Panoramica
Oltre 80 monumenti censiti si concentrano negli otto chilometri quadrati di Magh Slécht, eppure potresti attraversarli in auto senza notarne nemmeno uno. È questo il punto di partenza, in tutta onestà: siamo in uno dei paesaggi preistorici più densi d’Irlanda, ma quasi tutto è privo di segnalazioni, disseminato tra campi coltivati, e l’unica cosa che troverai con certezza dall’auto è la replica della Killycluggin Stone sul ciglio della strada a Killycluggin. Vieni con una mappa dettagliata, oppure vieni per camminare più che per spuntare una lista di attrazioni.
Magh Slécht (si pronuncia Moy Shlokht, talvolta anglicizzato in Moyslaught) si estende per circa tre miglia quadrate nella parrocchia sud-orientale di Templeport, nella contea di Cavan. Il Templeport Lough lo chiude a sud, i pendii dello Slieve Rushen a nord, la Shannon–Erne Waterway a est e il River Blackwater a ovest: si presenta così come un bacino ben distinto. In realtà è un insieme di dolci colline drumlin più che una distesa piatta, ma visto dalle vette circostanti assume l’aspetto di una vera pianura. Il nome si traduce come «la piana delle prostrazioni».
Mito e rito
Prima del nome attuale la zona si chiamava Magh Senaig («piana del pendio collinare») e compare nell’antica toponomastica leggendaria irlandese come uno dei percorsi seguiti dalle figure mitologiche dirette a nord dalla Hill of Tara. Entro il 1911 a.C., sotto l’Alto Re dei Firbolg Fodbgen, la piana sarebbe diventata il centro nazionale del culto di Crom Cruach, una divinità precristiana legata alla fertilità e al raccolto. I testi medievali descrivono un grande idolo di pietra a Killycluggin, circondato da dodici statue minori, con i fedeli che avanzavano in ginocchio, la fronte a terra, verso l’altare centrale durante i riti di Samhain.
La vicenda prosegue nell’alto Medioevo. Nel V secolo, si narra che San Patrizio affrontò il culto colpendo l’idolo con il suo pastorale, tanto che questo cadde a faccia in giù con la testa rivolta verso Tara, mentre le dodici pietre circostanti sprofondarono nel terreno; sul luogo fu poi fondata una chiesa cristiana sotto San Banban il Saggio.
Magh Slécht ricorre spesso anche negli antichi annali e nelle genealogie. Era il territorio della tribù dei Masraige, poi conquistato dagli Uí Briúin nell’VIII secolo. Fu teatro della morte dell’Alto Re Tigernmas e di 4.000 dei suoi seguaci durante una pestilenza nel 1413 a.C., dell’uccisione dell’eroe dell’Ulster Conall Gulban nel 464 d.C. e della Battle of Magh Slecht nell’80 d.C. La piana rimase parte del Connacht fino alla fine del XVI secolo, quando la Corona inglese la trasferì amministrativamente all’Ulster. Il clan McGovern, che fa risalire la propria discendenza agli Uí Briúin, resta il cognome più diffuso nei townland circostanti.
Il percorso dei monumenti
Il territorio è occupato senza interruzioni almeno dal 4000 a.C., e gli oltre 80 monumenti coprono per intero quell’arco temporale, dal Neolitico al Medioevo. Non c’è un unico ingresso né un sentiero recintato: i siti sono intrecciati alla campagna coltivata, visibili dai confini dei campi, dalle strade secondarie e dai sentieri.
Gli elementi principali:
- Tombe megalitiche e ring barrow: nove tombe neolitiche e sette tumuli funerari dell’Età del Bronzo sparsi tra i drumlin.
- Cerchi di pietre e menhir: tre cerchi di pietre e nove menhir, tra cui il sito tradizionalmente collegato alla tomba di Tigernmas.
- Crannóg e primi insediamenti: sei abitazioni lacustri e oltre 30 ráth o souterrain, segno di un popolamento continuo.
- Siti paleocristiani: tre rovine di chiese, due pozzi sacri – tra cui il Tobar Padraig (il pozzo di San Patrizio) presso Killycluggin – e due bullaun stone.
L’idolo originale di Crom Cruach non si erge più nel campo, ma il frammento superstite, la Killycluggin Stone, un pilastro a forma di cono inciso con motivi dell’Età del Ferro in stile La Tène, si trova oggi al Cavan County Museum; una replica ne segnala il punto sul ciglio della strada. Sul posto è il paesaggio stesso a fare da guida: il bacino riparato che si staglia contro le aspre vette dello Slieve Rushen offre quei punti panoramici che spiegano perché le comunità antiche si stabilirono proprio qui.
Informazioni pratiche
- Accesso e parcheggio: questo è un paesaggio rurale, non un parco attrezzato. Si accede tramite le strade locali che costeggiano il Templeport Lough e la Shannon–Erne Waterway; usa le piazzole segnalate e i cancelli delle fattorie, e lascia i cancelli come li trovi.
- Quando andare: aperto tutto l’anno. La primavera e l’inizio dell’autunno offrono le passeggiate più piacevoli e una luce più morbida; l’inverno conferisce un carattere severo alle pietre e alle tombe.
- Cosa portare: scarponi robusti, una giacca impermeabile, una mappa dettagliata dell’Ordnance Survey o un GPS offline e molta acqua, perché la copertura telefonica può essere discontinua tra i drumlin.
- Buone maniere: qui si lavora la terra. Resta sui sentieri pubblici, rispetta i confini dei campi e non entrare nelle proprietà private. Sul posto non ci sono servizi né bagni.
- Ingresso: gratuito, senza prenotazione.
Nei dintorni
- Cavan County Museum – a Ballyjamesduff, custodisce la Killycluggin Stone originale e offre il contesto per l’intera regione.
- Cavan Burren Park – a pochi minuti d’auto, con un percorso guidato tra i dolmen, tombe a cuneo e una buona segnaletica illustrativa.
- Templeport Lough e St Mogue’s Island – il lago sul margine meridionale racchiude una piccola isola con la rovina di una chiesa altomedievale, legata dalla tradizione a San Mogue, che si dice sia nato nella parrocchia.
- Slieve Rushen – la montagna sul confine settentrionale, con ampie vedute sul bacino e sulla Shannon–Erne Waterway.
Per leggere Magh Slécht serve la disponibilità a rallentare. Il distributore di carburante, i caffè e i punti di ristoro più vicini si trovano a Templeport e Bawnboy, che sono un’ottima base per una giornata intera tra le pietre.