Panoramica
I due massi di quarzo bianco che fiancheggiano l’ingresso orientale di Castleruddery sono la ragione per cui venire: pesano almeno 15 tonnellate ciascuno e, in una mattina luminosa, sembrano quasi risplendere contro il campo verde. Il resto è un cerchio basso con terrapieno di circa 30 metri (100 piedi) di diametro, cinto da un argine di terra alto poco più di un metro, in un pascolo per pecore a circa 9 km a nord-est di Baltinglass. La vera attrazione è il contesto: dal centro il terreno si apre verso est attraverso il Glen of Imaal fino alla cresta del Lugnaquilla, la vetta più alta del Wicklow, e a sud-ovest verso le sorgenti del fiume Slaney. Non ci sono recinzioni né tornelli, solo un cancello di campagna in corrispondenza di una curva stretta sulla N81 e uno scavalca-recinto per entrare nell’erba.
Storia e significato
La datazione è davvero incerta: Wikipedia colloca il cerchio intorno al 2500 a.C., mentre l’Heritage Council propende per una data più tarda dell’età del bronzo, tra il 1500 e il 500 a.C. In ogni caso, appartiene al lungo arco della preistoria irlandese che produsse raffinata metallurgia, tesori d’oro e grandi monumenti collettivi. A differenza di molti cerchi di pietre, Castleruddery non era un sito funerario; serviva più probabilmente come luogo di ritrovo per feste stagionali, riunioni e rituali.
Le ricognizioni aeree hanno rivelato che la disposizione attuale è solo una parte del progetto originale. Tracce deboli di un fossato esterno e di un secondo argine di terra con rivestimento in legno suggeriscono che l’henge fosse in origine un complesso molto più grande e fortificato. Nel corso dei secoli, tra agricoltura e agenti atmosferici, le difese esterne sono svanite, lasciando l’anello interno di pietre e l’argine principale come resti più visibili.
Le due pietre monumentali d’ingresso che custodiscono l’ingresso orientale sono particolarmente suggestive. Scolpite nel quarzo bianco e del peso stimato di 15 tonnellate ciascuna, furono scelte deliberatamente per la loro qualità luminosa. Nella pratica rituale preistorica, il quarzo era apprezzato per la sua capacità di catturare e riflettere la luce. Le pietre sono allineate quasi esattamente a est, una collocazione che suggerisce fortemente l’osservazione astronomica, probabilmente per segnare l’alba durante l’equinozio di primavera o altri momenti chiave del ciclo stagionale.
In origine circa quaranta pietre formavano l’anello; ne sopravvivono ventinove, alcune in piedi e altre cadute. Alcune presentano scanalature a cuneo e fori, segni di tentativi successivi di spaccarle e trasportarle via come pietra da costruzione, il che spiega in parte l’aspetto un po’ disordinato del cerchio oggi. Diverse pietre sono decorate con coppelle e cavità a bullaun, depressioni poco profonde a forma di scodella che nella tradizione celtica raccoglievano l’acqua piovana per guarire; la gente del posto vi lasciava anche latte per i Sidhe. Una pietra vicino al centro mostra ancora una fila ben visibile di questi segni sulla superficie erosa.
Nome e folklore
Localmente il sito è noto come “Druid Stone Circle” o “Druidical Circle”. Il suo nome irlandese, Caisleán an Ridire, significa “Castello del Cavaliere” e appartiene in realtà alla motta castrale medievale dall’altra parte della Glen Road, non alle pietre dell’età del bronzo; con il tempo i due monumenti sono stati legati nella memoria collettiva. La motta si distingue meglio dalla Glen Road a circa 200 metri dall’incrocio.
Il folklore che circonda il cerchio parla di origini soprannaturali. La tradizione locale vuole che le pietre non siano state collocate da mani umane ma siano cadute dal cielo o siano state erette dai Sidhe. I biancospini che crescono tra le pietre sono spesso chiamati alberi fatati, e si dice che le radici di un particolare biancospino siano cresciute attorno a una pietra eretta, legandola alla terra. I visitatori notano spesso che le pietre d’ingresso di quarzo sembrano risplendere in certe luci, una qualità che ha alimentato per secoli la credenza locale nell’energia curativa del sito.
Cosa vedere e fare
- Le pietre d’ingresso di quarzo: Avvicinatevi all’ingresso orientale per apprezzare la scala imponente dei monoliti di quarzo bianco. Contrastano nettamente con il pascolo verde e catturano drammaticamente la luce del mattino.
- L’argine di terra: Percorrete l’intera circonferenza dell’argine di 1,2 metri per comprendere la disposizione dell’henge. Il fossato esterno è ormai sottile, ma la sua presenza rafforza il carattere originario di recinto cerimoniale del monumento.
- Coppelle e bullaun: Esaminate le sezioni inferiori delle pietre erette. Le incisioni preistoriche sono tattili e misteriose e offrono un contatto diretto con le persone che si riunivano qui.
- Allineamenti paesaggistici: Mettetevi al centro e guardate a est. Le pietre d’ingresso incorniciano un corridoio preciso verso l’orizzonte orientale. Nelle giornate limpide si distinguono Spinans Hill – un notevole hillfort nelle vicinanze – e le vette lontane dei Wicklow Mountains.
- Dintorni naturali: Il campo è vivo di pecore e bovini al pascolo, e le siepi sono fitte di biancospino. L’integrazione organica di flora e pietra conferisce al sito un’atmosfera quieta e viva.
Come arrivare
Castleruddery è un National Monument protetto (n. 441) e la visita è gratuita in qualsiasi momento. L’accesso è semplice ma richiede attenzione ai cartelli stradali.
In auto: Il sito è segnalato con una curva stretta sulla N81. Una piccola piazzola di sosta di fronte al cancello del campo ospita due o tre auto e non di più, quindi si riempie in fretta nei weekend estivi; arrivate prima di mezzogiorno o siate pronti a proseguire e tornare più tardi.
Con i mezzi pubblici: Le linee Bus Éireann 133 e 134 partono da Dublino per Wicklow town e proseguono verso Glendalough. I passeggeri possono chiedere all’autista di farli scendere vicino all’incrocio con la R755. Da lì, sono circa 2 chilometri di camminata costante lungo la strada fino al cerchio di pietre.
A piedi: Per i camminatori esperti, il cerchio è raggiungibile da Laragh tramite la R756. Il percorso copre circa 7 chilometri e richiede all’incirca un’ora e mezza o due ore, attraversando stradine di campagna tranquille e terreni agricoli.
Consigli pratici
- Tempi per la fotografia: La luce del primo mattino fa risaltare il colore bianco latte delle pietre di quarzo. Nel tardo pomeriggio la luce è più morbida e calda, con ombre più lunghe sull’argine di terra.
- Calzature: Il terreno dentro e intorno all’argine è irregolare, spesso umido e a volte fangoso. Scarpe da trekking robuste o stivali sono essenziali.
- Attenzione al bestiame: Il campo è attivamente pascolato. Mantenete una distanza rispettosa da pecore e bovini e assicuratevi che i cani siano tenuti sotto stretto controllo o lasciati a casa, perché gli animali possono essere nervosi.
- Servizi: Non ci sono servizi igienici, negozi o centri visitatori sul sito. Portate acqua, snack e qualsiasi indumento antipioggia possa servirvi. Un picnic tranquillo nella piazzola adiacente o sul perimetro del campo è un modo popolare di trascorrere qualche ora.
- Pannelli informativi: Leggete attentamente i cartelli interpretativi. Dettagliano gli allineamenti astronomici, il significato delle coppelle e il più ampio contesto archeologico del paesaggio del Glen of Imaal.
Venite in una mattina limpida: avrete più probabilità di trovare posto nella piazzola da due o tre auto, e il sole basso fa emergere il bianco latte dal quarzo. Indossate gli stivali – il campo è pascolato, irregolare e di solito umido – e abbinate la visita alla motta dall’altra parte della strada per avere il quadro completo.