Panoramica
St Mogue’s Island è un piccolo rilievo coperto di alberi nel Templeport Lough, poco a ovest di Bawnboy nella contea di Cavan, ritenuto il luogo di nascita di St Mogue, ovvero St Aidan of Ferns. La gente del posto la chiama Inch Island, dall’irlandese inis, e nel punto più largo misura forse dai 300 ai 600 iarde. Non c’è nessun centro visitatori, nessuna rete di sentieri: solo rovine monastiche e un antico cimitero su un’isola che si raggiunge unicamente in barca. È proprio la traversata a rendere speciale il posto, ed è anche il suo lato scomodo: qui bisogna organizzarsi e avere pazienza, non si arriva in auto.
La leggenda della lastra
Secondo il Martyrology of Donegal, St Mogue nacque qui dopo che una donna misteriosa aveva chiesto ospitalità alla moglie di un tessitore. Si racconta che una lastra di pietra miracolosa abbia portato il neonato dall’altra parte del lago per farlo battezzare da St Killian, per poi tornare con la campana passata alla storia come Mogue’s Bell. Secondo la leggenda, la stessa pietra traghettò in seguito le bare fino al cimitero dell’isola, finché non si spaccò in due durante una prova di fedeltà di una coppia: una metà sprofondò sul fondo del lago, l’altra viene ancora indicata ai visitatori vicino alle rovine. St Mogue è un personaggio realmente esistito, vissuto tra il VI e il VII secolo, che divenne vescovo di Ferns; la sua festa cade il 31 gennaio.
Si dice che abbia fondato qui un insediamento monastico nel VII secolo, e una parte della vecchia chiesa è ancora in piedi. È il folklore, però, ad aver tenuto vivo questo luogo nella parrocchia.
L’argilla di St Mogue
L’elemento della tradizione che ancora oggi determina il modo in cui la gente vive l’isola è l’argilla. La malta prelevata dalla vecchia chiesa è chiamata «St Mogue’s clay», e gli abitanti ne portano a casa qualche pizzico convinti che protegga la casa dagli incendi. Una storia molto ripetuta racconta di un incendio che si fermò di colpo sulla soglia dell’unica stanza in cui era conservata l’argilla. Che ci si creda o no, questo spiega perché le rovine siano state sbriciolate a poco a poco per generazioni.
Cosa vedere
- Le rovine monastiche – bassi muri in pietra e frammenti scolpiti sparsi qua e là segnano l’insediamento delle origini, un angolo silenzioso per cogliere il ruolo dell’isola nel primo cristianesimo irlandese.
- Il cimitero dell’isola – un rilievo del 2017 ha censito 57 lapidi. Le famiglie di Templeport, Corlough nel Cavan e Lower Drumreilly nel Leitrim vi seppelliscono i propri morti da secoli. Oggi è ufficialmente chiuso alle sepolture, salvo poche famiglie con concessioni ereditarie: il terreno è profondo al massimo un metro e venti circa, il che ha sempre reso difficile scavare.
- La fauna – il Templeport Lough è un santuario faunistico riconosciuto, gestito in collaborazione con il gun club locale, e tra i canneti e le acque aperte si vedono cigni, aironi e altri uccelli acquatici.
- Lo schianto del 1943 – l’isola è entrata nel folklore moderno nel 1943, quando vi precipitò un Beaufighter della RAF; la storia completa si legge su bawnboy.com.
Come arrivare e informazioni pratiche
Accesso – all’isola si arriva solo in barca, di solito partendo dalla riva vicino a Bawnboy o a Templeport. Le traversate si organizzano soprattutto nei mesi più caldi, e il St Mogue’s Festival, nella prima settimana di agosto, ne prevede alcune. Concorda il trasporto in anticipo e controlla le previsioni meteo; Cavan Tourism e gli operatori locali (fra cui una guida del geoparco Fermanagh Lakelands) possono darti una mano.
Se non trovi una barca – non è detto che tu debba rinunciare del tutto. La vista più nitida dalla terraferma si ha dal cimitero della St Peter’s Church of Ireland, la chiesa parrocchiale di Templeport, segnalata in loco e affacciata proprio di fronte all’isola. È il piano B da tenere a mente, perché la traversata non è mai garantita.
Servizi – l’ingresso è gratuito. Sull’isola non c’è nulla, né negozi né servizi igienici, quindi porta con te acqua e provviste. Il parcheggio e i servizi più vicini si trovano nel villaggio di Bawnboy.
Cani – i cani educati sono i benvenuti sulla barca e sull’isola, purché tenuti al guinzaglio.
Sicurezza – sul Templeport Lough il vento può cambiare all’improvviso, quindi manovra le piccole imbarcazioni con prudenza. La riva e i sentieri in pietra diventano scivolosi dopo la pioggia, intorno alle rovine non ci sono parapetti e i bambini vanno sorvegliati da vicino. Indossa calzature robuste.
Nei dintorni
Una traversata si abbina bene a una giornata più ampia tra i laghi del Cavan:
- Bawnboy – il villaggio più vicino, con i suoi pub e la tenuta di Bawnboy House lì accanto.
- Belturbet – cittadina di mercato sul fiume Erne, con caffè, negozi e la riserva naturale di Turbet Island.
- Cavan County Museum – a Cavan Town, con reperti paleocristiani che aiutano a inquadrare la storia dell’isola.
- Annagh Lake – a breve distanza in auto verso nord, noto per le acque limpide, la pesca e le passeggiate lungo la riva.
Come arrivare in auto
Da Dublino, prendi la N3 verso nord fino a Belturbet, poi la N87 verso ovest per circa due chilometri in direzione Bawnboy, seguendo la segnaletica locale per il Templeport Lough fino ai punti d’imbarco. Da Belfast, scendi verso sud sulla A3 fino a Cavan Town, poi la N3 fino a Belturbet e quindi la N87 come sopra. Arriva presto per trovare parcheggio e affrontare la traversata con calma, e porta un binocolo per osservare gli uccelli.