Panoramica
La lastra con croce di Fahan porta l’unica iscrizione greca conosciuta nell’Irlanda paleocristiana: una dossologia, «Gloria e onore al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo», incisa nella pietra del Donegal da un monaco che in qualche modo conosceva la formula approvata da un concilio ecclesiastico spagnolo nel 633. Si erge nel cimitero di Othan Mór, il monastero del VI secolo fondato da san Mura, discepolo di san Colmcille, sulla sponda orientale del Lough Swilly.
Il sito si trova a Fahan, lungo la R238 tra Buncrana e Derry, tappa segnalata dell’Inishowen Heritage Trail, e la lastra è visibile dalla strada. Segna l’insediamento originario: i muri senza tetto di una chiesa successiva, un vecchio cimitero e la lastra con croce che precede le celebri alte croci irlandesi. Metti in conto una ventina di minuti davanti alla lastra: la ricompensa sta nel leggere da vicino entrambe le facce, non in una lunga camminata.
La lastra con croce e le rovine monastiche
Datata al VII secolo, anche se oggi alcuni studiosi la ritengono più tarda, la lastra con croce di Fahan Mura è considerata un antenato diretto delle classiche alte croci irlandesi di Monasterboice e Clonmacnoise. Entrambe le facce sono ricoperte da intrecci a nastro a triplice banda. Sulla faccia occidentale spiccano un albero della vita al centro, cinque motivi solari circolari e due figure laterali, tradizionalmente identificate con l’Alto Re Áed Uaridnach e san Mura.
Girati sul retro per l’iscrizione greca: la dossologia riprende la formula fissata dal Concilio di Toledo del 633. Ai piedi della lastra stanno due figure con accanto degli uccelli, antico simbolo cristiano di resurrezione. Si dice che la lastra segni il luogo di sepoltura di san Mura, ed è oggetto di un dettagliato modello 3D interattivo del Discovery Programme che permette di ruotare l’intaglio e studiare la consumata faccia orientale.
Dietro di essa, la navata senza tetto e i muri in pietra disegnano il perimetro del recinto monastico. Le incursioni vichinghe del X e del XIII secolo danneggiarono l’insediamento più antico, ma la comunità ricostruì; nel XVI secolo sorgeva qui una nuova chiesa, prima che il sito scivolasse in una quieta rovina. Oggi il gruppo Fahan Heritage e il Donegal County Council mantengono l’area stabile e accessibile.
L’eredità di san Mura e il pozzo sacro
Il nome del sito, Othán Mór, viene di solito interpretato come «grande collina», appropriato per l’altura sopra il lough. L’influenza di san Mura andò ben oltre Fahan: il suo pastorale, il Bachall Mura, è conservato dalla Royal Irish Academy, mentre il reliquiario della sua campana si trova alla Wallace Collection di Londra. La sua festa, il 12 marzo, è ancora sentita in zona, e i gruppi della comunità organizzano a volte una breve funzione commemorativa vicino alle rovine.
Circa 350 m a nord-ovest del cimitero, verso la riva, una breve deviazione dal sentiero principale porta al pozzo sacro di san Mura, nascosto tra erbe spontanee e bassi muretti in pietra, dove la gente del posto lascia ancora piccole offerte. Pozzi come questo erano tradizionalmente meta di visite per chiedere guarigione, ringraziare o raccogliersi in silenzio, e la pratica continua qui in modo discreto.
Il cimitero e il paesaggio circostante
Il cimitero attorno alle rovine raccoglie sepolture medievali, dell’epoca delle colonizzazioni e moderne: lapidi consumate dalle intemperie e lastre coperte di muschio su una collina aperta, con ampie vedute sul Lough Swilly e sulla penisola di Inishowen. Nelle giornate limpide l’acqua cambia tono tra l’ardesia e l’argento, mentre gli uccelli marini lavorano la riva più in basso. Il terreno è curato dai residenti: resta sui sentieri e non salire sulle lapidi.
Informazioni pratiche
- Orari e ingresso – aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette. Nessun biglietto d’ingresso.
- Parcheggio – una piccola piazzola di sosta di fronte all’ingresso offre parcheggio gratuito, con circa 200 metri a piedi fino alla lastra con croce.
- Servizi – sul posto non ci sono servizi igienici, caffè né pannelli informativi. Il bagno pubblico più vicino è al Railway Tavern, nel villaggio di Fahan, con caffè e negozi a pochi passi.
- Accessibilità – il percorso fino alla lastra attraversa pietra ed erba irregolari e non esiste un sentiero pienamente accessibile alle sedie a rotelle, quindi chi ha difficoltà motorie potrebbe faticare ad arrivarci.
- Cani – i cani educati sono i benvenuti, ma vanno tenuti al guinzaglio tra il cimitero e le rovine, per rispetto del luogo.
- Cosa portare – scarpe robuste per il terreno accidentato, uno strato antivento in inverno e un binocolo per gli uccelli acquatici e le lontre lungo la sponda del lough.
Come arrivare e tappe nei dintorni
Othan Mór si raggiunge facilmente da Letterkenny o da Derry: prendi la N13, poi la R238 fino a Fahan. Foyle Coaches gestisce un collegamento giornaliero Letterkenny–Fahan con una fermata a pochi passi dal sito, e la R238, poco trafficata, si presta bene alla bicicletta tra i villaggi costieri.
Sul lungomare di Fahan, il Railway Tavern si affaccia sul lough ed è una tappa sicura per mangiare o prendere un caffè. Lisfannon Beach dista un paio di chilometri verso nord lungo la costa di Inishowen, mentre la riserva di uccelli acquatici di Inch Island è a breve distanza in auto verso sud. La spiaggia Bandiera Blu di Ballymastocker Bay si trova dall’altra parte dell’acqua, sulla penisola di Fanad: vicinissima in linea d’aria, ma un lungo giro su strada passando per Letterkenny.
Per leggere al meglio gli intrecci della lastra, vieni nel tardo pomeriggio, quando il sole basso a occidente accarezza di sbieco la faccia con l’albero della vita e fa emergere l’intaglio dalla pietra.