Deer Island – un'isola disabitata del Fergus

📍 River Fergus, Clare

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2026

Panoramica

Deer Island è la più grande delle isole sparse nell’estuario del Fergus e, da quando il suo ultimo residente è morto nel 2004, è rimasta in balia del bestiame e degli uccelli. Conosciuta in irlandese come Inis Mór («grande isola») e storicamente come Inchmore, si estende per circa un miglio da un capo all’altro e copre all’incirca 493 acri di terreno basso e pianeggiante nella contea di Clare. Il punto più vicino sulla terraferma è il molo di Rosscliff, a circa 300 metri di distanza, anche se l’isola dista solo un quarto di miglio dal villaggio di Ballynacally. Non c’è ponte né traghetto, quindi per attraversare bisogna organizzare una barca. Le famiglie i cui antenati coltivavano queste terre attraversano ancora per curare le tombe, ed è proprio questo il senso dell’isola oggi: non attrazioni, ma una quiete che la terraferma ha perso.

Storia

La storia dell’isola va dai monaci del primo cristianesimo al parco dei cervi di un nobile. Le sue radici spirituali risalgono a San Senan di Iniscattery, che qui fondò un oratorio e nominò il suo discepolo San Liberio a guidarlo; i bassi muri in pietra di un’antica chiesa giacciono ancora tra l’erba. Verso la fine del XVII secolo lo scopo cambiò del tutto: Henry, VII conte di Thomond, trasformò l’isola in un parco dei cervi, usando l’acqua di marea che la circonda come recinto naturale per tenere il branco. Negli anni Trenta dell’Ottocento, sotto il conte di Egremont, l’isola fu divisa più o meno equamente tra pascolo e seminativo, e lo scrittore agricolo Samuel Lewis registrò che qui si era coltivato il lino, anche se ai suoi tempi la coltura era già in declino.

Le persone resistettero per generazioni. La popolazione raggiunse il picco di 133 abitanti nel 1841 e poi calò costantemente nel secolo e mezzo successivo, finché l’ultima isolana, Briget Tuohy, morì nel 2004. Tra il 1860 e il 1920 circa una serie di pietre guado permetteva a persone e animali di attraversare con la bassa marea; ormai sono fuori uso da tempo.

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Cosa vedere

Questo è un posto per camminare e guardarsi intorno, più che per spuntare una lista di attrazioni. La chiesa in rovina è la meta principale da cercare, con i muri semi-inghiottiti dall’erba e l’estuario che si apre alle spalle. Il terreno è pianeggiante e facile da percorrere, un mix di vecchi pascoli, macchia e canneti che attira aironi e uccelli acquatici lungo i canali del fiume Fergus. Un giro completo della costa richiede circa un’ora, anche se il percorso esatto dipende dalla marea, e dopo la pioggia il terreno basso si ammorbidisce: portate degli stivali.

Come arrivare e consigli pratici

Non ci sono orari di apertura né biglietti d’ingresso, ma non c’è nemmeno un accesso facile. Non essendoci un traghetto pubblico, dovrete organizzare una barca privata o un water taxi da Ballynacally, ed è meglio prenotare in anticipo; gli operatori locali di solito possono aiutarvi.

  • Le maree contano più di tutto: il Fergus ha un’ampia escursione di marea. L’alta marea copre i canali e i punti di attracco; la bassa marea può lasciare una barca bloccata nel fango morbido. Controllate le tabelle delle maree e puntate a metà marea.
  • Nessuna struttura: non c’è nulla sull’isola, niente servizi igienici, niente riparo, niente acqua. Portate tutto ciò che vi serve.
  • Non lasciate tracce: riportate indietro tutti i rifiuti, non arrampicatevi sulle vecchie murature e non spostate le pietre della chiesa.
  • Base: Ballynacally, il villaggio più vicino, ha un parcheggio e un pub; Kildysart e dintorni offrono B&B e alloggi self-catering.

Le altre isole del Fergus

Deer Island si trova in mezzo a un gruppo di isole dell’estuario, ciascuna con la propria storia, e una gita in barca può toccarne più di una:

  • Canon Island – i resti di un priorato del XII secolo.
  • Coney Island (Inishdadrom) – le rovine di due antiche chiese, una tradizionalmente curata da San Brendano.
  • Low Island – un tumulo legato alla leggenda di Diarmuid e Gráinne, gli amanti che, secondo la storia, costruivano un nuovo riparo ogni notte mentre fuggivano da Fionn mac Cumhaill.

Visitare Deer Island è meno una questione di vedere qualcosa di specifico e più una questione della traversata in sé: una volta che Ballynacally resta alle spalle, il rumore dell’estuario e il terreno vuoto fanno valere le proprie ragioni. Controllate la tabella delle maree, portate un thermos e lasciate la giornata libera.