Panoramica
Le bare vengono ancora traghettate attraverso il Lough Derg fino a Inis Cealtra per la sepoltura tra le rovine: è un’isola monastica che non ha mai smesso di essere un cimitero. Il nome significa l’isola delle sepolture, e in inglese è semplicemente Holy Island. Si trova a circa un chilometro dalla terraferma e due chilometri a nord-est di Mountshannon, è di proprietà del Clare County Council e viene conservata dall’East Clare Heritage Centre. L’unico modo per arrivarci è in barca, una traversata che la gente compie da oltre mille anni.

Se la storia da sola non basta, affidatevi al tour guidato in barca: lo storico locale Ger Madden organizza uscite giornaliere per tutta la stagione e conosce le pietre una a una. Meglio però mettere le cose in chiaro fin da subito: sull’isola non c’è nulla. Niente negozi, niente servizi igienici, niente riparo, e sentieri di pietra sconnessi. Portate acqua, uno spuntino, buone scarpe e un giaciglio per la pioggia, e programmate la visita con il meteo stabile, perché è il lago a decidere quando le barche partono.
Un sito monastico ancora vivo
Le origini dell’isola risalgono a circa il 520 d.C., quando si dice che San Colum vi abbia fondato un eremo. Verso la metà del VI secolo San Caimin (m. 653) ampliò l’insediamento, diventando vescovo-abate di Inis Cealtra e probabilmente il primo vescovo di Killaloe. Il sito si guadagnò la fama di «asilo d’Irlanda», con una scuola di studi e una comunità di eruditi e penitenti.
Le incursioni vichinghe dell’836 e del 922 causarono gravi danni, ma la comunità ricostruì ogni volta. Al re Brian Boru è attribuita la costruzione di una delle chiese. Il complesso rimase attivo fino al XIII secolo, e le chiese caddero in rovina solo gradualmente dopo la Riforma: eppure l’isola non perse mai la sua funzione religiosa. È rimasta un terreno di sepoltura consacrato, e ancora oggi le bare vengono remate fino all’isola per la sepoltura tra le vecchie pietre.
Il suo richiamo come luogo di pellegrinaggio sopravvisse al monastero. Nel 1608 papa Paolo V concesse un’indulgenza plenaria per il pellegrinaggio qui, rendendo Holy Island uno dei dodici «santuari notevoli» d’Irlanda; fino a 15.000 pellegrini all’anno arrivarono fino alla Grande carestia irlandese.
Leggende e la torre senza tetto
L’elemento più suggestivo dell’isola è la sua torre circolare, alta circa 80 piedi (24 m) e completamente priva di tetto. La tradizione locale dà la colpa alla maledizione di una strega sul capomastro, ma gli scavi del dottor Liam de Paor negli anni Settanta non hanno trovato traccia di un cappello conico: probabilmente la torre non era mai stata destinata ad avere un tetto. Ora vi nidificano i corvi, e i loro richiami echeggiano sull’acqua.
Anche le altre pietre hanno le loro storie. La «pietra del contratto» ha un’apertura centrale dove le coppie un tempo si stringevano la mano per suggellare un matrimonio. Le basse pietre a bolla (bullaun stones), usate per le devozioni primitive e per macinare, giacciono sparse vicino alle rovine. Le storie di sotterranei nascosti persistono a livello locale, anche se non è mai stato portato alla luce nulla di definitivo.
Cosa vedere e fare
La disposizione è semplice e l’atmosfera fa il resto:
- Le chiese – Chiese di pietra in rovina dedicate a San Caimin, San Michele e Santa Brigida, tra le altre. Le fonti divergono sul numero – sei o sette – e l’isola era un tempo conosciuta come l’Isola delle Sette Chiese.
- Alte croci e pozzo sacro – Quattro alte croci, un pozzo sacro e la cella monastica segnano il cuore spirituale del sito.
- Il cimitero – Circa 80 tombe distese con semplici croci. Il cimitero è ancora in uso, il che conferisce all’isola una qualità viva che la maggior parte delle rovine non ha.
- Il centro visitatori, Mountshannon – L’Inis Cealtra Visitor Experience ha aperto nell’estate 2025 a Mountshannon, con tre mostre e un caffè, e ingresso gratuito. Vale la pena abbinarlo alla traversata per contesto.
Come arrivare e informazioni pratiche
Le barche partono da Mountshannon Harbour per tutta la stagione, all’incirca da aprile a ottobre, con una traversata di cinque-dieci minuti; Ger Madden opera da aprile a settembre. Le tariffe si applicano ed è meglio confermarle con l’operatore al momento della prenotazione: il nuovo centro visitatori di Mountshannon è gratuito. C’è parcheggio gratuito a Mountshannon Harbour e a Knockaphort Harbour.
L’accesso è stagionale e dipende dal meteo, non è tutto l’anno: sono le condizioni del Lough Derg a decidere se le traversate si svolgono. Sull’isola non ci sono servizi, quindi venite autosufficienti. I sentieri sono sconnessi e con pietre mobili sotto i piedi, quindi servono scarpe robuste. Il terreno limita l’accesso in sedia a rotelle, anche se gli operatori guidati a volte possono organizzare soluzioni per visitatori con mobilità ridotta se avvisati in anticipo.
Per le famiglie, è una dolce introduzione alla storia irlandese antica: i bambini tendono a divertirsi a individuare i corvi intorno alla torre e a esplorare le rovine aperte.
Per esplorare oltre
Proprio dall’altra parte dell’acqua, Bishops Island offre un altro scorcio di vita monastica altomedievale. Guidando verso ovest si raggiungono le Cliffs of Moher, un contrasto drammatico con la quiete del lago. Per ulteriore contesto, i percorsi del patrimonio intorno a Mountshannon compongono una giornata piena nella contea di Clare.
Dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno si trovano le acque più calme e le giornate più lunghe. Venite al mattino per evitare le barche più affollate, e prenotate la traversata di ritorno appena sbarcati, così non resterete ad aspettare quando si alza il vento del pomeriggio.
