Disegno storico del 1802 del Castello di Carrickabraghy e di Dunnaff Head
Una storica veduta del 1802 del Castello di Carrickabraghy, con lo sguardo verso Dunnaff Head sull'Isle of Doagh. Captain Sir William Smith, member of the Royal engineers / Wikimedia Commons / Public domain

Isle of Doagh – castello e villaggio della carestia

📍 Inishowen Peninsula, Donegal

🏛️ Attrazione
🅿️ Parcheggio
Parcheggio gratuito vicino al Doagh Famine Village.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026

Panoramica

L’Isle of Doagh è stata un’isola finché il canale che la separava dalla terraferma non si è interrato, unendola alla penisola di Inishowen, a poca distanza in auto da Ballyliffin. È abbastanza piccola da poterla girare in un giorno, ma racchiude tre attrazioni molto diverse tra loro: uno dei più grandi complessi d’arte rupestre neolitica d’Irlanda, le rovine del Castello di Carrickabraghy sulla punta nord-occidentale e il Doagh Famine Village, un museo all’aperto costruito attorno a cottage abitati fino agli anni Ottanta.

Se il Famine Village è aperto, la visita guidata è la prima cosa da fare: è l’unica attrazione a pagamento qui e si svolge solo da metà marzo a metà ottobre. Il resto del promontorio, castello e costa compresi, è gratuito e aperto tutto l’anno.

Storia

Arte rupestre preistorica

Doagh custodisce uno dei complessi più significativi d’arte rupestre neolitica d’Irlanda. Sparsi sui suoi affioramenti di arenaria si trovano coppelle e incisioni astratte risalenti a 4.000–5.000 anni fa. Il gran numero di siti indica un paesaggio usato per rituali per un lunghissimo periodo.

I Signori di Carraig Bhrachai

Dal IX secolo l’isola fu la base di potere del sept Ó Maolfabhail (McFall), i Signori di Carraig Bhrachai. Gli Annali dei Quattro Maestri registrano la morte di Fearghas, figlio di Badhbhchadh, Signore di Carraig Bhrachai, nell’834 d.C., durante una campagna guidata da Niall Caille. Il dominio della famiglia proseguì per tutto il Medioevo e produsse la fortezza che sopravvive come Castello di Carrickabraghy.

Hearth money e difficoltà

I registri dell’hearth money del 1665 elencano diciotto nuclei familiari nei cinque townland di Ballymacmoriarty, Carrickabraghy, Carrowreagh, Fegart e Lagacurry, molti dei quali O’Dougherty. Il Civil Survey del 1654 registra la proprietà dell’Earl of Donegall e la coltivazione di avena, orzo, frumento e segale, accanto alla pesca di salmone e foca. Il mare dava e toglieva: la goletta James Cook (1841) e il brigantino Danube (1878) fecero entrambi naufragio al largo di questa costa.

Carestia ed espropri

La Grande carestia irlandese colpì duramente. I proprietari terrieri raddoppiarono gli affitti e sfrattarono i loro fittavoli, cacciando 20–30 famiglie nel maggio 1848, e nel solo townland di Fegart furono registrati 53 morti di fame nel giugno di quell’anno. È questa storia che il Doagh Famine Village si propone di raccontare.

Poitín e un’esplosione di guerra

Fino a tardo Ottocento e primi Novecento, la produzione illegale di poitín fu un pilastro dell’economia locale, nascosta tra le dune e lavorata dalle barche, e attirò regolari retate della polizia. Nel febbraio 1941 una mina navale si arenò sulla spiaggia e fu fatta brillare dai soldati dell’esercito irlandese da Fort Lenan: l’esplosione fu avvertita fino a dieci miglia di distanza.

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Cosa vedere e fare

Castello di Carrickabraghy

Disegno storico del 1802 del Castello di Carrickabraghy e di Dunnaff Head
Veduta di Carrickbrachy disegnata da Sir William Smith nel 1802 Captain Sir William Smith / Wikimedia Commons / Pubblico dominio

Sulla Friar’s Rock, all’estremità nord-occidentale, il Castello di Carrickabraghy (chiamato anche Castello di Doherty) è una rovina del tardo XVI secolo con un bawn ovale, sette torri circolari e un mastio centrale. È liberamente accessibile tutto l’anno, con viste spettacolari sull’Atlantico, ma controlla la marea prima di avvicinarti alle parti basse: la roccia può restare tagliata fuori dall’acqua.

Doagh Famine Village

Situato a Lagacurry, il Doagh Famine Village è un museo all’aperto a conduzione familiare avviato da Pat Doherty e dalla sua famiglia. È costruito attorno a originali cottage dal tetto di paglia, abitati fino agli anni Ottanta, con un’aula scolastica e una fucina; una visita guidata di 30–45 minuti ti racconta come le famiglie dell’isola sopravvivevano tra agricoltura, pesca e carestia. Il tour si conclude con uno scone tradizionale e una bevanda calda al caffè.

L’apertura è stagionale, all’incirca dal 17 marzo al 12 ottobre, dalle 10:00 alle 17:00 con ultimo ingresso alle 16:00. Il biglietto costa circa 16 € per gli adulti e 10 € per i bambini sotto i 16 anni, con ingresso gratuito per gli under 4. Il sito web è offline, quindi conviene telefonare prima di partire per confermare sia gli orari sia i prezzi.

Lastra con incisioni a croce

Vicino al villaggio si trova una lastra di pietra incisa con forme a X e a O che ricordano i segni dei pellegrini medievali legati alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. La sua funzione è sconosciuta: un piccolo enigma su cui riflettere mentre cammini.

Isola di Glashedy

Con una barca, una breve traversata verso ovest porta a Glashedy Island, uno scoglio disabitato un tempo usato per il pascolo delle pecore e la pesca delle foche. Non ci sono servizi: è una tappa per camminatori appassionati e fotografi, più che un’uscita casuale.

Passeggiate costiere e fauna selvatica

Il promontorio è fatto di dune basse, palude salmastra e sentieri sulla scogliera, ottimo per gli uccelli in migrazione e per avvistare le foche lungo la riva. Le passeggiate sono migliori con tempo calmo, perché i sentieri sono completamente esposti all’Atlantico.

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Informazioni pratiche

Come arrivare

L’Isle of Doagh si raggiunge in auto tramite la R250 da Carndonagh, con una deviazione verso il parcheggio gratuito vicino al Doagh Famine Village. I trasporti pubblici sono limitati: la fermata dell’autobus più vicina è a Carndonagh, a circa 8 km, quindi l’auto, o un taxi da Ballyliffin, è l’opzione pratica per chi non guida.

Accessibilità

Il Famine Village è accessibile in sedia a rotelle, con servizi igienici accessibili, un caffè accessibile e parcheggio gratuito. Il Castello di Carrickabraghy è un’altra storia: terreno irregolare, gradini e roccia esposta lo rendono inadatto alle sedie a rotelle e a chiunque non sia saldo sulle gambe.

Sicurezza

I sentieri costieri sono esposti e possono essere scivolosi quando sono bagnati, e i venti forti sono la norma. Tieni d’occhio la marea vicino alla riva e al castello, dove la roccia può restare tagliata fuori dall’acqua, e mantieni la distanza dai bordi delle scogliere: non ci sono servizi di soccorso sul promontorio.

Programma la visita intorno alla bassa marea se vuoi girare liberamente per la roccia del castello, e lascia abbastanza tempo al Famine Village per la visita guidata completa, invece di una rapida occhiata.