Panoramica
Il Royal Portrush è l’unico golf club fuori dalla Gran Bretagna ad aver mai ospitato The Open Championship, e ora lo ha fatto tre volte: nel 1951, nel 2019 e di nuovo nel 2025. Questo solo fatto spiega perché i golfisti attraversano gli oceani per giocare qui. Il club gestisce due links a 18 buche sulla costa di North Antrim: il Dunluce, il campo da campionato, che si snoda tra alcune delle dune più grandi del golf irlandese, e il più corto Valley, accanto ad esso. Dalla clubhouse la vista corre sull’acqua fino alle colline del Donegal, con le isole Skerries e la Giant’s Causeway a est nelle giornate limpide.
Se hai un solo giro e una scelta, gioca il Dunluce: è il motivo per cui il Claret Jug arriva qui. Ma prenota in anticipo e preparati al green fee: è uno dei tee sheet più richiesti dell’isola.
Storia
Il club fu fondato nel 1888 come The County Club. Le prime nove buche furono tracciate da Tom Gilroy; Old Tom Morris portò il campo a diciotto buche nel 1889. Il patronato reale arrivò presto: il Duca di York lo trasformò in The Royal County Club nel 1892, e il Principe di Galles concesse il nome attuale tre anni dopo.
Il carattere del Dunluce di oggi deve molto al ridisegno di Harry Colt del 1929-1933, che lasciò che fossero le dune a dettare il percorso piuttosto che imporre ostacoli artificiali. Nel 1951 Portrush divenne la prima sede fuori dalla Gran Bretagna a ospitare The Open. Ci vollero 68 anni per tornare: il Campionato è rientrato nel 2019, quando Shane Lowry ha stabilito il record del campo con 63 (battendo il 61 da dilettante di Rory McIlroy del 2005), e di nuovo nel 2025. Fred Daly, cresciuto in città e socio del club, rimane l’unico uomo di Portrush ad aver vinto The Open, nel 1947. Darren Clarke e Graeme McDowell lo considerano entrambi il loro club di casa.
I due campi
In vista dell’Open del 2019, gli architetti Mackenzie & Ebert hanno costruito nuove buche 7 e 8 e allungato il Dunluce a 7.337 yard, par 71. È un vero links: fairway sodi e veloci, pot bunker profondi e green che puniscono un approccio impreciso, con il vento dall’Atlantico che conta più di qualsiasi yardage sul cartellino.
Il Valley links si estende per 6.346 yard, par 71. È più corto, più riparato e meno punitivo, e costa molto meno: una scelta sensata se vuoi le dune di Portrush senza il prezzo da campionato, o un riscaldamento prima dell’evento principale.
Buche simbolo
- 4ª (Fred Daly’s) – un par-4 intitolato al campione del 1947, con un tee shot che deve superare un fossato profondo.
- 5ª (White Rocks) – un par-4 da un tee sopraelevato verso un green arroccato sopra la spiaggia; sbaglia a destra e l’Atlantico è il tuo ostacolo.
- 7ª (Curran Point) – aggiunta nel lavoro di Mackenzie & Ebert, un par-5 in salita protetto dall’enorme bunker «Wee Nellie».
- 15ª (Skerries) – un par-4 puntato dritto verso le isole Skerries, con una delle migliori viste del campo.
- 16ª (Calamity Corner) – quella di cui tutti parlano: un par-3 di 236 yard sopra un burrone che scende di 50 piedi a destra. Il par qui sembra un birdie.

Prenotazione, green fee e dress code
Il green fee del Valley per la stagione 2026 è di 200 £. Il Dunluce richiede un green fee da campionato considerevolmente più alto: conferma la tariffa corrente direttamente con il club al momento della prenotazione, e aspettati di pagare l’intero importo in anticipo. L’accesso dei visitatori al Dunluce è gestito con rigore e si esaurisce con mesi di anticipo, soprattutto in estate, quindi pianifica per tempo piuttosto che sperare in uno slot all’ultimo minuto. Potrebbe essere richiesto un certificato di handicap.
I caddie sono disponibili e valgono la pena alla prima visita: la conoscenza locale fa la differenza tra leggere Calamity Corner e tirare a indovinare. Il dress code è smart-casual: niente denim, niente camicie senza collo. Prenota qualsiasi noleggio di mazze o un caddie in anticipo tramite il club, piuttosto che dare per scontato di trovarlo sul posto.
Nei dintorni di Portrush
Il club si trova nel cuore della Causeway Coast, e la serie di attrazioni nelle vicinanze è difficile da battere. La Giant’s Causeway è a pochi minuti a est, le rovine di Dunluce Castle sovrastano il campo, e Old Bushmills Distillery, Carrick-a-Rede e Mussenden Temple sono tutte a breve distanza in auto. La città di Portrush stessa ha tre spiagge Bandiera Blu e una vera scena surf.
Dopo il giro, l’Harbour Bar in città è la tappa tradizionale: buona Guinness, memorabilia del golf alle pareti. Royal County Down e Portstewart sono entrambi a meno di mezz’ora se stai costruendo un tour golfistico, e Belfast è a circa un’ora in auto, con collegamenti ferroviari e bus per Portrush.