Panoramica
Il 16 luglio 1848, pochi giorni prima del processo per alto tradimento, il giovane irlandese Thomas Francis Meagher salì sullo Slievenamon e «battezzò» il tricolore verde, bianco e arancione davanti a una folla che si dice contasse 50.000 persone. Una pietra eretta con l’incisione «1848» segna ancora il punto, poco sotto la cima. È questo il tipo di montagna: un rilievo solitario che porta sulle spalle buona parte della memoria del Paese.
Lo Slievenamon (in irlandese Sliabh na mBan, «montagna delle donne») raggiunge i 721 m (2.365 piedi) nel sud-est della contea di Tipperary e si leva isolato sopra la valle del Suir, tanto che il suo profilo si riconosce facilmente da Fethard, Clonmel e Carrick-on-Suir. Da certe angolazioni, si dice che il crinale ricordi una donna sdraiata sulla schiena. È una salita lineare, non una scalata tecnica, e la ricompensa in cima è una vetta disseminata di pietre antiche e un panorama che, nelle giornate limpide, spazia su Tipperary, Kilkenny e Waterford fino ai Comeraghs, ai Galtees, ai Knockmealdowns e alla costa del Waterford. Se hai tempo per una cosa sola, fai l’andata e ritorno al cairn sommitale e cerca la «porta» naturale nella roccia sul suo lato orientale.
Storia e folclore
La corsa delle donne
Il nome della montagna nasce da una delle leggende più tenaci d’Irlanda. Molte giovani donne desideravano sposare l’eroe Fionn mac Cumhaill: per risolvere la questione, lui si piazzò in cima allo Slievenamon e annunciò che avrebbe sposato quella che avesse vinto una corsa fino alla vetta. Già innamorato di Gráinne, le indicò di nascosto una scorciatoia, e lei vinse puntualmente mentre le altre arrancavano lungo il pendio aperto. Il racconto, raccolto nelle antologie ottocentesche, ha fissato l’identità della montagna come Sliabh na mBan, talvolta allungato in Sliabh na mBan bhFionn, «montagna delle donne bionde».
Cairn antichi e racconti dell’Aldilà
Lo Slievenamon è un paesaggio archeologico non meno che mitologico. Almeno quattro monumenti preistorici punteggiano i pendii: un cairn funerario sulla cima, il cui affioramento roccioso naturale forma la «porta» sul lato est, i resti di un cursus o viale cerimoniale e, sulla spalla di Sheegúna, un altro cairn e una tomba megalitica in rovina. A lungo la gente li ha letti come sídhe, tumuli delle fate e porte verso l’Aldilà, e il folclore avverte che danneggiare le pietre attira una maledizione.
Una storia lega i cairn alla conquista della saggezza. Fionn e i suoi guerrieri stavano cuocendo un maiale lungo il fiume Suir quando una figura dell’Aldilà di nome Cúldubh uscì da un cairn dello Slievenamon e lo rubò. Fionn lo inseguì e lo uccise con una lancia mentre fuggiva, ma nel momento in cui una donna dell’Aldilà chiudeva la porta del cairn, il pollice di Fionn rimase incastrato nello stipite. Succhiandolo per calmare il dolore, assorbì l’antica conoscenza custodita nel tumulo: un’eco del Salmone della Conoscenza e del ruolo di soglia della montagna. Un altro racconto indica in uno dei cairn la dimora di Bodhbh Dearg, figlio del Dagda, dove Fionn sposò poi Sadhbh e generò Oisín.
Il raduno di Meagher nel 1848
Avvolto in una fascia tricolore su quella vetta, nel luglio 1848, Meagher benedisse pubblicamente la bandiera che aveva svelato per la prima volta a Waterford qualche mese prima, dichiarando di voler «decorare queste colline con la bandiera del mio Paese». Il legame della montagna con il Tipperary è stato rafforzato ancora una volta dalla canzone Slievenamon di Charles Kickham, di metà Ottocento: un lamento sull’esilio diventato l’inno ufficioso della contea, che ancora si canta alle partite della GAA e alle feste locali.
Itinerari a piedi
La partenza abituale è il parcheggio principale vicino alla Kilcash Community Hall. Da qui partono diversi itinerari e i sentieri, per quanto ben visibili sul terreno, non sono segnalati: porta con te una mappa o un’app GPS.
| Itinerario | Distanza | Durata indicativa | Dislivello | Difficoltà | Punti forti |
|---|---|---|---|---|---|
| Slievenamon andata e ritorno | 6 km (3,7 mi) | 1,5–2,5 h | 471 m | Media | Salita diretta al cairn sommitale e al punto trigonometrico |
| Slievenamon e le cime vicine | 11,2 km (7 mi) | 4 h | 643 m | Media | Anello su tre cime secondarie; più tranquillo oltre il sentiero principale |
| Anello dello Slievenamon | 17,2 km (10,7 mi) | 6 h | 894 m | Difficile | Escursione di un’intera giornata, terreno vario e tratti ripidi |
| Anello di Sheegúna e Slievenamon | 19,4 km | 5–6 h | 864 m | Difficile | Si spinge fino alla spalla di Sheegúna e alla sella di Knockahunna |
L’andata e ritorno è quello che sceglie la maggior parte delle persone, ed è la scelta giusta per una prima visita. Una panchina di legno a metà salita invita a una sosta naturale, con i Galty Mountains a fare da quinta. Gli anelli più lunghi rinunciano alla compagnia in cambio di brughiera aperta e molta meno gente sui sentieri.
Fauna e paesaggio
I pendii più bassi conservano lembi di bosco misto prima di aprirsi in brughiera e pascolo magro. L’estate porta erica e mirtillo di palude; il tardo autunno tinge i crinali di ruggine e oro. La cima esposta è ottimo territorio per i rapaci, con poiane e falchi pellegrini che sfruttano le correnti ascensionali, soprattutto durante le migrazioni di primavera e autunno, e allodole, pispole e chiurli sul terreno aperto.
Informazioni pratiche
Parcheggio – Due aree a disposizione degli escursionisti:
- Main Car Park (Slievenamon Walk Parking) – Una piccola piazzola con spazio per circa sei auto, quindi si riempie in fretta. Parcheggia ben lontano dalle strade poderali e dai cancelli del bestiame. Indicazioni
- Village Parking (Car Park B) – Parcheggio di riserva per quando la piazzola principale è piena. Indicazioni
Accesso e cani – Il terreno è sconnesso e roccioso, inadatto a sedie a rotelle e passeggini. Le indicazioni ufficiali dicono che i cani sono benvenuti al guinzaglio sui sentieri segnalati, ma attenzione al dettaglio: la salita principale attraversa terreni agricoli privati dove i cani non sono ammessi, quindi, se sei in compagnia del tuo, resta sugli altri percorsi.
Orientamento e sicurezza – I sentieri sono ben visibili ma non segnalati. Trovi le mappe degli itinerari su Hiiker e Komoot, e un libretto escursionistico stampabile sul sito Explore Carrick-on-Suir. La cima è completamente esposta e il tempo cambia in fretta; d’inverno i sentieri ghiacciano e la visibilità cala, quindi scarponi impermeabili, abbigliamento a strati e una mappa cartacea non sono facoltativi.
Come arrivare – Dalla N76 prendi la deviazione per Kilcash e segui le indicazioni per «Slievenamon Drive», poi «Slievenamon Summit», fino alla piazzola all’inizio del sentiero. La fermata dell’autobus più vicina è a Carrick-on-Suir, con collegamenti per Clonmel e Waterford; da lì servono un taxi o una bella camminata su strada fino a Kilcash.
Nei dintorni – Dopo la discesa, visita le rovine del Kilcash Castle, pagaia lungo il Suir Blueway oppure punta sulla vicina Devil’s Bit Mountain. Per approfondire le leggende di cui sopra, leggi la nostra Guida di viaggio al folclore e alla mitologia irlandese.
Controlla le previsioni di Met Éireann prima di partire, porta uno strato in più per la cima qualunque tempo faccia a valle e concediti un’ora in più se hai intenzione di spingerti lungo il crinale oltre il cairn principale.