. Per chi va in bici la posizione è ottima: la linea TFI Local Link 885 collega Baltinglass alla stazione di Sallins passando per Ballymore, Blessington e Naas, e al negozio Fogarty’s, sulla R411, c’è una colonnina self-service per le riparazioni.

Advertisement

Una nota di colore

Nell’aprile 2014 un allevatore, Paddy Murphy, trovò sul suo terreno vicino al paese un «geep» in buona salute, un ibrido tra pecora e capra. Di solito questi incroci nascono morti; questo invece è cresciuto bene e ha fatto il giro della stampa internazionale, curiosa nota a piè di pagina per un luogo altrimenti agricolo.

Dove mangiare e note pratiche

Il motivo per cui in molti fanno davvero una deviazione fin qui è il Ballymore Inn, gastropub di lunga data (aperto nel 1995) che ha collezionato premi per la sua cucina; ha un ampio parcheggio e nelle vicinanze si parcheggia gratis lungo la strada, mentre resta chiuso il giorno di Natale. Per il resto, la piazza del paese e lo spiazzo accanto al club GAA offrono parcheggio gratuito, con servizi igienici pubblici al campo GAA nei giorni di partita.

Come arrivare – La linea Dublin Bus 65 collega più volte al giorno il centro di Dublino (Poolbeg Street) in circa 1 ora e 30 minuti: quattro corse nei giorni feriali, di più nel fine settimana. La TFI Local Link 885 porta alla stazione di Sallins e ai treni per Dublin Heuston.

Orari – Le alte croci, i ruderi del mulino e Weaver’s Row sono all’aperto e visitabili gratuitamente a qualsiasi ora; l’atelier d’arte è solo su appuntamento.

Nei dintorni

Bastano pochi chilometri in auto per allargare molto il raggio. Qui vicino c’è Russborough House con la collezione Beit (opere di Goya e Vermeer), e poi la magnificenza palladiana di Castletown House a Celbridge e i ruderi in cima alla collina di Carbury. Prenditela comoda a Ballymore Eustace: pranzo al Ballymore Inn, dieci minuti alle croci di St John’s e una passeggiata lungo il fiume; è così che il paese dà il meglio di sé.