Oweynagat è un buco nel terreno ai margini di un campo vicino a Tulsk: una bassa apertura in pietra che si attraversa gattoni, a quattro zampe, per infilarsi in una stretta fenditura nel calcare, buia pesta. In superficie non c’è quasi nulla da vedere, ed è la prima cosa da sapere: qui la ricompensa sono la gattonata e le storie, non il panorama. La seconda è che si entra soltanto con una visita guidata dal Visitor Centre di Rathcroghan, e solo tra aprile e ottobre. Se soffri di claustrofobia, lascia perdere: il passaggio è davvero angusto e fangoso.
Quello che alla grotta manca in scenografia le avanza in fama. Gli autori medievali la chiamavano la «Porta dell’Inferno» d’Irlanda, la bocca dell’Altro Mondo. È la tana della Morrígan, la mutaforma dea della guerra, e nel folclore è la sorgente delle creature che ne uscivano a fiotti ogni Samhain, costringendo la gente a chiudersi in casa dietro fuochi accesi e travestimenti: l’antenato lontano di Halloween.
Le storie
Oweynagat (Uaimh na gCat, la Grotta dei Gatti) si trova all’interno di Rathcroghan, l’esteso complesso reale della contea di Roscommon che fu la sede di Medb, la regina guerriera del Connacht. La grotta attraversa tutti i racconti irlandesi antichi. Nell’Echtra Nerai il guerriero Nera segue una schiera di morti dentro la grotta la notte di Samhain e ne torna con la visione dell’incendio di Cruachan. Si dice che la Morrígan ne esca a cavallo, e da qui venne la vacca ultraterrena il cui vitello divenne il Toro Bruno del Táin Bó Cúailnge, il bottino al centro del più antico poema epico d’Irlanda. Una leggenda locale vuole addirittura che la grotta comunichi sottoterra con le grotte di Kesh, nello Sligo: lo si sarebbe scoperto, racconta la storia, quando un vitello trascinò una donna per tutto il percorso.
Dentro la grotta
L’ingresso è un souterrain artificiale, circa 10,5 m di muratura a secco, lastre verticali e architravi, costruito sopra l’imbocco naturale della grotta; il tumulo che lo copriva è andato in gran parte perduto quando vi fu tagliata attraverso una carraia. Oltre l’ingresso la fenditura naturale nel calcare prosegue per una trentina di metri, 37 m circa, e scende di circa 7 m sotto il livello del suolo: stretta ma alta, larga all’incirca 2,5 m.
Due degli architravi portano iscrizioni in alfabeto ogamico, la rara sopravvivenza che rende la grotta importante per gli archeologi tanto quanto per i narratori. Una si legge VRAICCI MAQI MEDVI, «di Fraech, figlio di Medb», e lega le pietre direttamente alle leggende del luogo. Una seconda iscrizione, frammentaria, QR G SMU, non è mai stata decifrata. Come ha scritto qualcuno, ti infili gattoni in una fessura bassa in mezzo a un campo e riemergi in un luogo più antico delle piramidi: non fa per i claustrofobici, ma è straordinario. Il gatto nero del nome sopravvive come emblema moderno del sito, non come guardiano in carne e ossa, quindi non aspettarti un comitato di benvenuto.
Come visitarla: tour e accesso
La grotta si trova su un terreno agricolo privato, tutelata dal National Monuments Act, quindi l’unico modo per vederla è la visita guidata del Rathcroghan Visitor Centre a Tulsk, che porta i visitatori in minibus fino alla grotta e al grande tumulo di Rathcroghan. L’Origins of Samhain – Oweynagat Cave Tour dura circa due ore e mezza e affianca l’archeologia alla mitologia.
Un consiglio di prenotazione che conta davvero: in piena estate (da maggio ad agosto) solo il tour delle 14:00 entra effettivamente nella grotta, quindi se scendere sottoterra è il punto della gita, prenota quello. I tour si tengono da aprile a ottobre, con una visita speciale per Samhain stesso, il 31 ottobre; anche la guida locale Mike Croghan organizza escursioni. Metti gli stivali di gomma e porta una lampada frontale: il terreno è bagnato e all’interno non c’è alcuna illuminazione.
Informazioni pratiche
- Accesso: all’interno solo con visita guidata (aprile-ottobre) prenotata tramite il Rathcroghan Visitor Centre di Tulsk. Gli altri monumenti di Rathcroghan nei dintorni si visitano più liberamente.
- Ingresso: il paesaggio esterno è gratuito; il visitor centre e le visite guidate sono a pagamento, verifica le tariffe aggiornate al momento della prenotazione.
- Forma fisica e accessibilità: non adatta a chi ha difficoltà motorie, e comunque un passaggio stretto anche per adulti di corporatura media. Il primo tratto va percorso gattoni.
- Come arrivare: il visitor centre di Tulsk si trova sulla N5 tra Roscommon town e Strokestown; la linea 22 di Bus Éireann ferma in paese, a pochi passi. Da lì le navette dei tour ti portano fino alla grotta.
- Caffè: il Táin Café del centro serve piatti leggeri. Cerca la Underworld Savage Ale del Black Donkey Brewery, prodotta con lieviti selvatici prelevati dalle pareti stesse della grotta.
Nei dintorni
- Rathcroghan Mound – il terrapieno cerimoniale a sommità piatta al centro del complesso, incluso nella visita guidata.
- Carnfree – il tumulo dell’investitura dove venivano incoronati i re del Connacht, un altro dei monumenti del complesso.
- Boyle Abbey – rovine cistercensi ben conservate sul fiume Boyle, a circa 20 minuti d’auto.
- Castlecoote – una dimora signorile del XVII secolo con giardini, a una mezz’ora scarsa.
Se lo scopo è scendere sottoterra, prenota il tour delle 14:00 d’estate, infila gli stivali di gomma e porta una torcia. E non sprecare un pomeriggio a cercare la grotta da solo: dalla superficie è una fessura in un fosso, e tutto ciò che rende il viaggio degno di essere fatto è chiuso là sotto, nel buio, e nel racconto della guida.
