Il labirinto
Il cuore di Aistear Park è un labirinto che si percorre per l’idea che racchiude, non per l’enigma. È fatto di pali di legno, pietra a secco e vegetazione anziché di siepi potate, e il suo cammino sinuoso è concepito come un viaggio attraverso circa 9.000 anni di vita spirituale irlandese: le credenze preistoriche, il monachesimo paleocristiano, fino ai giorni nostri. Aistear in irlandese significa «viaggio», ed è proprio così che va letto il percorso. Si conclude in un labirinto a sé: un unico sentiero che si avvolge su se stesso, senza vicoli ciechi, pensato come un luogo dove rallentare più che come qualcosa da cui uscire. Gli oggetti e le incisioni lungo il tragitto sono repliche basate su reali ritrovamenti archeologici, così la storia che hai sotto i piedi ha basi solide.
Se hai solo venti minuti, percorri il labirinto e la spirale e lascia perdere il resto. È la parte che non troveresti in nessun altro parco di paese.
Cosa altro c’è
Il parco si estende su 4,5 acri tra la via principale di Mountshannon e il porticciolo, e si guadagna il suo posto come tappa per le famiglie. C’è un parco giochi per bambini con altalene, scivoli e strutture per arrampicarsi, un circuito di attrezzi per il fitness all’aperto per gli adulti e un cortile lastricato ribassato usato per spettacoli ed esposizioni all’aria aperta. La «Wee Library» è uno scambio-libri all’aperto basato sulla fiducia: ne prendi uno, ne lasci uno. Panchine di legno e tavoli da picnic sono disseminati tra gli alberi e, d’estate, un punto informazioni turistiche apre nel mezzo del parco. Entrando, alza lo sguardo sull’arco d’ingresso: reca un’immagine di Inis Cealtra, l’isola monastica là in mezzo al lago.
Tutto questo esiste perché è stato il villaggio a costruirlo. Aistear Park è stato inaugurato il 21 giugno 2000 come progetto comunitario per conservare l’ultimo spazio verde della zona, ed è tuttora gestito a livello locale, anche con il nome di Aistear Iniscealtra.
Prima di partire
L’ingresso è gratuito, e così pure il parcheggio; giù al porticciolo c’è un parcheggio gratuito per i pullman. Il punto debole è il calendario. Il parco è gestito dalla comunità ed è stagionale, il punto informazioni è presidiato solo d’estate e non vengono pubblicati orari di apertura affidabili: se hai intenzione di venire d’inverno, telefona prima tramite il villaggio anziché presentarti alla ventura. Il terreno del labirinto è irregolare, con qualche gradino basso, e il legno e la pietra diventano scivolosi dopo la pioggia, quindi calzature impermeabili sono più che utili. I sentieri perimetrali pianeggianti attorno al parco giochi e all’area picnic vanno bene per passeggini e sedie a rotelle; il labirinto invece no. Sul posto non ci sono servizi igienici: si trovano nel centro del paese.
Nei dintorni
Mountshannon si affaccia sulle rive del Lough Derg ai piedi delle colline degli Slieve Aughty, e l’aggiunta migliore è proprio lì, in discesa. Dal porticciolo partono le barche per Inis Cealtra (Holy Island), con le rovine di un antico monastero e un vecchio cimitero; gli stessi operatori ti noleggiano un pedalò per circa 10 € se preferisci restare sull’acqua. Woodpark, un bosco con sentieri segnalati e parcheggi propri, dista poco più di un chilometro e mezzo dal villaggio. Per un’escursione più lunga, passa di qui l’East Clare Way, che segue la sponda del Lough Derg.
Programma una visita a giugno in coincidenza con il weekend del bank holiday: il parco ospita un mercato-festival di due giorni e, durante il festival delle arti di Mountshannon, il labirinto stesso viene allestito con delle esposizioni.