Panoramica
Inishbofin (in irlandese Inis Bó Finne, «isola della vacca bianca») si trova al largo della costa della contea di Galway, riparata dietro la baia di Cleggan, a circa 10 km dalla terraferma. Misura circa 5,5 km di lunghezza per 3 km di larghezza e conta all’incirca 180 residenti stabili. Le auto restano sulla terraferma: questa è stata la prima isola irlandese a ottenere la certificazione Eco Certified, e il presupposto è semplice: si lascia il motore e si prende la bici, lasciando che sia l’orario dei traghetti a dettare il ritmo della giornata.
Come arrivare sull’isola
Il traghetto Inishbofin Island Discovery parte dal porto di Cleggan tre volte al giorno in estate e una volta al giorno in inverno, con una traversata di 30-40 minuti. Da Galway City gli autobus Citylink sono in coincidenza con la partenza del mattino. Le auto non si imbarcano, ma a Cleggan c’è parcheggio a pagamento, nelle aree private vicino al molo oppure nel parcheggio del County Council poco più indietro; un taxi da Clifden al molo impiega circa 15 minuti e costa 10-15 €. Puoi portare la bici a bordo per 10 €, oppure noleggiarla sull’isola da Kings Bicycle Hire, che offre mountain bike e bici ibride con casco e mappe dei percorsi.
Un porto per cui valeva la pena combattere

Inishbofin è abitata da migliaia di anni, ma è il porto la ragione per cui l’isola è finita più volte nei libri di storia. Nel VII secolo san Colmán vi fondò un monastero che sopravvisse fino al X; le rovine della chiesa medievale nel cimitero sopra il mare, datate variamente al XIII o al XIV secolo, sono ciò che resta di quella eredità.
Si racconta che nel XVI secolo la regina dei pirati Grace O’Malley (Gráinne Mhaol) usasse Dún Gráinne, sulle scogliere occidentali, arrivando persino a tendere una catena di ferro all’imboccatura del porto, anche se le fondamenta del forte sono di secoli più antiche di lei. Durante le guerre confederate degli anni Quaranta del Seicento il porto fu una base strategica di rifornimento, presidiata da una guarnigione agli ordini del conte di Clanricard. Poi, nel 1652, le truppe di Cromwell presero l’isola e costruirono all’ingresso del porto la caserma a pianta stellata nota come Cromwell’s Barracks, usandola come prigione per il clero cattolico catturato. I soldati abbatterono ogni albero per ricavarne legname e combustibile, e la salsedine impedì alla vegetazione di ricrescere: ecco perché l’isola è ancora oggi spoglia.
A piedi e in bicicletta
Il terreno è pianeggiante e poco impegnativo. Dal molo partono tre anelli segnalati:
- Westquarter Loop (8 km, circa 2 ore) passa accanto agli sfiatatoi di Inishbofin, tra i pochi in Irlanda, e alla spiaggia di Trá Gheal.
- Cloonamore Loop (8 km, 2 ore) costeggia East End Bay e le rovine di St Colman’s.
- Middlequarter Loop (5 km, 1,5 ore) apre la vista su Achill e sui Twelve Bens.
Sull’acqua, dal porto partono escursioni guidate in kayak da mare e in paddleboard, e i club subacquei sfruttano alcune delle acque costiere più limpide del Paese. Dumhach Beach ed East End Bay hanno entrambe ottenuto il riconoscimento Green Coast.
Fauna selvatica
Stags Rock ospita una colonia stabile di foche, con un gruppo più tranquillo nei pressi di Inishgort. Da aprile a luglio gli appassionati di birdwatching arrivano per pulcinella di mare, berte minori, sterne codalunga e il re di quaglie, uno degli uccelli nidificanti più rari d’Irlanda. I momenti migliori sono la prima mattina e il tardo pomeriggio, soprattutto quando la marea si ritira e si scoprono le pozze di scogliera.
Cucina, musica e vita dell’isola
Per le sue dimensioni, Inishbofin si mangia e si beve bene: una manciata di ristoranti e bar, dalla cucina sul lungomare di The Beach e del Doonmore Hotel a conduzione familiare fino al food truck Inishwallah, con la sua cucina costiera asiatico-irlandese. Le sessioni di musica trad si tengono tutto l’anno e d’estate escono dalle porte dei pub. Il Heritage Museum, aperto dal 1998 nello «store» del vecchio molo, vale un’ora in un pomeriggio di pioggia: case dell’isola, attrezzi da pesca e da lavoro agricolo e più di 200 fotografie. Questa è anche un’isola di calcio gaelico: ha ospitato il torneo All-Ireland Islands nel 2008 e nel 2017 ed è la patria di Ruairí Lavelle, portiere della squadra senior di Galway. Gli appuntamenti clou dell’anno sono l’Inishbofin Arts Festival ai primi di maggio e il Bia Bó Finne Food Festival in ottobre.
Note pratiche
- Calcola la marea per la caserma. Cromwell’s Barracks si raggiunge in sicurezza solo con la bassa marea: controlla le tabelle prima di incamminarti.
- Prenota il traghetto in anticipo in piena estate: i posti sono limitati.
- Metti in valigia impermeabile e uno strato in più. I sentieri costieri sono esposti e il tempo cambia in fretta, anche a luglio.
- Non esiste un ufficio prenotazioni centralizzato per i posti letto: contatta direttamente guesthouse e case per vacanze.
- Non lasciare tracce: trattandosi di un’isola Eco Certified, tutto si regge sul fatto che i visitatori restino sui sentieri e portino via i rifiuti.
Noleggia una bici al molo, percorri il Westquarter Loop fino agli sfiatatoi e calcola il rientro in modo da poter raggiungere a piedi la caserma con la marea calante.
