La porta sopravvissuta per caso
La torre che tutti chiamano Westgate non è affatto la porta ovest. Il suo vero nome è Selskar Gate, ed è sopravvissuta a tutte le altre porte medievali di Wexford per un motivo poco glorioso: non è mai stata una porta pubblica. Sir Stephen Devereux la fece costruire nel XIII secolo, su istruzione di re Enrico III, come ingresso privato ed esente da dazi per i monaci della vicina Selskar Abbey – non una strada verso la città. Così, quando le porte pubbliche della città furono abbattute nel Settecento per far passare il traffico, questa non aveva traffico da smaltire e rimase in piedi. La vera porta ovest – la Cow Gate – sorgeva a meno di 50 metri di distanza, su quella che oggi è la R730; fu demolita nel 1759 e col tempo il suo nome finì per essere attribuito alla torre sopravvissuta accanto.
È quindi l’ultima delle porte medievali di Wexford, e merita mezz’ora del vostro tempo. Come le altre, aveva un’area per la riscossione dei dazi, celle per i detenuti e stanze per le guardie, con una piccola casa-torre aggiunta in cima intorno al Trecento. Trascurata e ridotta a un rudere per gran parte del Novecento, fu restaurata negli anni Ottanta tanto bene da meritare un Diploma di Merito Europa Nostra nel 1989; oggi la porta e le sue vecchie rimesse ospitano il Westgate Heritage Centre.
Dentro, e in cima
Al piano terra si trovano reperti portati alla luce in giro per la città e un filmato introduttivo sulla storia di Wexford. Un avvertimento: il filmato dura quasi mezz’ora, e almeno un visitatore l’ha trovato più approfondito del necessario – non c’è vergogna ad andarsene prima e a salire invece le scale.
Una stretta scala in pietra sale fino alle sale normanne ricostruite e poi sui bastioni riedificati. Se dovete fare una sola cosa qui, fate questa: il camminamento sui bastioni va dalla torre fino a Selskar Abbey, alle sue spalle, ed è il momento migliore della visita. Il centro funziona anche come edificio vivo – c’è una sala prove musicali affittata a musicisti locali a tariffe agevolate – quindi non è solo un museo.
Una nota onesta: si può camminare fino all’abbazia, ma le rovine stesse sono aperte solo per visite guidate in luglio e agosto. Fuori da quei mesi vedrete Selskar Abbey dall’esterno ma non potrete entrarci. Anche gli orari di apertura della torre variano e non sono pubblicati in modo affidabile, quindi contattate il centro prima di un viaggio apposta.
Come visitare
- Dove: Westgate Street, a due minuti a piedi a nord di Redmond Square, nel centro di Wexford.
- Come arrivare: le linee di bus 61, 62 e 63 fermano a Redmond Square. Il parcheggio in strada su Westgate Street è limitato; il grande parcheggio Pay-and-Display a Key West (di fronte a SuperValu) è l’opzione centrale, e c’è un parcheggio con sbarra dall’altra parte di Wexford Bridge a Ferrybank, a cinque minuti a piedi.
- Accessibilità: il percorso d’accesso e la mostra al piano terra sono in piano e accessibili in sedia a rotelle, ma la scala verso le sale normanne e i bastioni è originale, ripida e non adatta a sedie a rotelle o passeggini.
- Cani: i cani al guinzaglio sono ammessi sul camminamento esterno e sui bastioni, ma non all’interno del centro visitatori.
- Servizi: ci sono servizi igienici nelle rimesse restaurate accanto alla torre.
Nelle vicinanze
- Selskar Abbey – le rovine dell’abbazia proprio dietro la torre, raggiungibili dal camminamento sui bastioni (interno visitabile con guida in estate).
- National Opera House – il monumento moderno di Wexford e il cuore del festival d’opera autunnale, a pochi passi.
- Irish National Heritage Park – una ricostruzione di 9.000 anni di insediamenti irlandesi a Ferrycarrig, appena fuori città.
Iniziate qui un itinerario a piedi nella storia di Wexford, piuttosto che concluderlo: prendete prima le misure della città medievale dai bastioni, poi scendete nelle strade che un tempo sorvegliava.