Panoramica

St Lua’s Oratory dovrebbe trovarsi in fondo allo Shannon. La cappella altomedievale ha trascorso gran parte della sua esistenza su Friar’s Island, a circa un miglio a valle di Killaloe, finché il progetto idroelettrico non alzò il livello del fiume e sommerse l’isola nel 1929. Piuttosto che perderla, i muratori smontarono l’oratorio, pietra per pietra numerata, e lo ricostruirono l’anno successivo sulla terraferma, accanto alla chiesa cattolica di St Flannan a Killaloe, dove si trova ancora oggi. È piccola, senza tetto e chiusa al pubblico – la si ammira dall’esterno – e proprio quel salvataggio è il motivo per cui vale la pena fermarsi.
Storia
La cappella è dedicata a St Lua, noto anche come Molua, un santo del VI secolo – anche se gli annali elencano almeno 37 santi con questo nome, per cui l’attribuzione esatta è un vero rompicapo per gli studiosi. La città prende il nome da lui: Killaloe, Cill Dalua, «la chiesa di Lua». L’edificio in sé è più recente, risale all’incirca all’epoca di Brian Ború, l’Alto Re che governò gran parte dell’Irlanda da questo tratto del fiume.
La struttura racconta la sua storia in due parti. La navata è la più antica, X o XI secolo, costruita con le massicce pietre architravate «ciclopiche» della prima architettura ecclesiastica irlandese, e forse un tempo aveva un tetto in legno. Il presbiterio più stretto, con il suo tetto in pietra fortemente inclinato, fu aggiunto nel XII secolo. Per novecento anni tutto questo è rimasto su Friar’s Island, raggiungibile solo in barca.
Poi arrivò lo Shannon Scheme. Negli anni Venti il neonato Stato Libero d’Irlanda sbarrò il fiume per produrre energia idroelettrica, il che significò alzare il livello dell’acqua e sommergere l’isola. Piuttosto che lasciare che un Monumento Nazionale finisse sott’acqua, i muratori numerarono ogni pietra, smontarono l’edificio e trasportarono i blocchi su chiatte fino a Ballina, nella Contea di Tipperary. Dal molo, i carri trainati da asini li trascinarono per il resto del tragitto fino al sito attuale, dove l’oratorio fu ricostruito nel 1930 nelle sue dimensioni originali. Una cappella medievale, sollevata e trasportata attraverso il fiume accanto al quale era rimasta per nove secoli.
Cosa vedere

Mettiamo subito le cose in chiaro: è una visita da cinque minuti, e non si può entrare. L’oratorio è chiuso al pubblico, quindi lo si osserva dall’esterno – ma la navata è senza tetto e aperta attraverso il suo portale ciclopico, e un piccolo pannello informativo davanti all’ingresso vi racconta la storia. Le pareti sono in grezzo calcare, eroso ma ancora in piedi. L’interesse sta nel sapere cosa è servito per portarle fin qui.
Trattatelo quindi come una tappa di una passeggiata più ampia per Killaloe, più che come una meta a sé. La chiesa cattolica di St Flannan sorge proprio accanto, un dialogo imprevisto tra una cappella millenaria e una parrocchia attiva. Lo Shannon è a due passi, e il porto con il ponte verso Ballina è a pochi minuti a piedi attraverso il centro. Venite presto, quando la luce del fiume accarezza la pietra.
Informazioni pratiche
St Lua’s Oratory è gratuita e non è mai chiusa a chiave. Si trova all’aperto, quindi potete vederla a qualsiasi ora di luce del giorno, tutto l’anno. C’è parcheggio in strada a Killaloe, e il sito è a pochi minuti a piedi dal centro e dalla fermata principale degli autobus sulle linee Limerick–Ennis.
In auto, prendete la R463, che corre lungo la sponda occidentale dello Shannon da Limerick; seguite le indicazioni per Killaloe fino al centro e la cappella è appena fuori dalla strada principale, accanto alla chiesa cattolica. I servizi Bus Éireann fermano in città, a breve distanza a piedi.
Il sito è pianeggiante e accessibile in sedia a rotelle, anche se il vecchio terreno sotto i piedi è irregolare, quindi concedetevi un po’ di tempo in più.
Per saperne di più, l’ente del turismo di East Clare tiene una pagina dedicata:
St Lua’s Oratory – Visit East Clare
Per domande specifiche, l’ente è contattabile via email all’indirizzo [email protected].
Si abbina perfettamente a una passeggiata lungo lo Shannon – lo stesso fiume in mezzo al quale la cappella un tempo sorgeva.