Panoramica
Jonathan Swift trascorse a Kilroot diciotto mesi solitari negli anni Novanta del Seicento come prebendario della parrocchia, e la costa su cui era solito camminare oggi è incorniciata da una centrale elettrica e da miniere di sale che si estendono per chilometri sotto il Lough. È proprio questo contrasto – un sito paleocristiano stretto tra l’industria pesante – a definire il carattere del luogo. Kilroot (in irlandese: Cill Ruaidh) sorge appena a est di Carrickfergus, sulla sponda settentrionale del Belfast Lough, raggiungibile dalla Fort Road che si stacca dalla A2 per Larne. Il nome significa «chiesa del rosso», con ogni probabilità per via della Mercia Mudstone rosso-bruna nel terreno locale più che per un edificio.
Sii chiaro su cosa aspettarti: un cimitero modesto e una casa senza tetto, di fronte a un impianto in attività e a una miniera recintata. È una deviazione breve e curiosa se sei già a Carrickfergus, non una meta a sé stante.
Storia
Le origini paleocristiane
Secondo il Codex Salmanticensis, sant’Ailbhe di Emly inviò il suo discepolo Colmán mac Cathbaid a fondare qui una chiesa intorno al 500 d.C. Si dice che una pietra benedetta avesse fatto sgorgare una sorgente – la «Corrente Inesauribile di Cill-ruaidh» – che ancora oggi scorre come sorgente non rivestita poco a sud-ovest dell’attuale cimitero. Il nome rimase, segnando il sito come luogo di culto molto prima dell’arrivo del sistema parrocchiale medievale.
Epoca medievale e post-medievale
Già nel XIII secolo questa era la chiesa parrocchiale di San Colmán, con una pietra a coppa (bullaun stone) – usata per macinare o come fonte battesimale – incastonata nel muro. La chiesa cadde in rovina qualche tempo dopo il XV secolo, lasciando fondamenta ancora visibili nella mappa dell’Ordnance Survey del 1857.
All’inizio del XVII secolo Edward Brice, un ministro scozzese, acquisì il terreno e costruì la Kilroot House a tre piani all’interno di un bawn, un recinto difensivo murato. Oggi sopravvivono due bastioni in rovina e circa un terzo del muro del bawn. La casa divenne in seguito la residenza prebendale della Church of Ireland, e Jonathan Swift ricoprì quell’incarico dal 1695 al 1696. Si dice che abitasse nelle vicinanze nella «Round House», un cottage ovale dal tetto di paglia senza angoli in cui il diavolo potesse nascondersi, demolito dopo un incendio nel 1959. La Kilroot House stessa era già in rovina verso la fine del XIX secolo; l’interno è oggi chiuso al pubblico per il rischio di crolli.
L’era industriale
Il XX secolo portò un paesaggio molto diverso. La centrale elettrica di Kilroot, alimentata a carbone per decenni prima di passare al gas, un tempo forniva circa un terzo dell’elettricità dell’Irlanda del Nord. Accanto, una rete di miniere di salgemma si estende per circa 30 miglia (48 km) sotto Kilroot, Eden e la Carrickfergus East Division, producendo sale per lo spargimento stradale. Le miniere non sono aperte ai visitatori, ma la loro sagoma – ciminiere, nastri trasportatori, scorie – è ormai parte di Kilroot quanto le rovine.
Cosa vedere e fare
Kilroot House e cimitero
L’angolo più suggestivo è la casa in rovina dentro il suo bawn, con i due bastioni spezzati e il cimitero – chiamato localmente «God’s Acre» – accanto. Un breve sentiero pianeggiante conduce da una piccola piazzola sulla Fort Road al cancello d’ingresso, quindi è facile da raggiungere a piedi. Nel 2002 un muro di contenimento crollò qui e lo scavo che ne seguì portò alla luce sepolture e depositi successivi, confermando da quanto tempo il terreno è in uso.
Vedute industriali
La centrale non è aperta alle visite, ma il molo sul suo lato settentrionale è accessibile al pubblico e offre le torri delle turbine dritte dall’altra parte dell’acqua. È una foto sorprendentemente bella: tombe in pietra lavorata in primo piano, l’industria sullo sfondo.
Passeggiate costiere
La costa è un corridoio naturale per camminatori e ciclisti, con il sentiero che si ricollega verso Carrickfergus e il suo castello. È un modo semplice per abbinare una breve tappa storica a una camminata più lunga lungo il Lough. Trampolieri e gabbiani frugano nella linea di marea, e in primavera e autunno passano uccelli migratori.
Informazioni pratiche
Accesso e parcheggio – dalla A2 per Larne, svolta sulla Fort Road e segui le indicazioni per il Kilroot Business Park. Una piccola piazzola sulla sinistra offre parcheggio gratuito. Il sito non è presidiato.
Orari e biglietti – il cimitero e le rovine sono aperti tutto l’anno e l’ingresso è gratuito. Anche il molo è accessibile, anche se i controlli di sicurezza possono limitarne l’accesso in alcuni momenti.
Accessibilità – il sentiero del cimitero è abbastanza pianeggiante, ma i muri del bawn sono irregolari e l’interno della Kilroot House è chiuso per motivi di sicurezza. Scarpe robuste sono consigliate dopo la pioggia.
Come arrivare – autobus regolari partono da Carrickfergus e Belfast, e la stazione ferroviaria più vicina è Carrickfergus, a circa 2 km a nord. In auto, la A2 collega direttamente a Belfast, a circa 20 km.
Servizi nelle vicinanze – Kilroot in sé offre poco in fatto di ristorazione, ma Carrickfergus è a pochi minuti, con caffè, pub e ristoranti raggruppati attorno al castello.
Sicurezza – il molo è scivoloso quando è bagnato, quindi fai attenzione al bordo dell’acqua, e il terreno delle miniere di sale è recintato e segnalato con «No Entry» (ingresso vietato).
Scegli il tardo pomeriggio per cogliere la luce che cambia sul Lough dal molo, poi percorri i pochi chilometri fino a Carrickfergus per cena davanti al castello.