Mount Bruis è ricordato per due cose che forse non ha mai avuto: 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno, e una stanza segreta a volta piena di sovrane d’oro. Sono entrambe folklore, ripetuto così a lungo da essere diventato il senso stesso del luogo. Quello che si erge davvero sulla collina sopra Shronell, lungo la R515 a ovest di Tipperary town, è il rudere senza tetto di una magione di metà Settecento, la cui facciata ben proporzionata conserva ancora un portale in pietra calcarea finemente scolpito.
Chi la costruì
La tradizione locale lega saldamente la casa alla famiglia Damer. Joseph Damer, banchiere nato in Inghilterra, dopo il 1662 comprò vasti appezzamenti del Tipperary dai coloni cromwelliani e si arricchì esportando lana – anche se per tutti era un avaro. Jonathan Swift scrisse che «camminava per le strade con un mantello logoro e pranzava e cenava a spese altrui». Quando Joseph morì celibe nel 1720, la fortuna passò al nipote John, e la storia vuole che nel 1740 John costruì la grande casa a Shronell chiamandola Mount Bruis.
I documenti scritti sono meno ordinati. Gli inventari architettonici datano la casa a metà Settecento e indicano come occupanti le famiglie Doherty e Scully – Edmond Doherty Esq visse qui dagli anni Settanta del Settecento fino alla morte nel 1809, Edmund Scully nel 1814, e una certa Mrs Doherty nel 1837 – senza confermare affatto il legame con i Damer. Nel 1840 gli Ordnance Survey Name Books la definivano «un edificio molto antico e in condizioni mediocri». Prendete quindi la leggenda dei Damer come una bella storia più che un fatto accertato.
Leggenda e folklore
Le 365 finestre sono quasi certamente un’esagerazione di una casa davvero grande, ma ne fissarono la reputazione di grandezza, e il tesoro nascosto non è mai stato trovato. La tradizione locale ricorda anche il poeta cieco settecentesco Liam Dall Ó hIfearnáin, che si dice abbia profetizzato che i Damer non sarebbero durati a Shronell mentre la famiglia nativa Heffernan (Ó hIfearnáin) sarebbe rimasta – e col tempo le tenute dei Damer svanirono davvero.
Cosa c’è sulla collina
La salita ripaga più per il panorama che per la muratura: la Golden Vale si apre sotto, con le Galtee Mountains all’orizzonte nelle giornate limpide. I fotografi tendono ad arrivare all’ora d’oro, per il timpano contro il sole basso. Nella stessa townland c’è un moat – un tumulo a sommità piatta alto circa sessanta piedi e largo un centinaio, con i resti di un vecchio castello in cima. La chiesa in rovina della Church of Ireland a Bruis, costruita intorno al 1808 con la torre aggiunta nel 1818, e le tracce di Damer’s Court dietro la Shronell National School completano la storia della zona.
Passeggiata e accesso
Mount Bruis si raggiunge dalla R515 a ovest di Tipperary town. Fermatevi nella piccola piazzola e prendete il breve sentiero sterrato che sale sulla collina – circa mezzo chilometro, percorribile per la maggior parte delle persone, anche se l’ultimo tratto è irregolare e la pietra diventa scivolosa dopo la pioggia, quindi indossate calzature adeguate. Il parcheggio è gratuito, non ci sono orari né biglietto d’ingresso, e i cani sono i benvenuti al guinzaglio.
Informazioni pratiche
- Ingresso: gratuito
- Orari di apertura: aperto tutto l’anno, senza orari fissi
- Servizi: nessuno sul posto; servizi igienici e ristoro si trovano a Tipperary town, a breve distanza in auto.
- Nota sul nome: non confondete questo rudere con la Mount Bruis National School, a Tipperary town, che non c’entra nulla.
Attrazioni nelle vicinanze
- Rock of Cashel – il grande sito ecclesiastico medievale, a circa 20 km.
- Cahir Castle – uno dei castelli normanni meglio conservati d’Irlanda, a sud-est.
- Arra Hills e il Devil’s Bit – territorio da camminate a nord.
È una sosta di venti minuti più che una meta, da inserire in un itinerario più ampio sul patrimonio del Tipperary. Andate nell’ultima ora di luce e il timpano si guadagna la sua foto.