Un monastero irraggiungibile
Bishops Island è un faraglione dalla sommità piatta, a circa due miglia a sud-ovest di Kilkee, e sulla cima conserva le rovine di un monastero che nessuno abita ormai da moltissimo tempo. Negli ultimi mille anni il mare ha reciso il legame con la terraferma, lasciando gli edifici isolati 40 m sopra l’acqua, su pareti a strapiombo. Sbarcare è impossibile senza corde e mare piatto, ed è esattamente per questo che le rovine sono ancora lì. Quello che puoi fare è guardare, dal ciglio della strada lungo Dunlicky Road, uno dei siti paleocristiani più singolari della costa del Clare.
Le rovine
La tradizione lega il monastero ai seguaci di San Senan, fondatore della grande comunità religiosa di Scattery Island, dall’altra parte dell’estuario. L’edificio meglio conservato è una chiesa in pietra a secco di tipo Gallarus, appena 9 metri quadrati, costruita come una barca rovesciata con blocchi tagliati e posati senza malta. Accanto sorgono un clochaun (capanna a tholos) e le fondamenta basse di altri tre o quattro edifici, con alcune pietre erette prive di iscrizioni a segnare il limite del sito.
L’antiquario ottocentesco William Wakeman annotò qui un paio di stranezze: una finestra orientale che si allarga verso l’esterno, a suo giudizio probabilmente unica in Irlanda, e una porta collocata insolitamente sul lato sud, vicino alla parete ovest, in muri spessi circa due piedi e mezzo. Che siano davvero così eccezionali come sosteneva o meno, testimoniano quanta cura fu dedicata a una cappella su uno scoglio che quasi nessuno avrebbe mai raggiunto.
Il vescovo affamato
Il nome irlandese, Oileán an Easpoig Gortaigh, significa «isola del vescovo affamato». La storia racconta di un vescovo in fuga da una carestia che si fece portare sul faraglione per mettersi in salvo, con delle provviste al seguito: ma il mare si ingrossò, nessuna barca poté più andarlo a prendere e lì morì di fame, in vista della riva. È una leggenda cupa, e si addice al luogo.
Geologia
Come rilievo, il faraglione è giovane. Meno di mille anni fa faceva parte del promontorio; l’Atlantico ha lavorato le fratture della roccia finché il collegamento è crollato, lasciando un pilastro isolato di circa 180 m per 90 m alla base. Le stesse pareti verticali che isolano le rovine sono quelle che le hanno conservate.
Cosa vedere e cosa fare
Questa è una tappa da guardare e fotografare, non da percorrere a piedi.
- Fotografia: il faraglione cambia con la luce; il sole basso del mattino o della sera fa risaltare la chiesa e la capanna contro la roccia grigia.
- Birdwatching: gabbiani, gabbiani tridattili e gazze marine nidificano nelle fessure, con qualche pulcinella di mare in stagione.
- Il sentiero delle scogliere: il Kilkee Cliff Walk passa lì vicino. L’anello più lungo misura circa 12 km andata e ritorno (all’incirca tre ore) e comprende Bishops Island e le rovine di Dunlicky Castle: il modo migliore per vedere il faraglione da più angolazioni.
Informazioni pratiche
- Accesso: punto panoramico lungo Dunlicky Road, tra Cross e Kilkee.
- Parcheggio: una piccola piazzola con spazio per una decina di auto (circa otto). Si riempie in fretta d’estate e non ci sono alternative nei paraggi.
- Servizi igienici: qui non ce ne sono; i più vicini si trovano a Kilkee.
- Accessibilità: dalla strada al punto panoramico c’è una breve camminata, senza percorsi né servizi accessibili. L’isola in sé non è visitabile.
- Costo: gratuito, e nulla ti impedisce di guardarla a qualsiasi ora.
Nei dintorni
- Georges Head – un promontorio con ampie vedute sulla baia, verso il faraglione e la penisola di Loop Head.
- Pollock Holes – piscine naturali nella roccia sotto le scogliere di Kilkee, ideali per un bagno nelle giornate di mare calmo.
- Loop Head – la lunga penisola con il suo faro e i sentieri costieri.
