Panoramica
Bartra Island (in irlandese An Bheartrach; scritta anche Bartragh Island) è una bassa isola sabbiosa al largo della costa di Killala, nella Contea di Mayo, e vanta un primato insolito: è l’unica isola-barriera naturale d’Irlanda. Si estende per circa 0,75 miglia quadrate (1,9 km²) e, con la bassa marea, un miglio di sabbia compatta la collega alla terraferma – ed è proprio questo il motivo per venire fin qui. Attraversi le distese sabbiose a piedi, trascorri un’ora tra le dune e le rovine di Bartragh House, e torni indietro prima che l’acqua risalga. Il resto del tempo, l’isola appartiene agli uccelli.
L’isola
Bartra è un’isola-barriera sabbiosa: un lungo cordone di dune stabilizzate dall’ammofila, con una spiaggia sul versante rivolto all’oceano e, alle sue spalle, ampie distese sabbiose intertidali solcate da canali di marea che si aprono nella Killala Bay e nell’estuario del Moy. È una Zona di Protezione Speciale dell’UE, e l’avifauna è la principale attrattiva. Sulle distese puoi avvistare pettegole, chiurli, piovanelli, corrieri grossi e beccacce di mare; l’inverno porta le oche colombaccio, la primavera e l’autunno le pittime minori, e lo stercorario maggiore pattuglia la zona nei mesi più freddi. La primavera (da marzo a maggio) e l’autunno (da settembre a novembre) sono le finestre di punta per la migrazione e i periodi migliori per portare con sé il binocolo.
Bartragh House e i suoi proprietari
La storia dell’isola si fa più nitida nell’Ottocento, quando la famiglia Kirkwood possedeva questi terreni. Il capitano Charles Kirkwood, veterano di Trafalgar, costruì Bartragh House negli anni Trenta dell’Ottocento: una dimora georgiano-gotica a forma di U, di diciassette stanze, con una mansarda a mezzo abbaino. I primi anni non furono privi di episodi movimentati: nel 1837 tre uomini ruppero 156 lastre di vetro in una sola notte, pare perché Kirkwood aveva venduto carne di montone al di sotto del prezzo corrente.
Dopo i Kirkwood, la casa passò per una serie di proprietari pittoreschi: il capitano Verner dopo la Seconda guerra mondiale, poi il capitano Charles Wynne-Roberts, la cui moglie era l’attrice Joyce Redman. Nel 1989 la psicologa Mary Molloy acquistò l’isola con l’intento di aprirvi un centro di medicina naturale e formazione, ma il progetto non andò in porto e la casa fu lasciata al degrado. Poi, nel 2003, il golfista Nick Faldo la rilevò con l’idea di realizzarvi un links degno della Ryder Cup. Le obiezioni ambientali, le controversie legali e la pura scomodità dell’accesso legato alle maree affondarono il progetto e, nel 2021, l’isola fu venduta per 1,1 milioni di euro a un investitore europeo, con l’idea di farne una fattoria ecologica e una casa vacanze. Ciò che ne resta oggi è una rovina senza tetto – muri a U e un cortile invaso dalla vegetazione – un luogo suggestivo da raggiungere a piedi e struggente da attraversare.
Attraversare in sicurezza
L’accesso è interamente regolato dalla marea, ed è qui che la prudenza conta più che in qualsiasi altro momento della camminata. La sabbia è più compatta, e l’attraversamento più sicuro, nella finestra che va da circa due ore prima a due ore dopo la bassa marea.
- Tempistica: non metterti mai in cammino se la marea sta già salendo, o se le previsioni annunciano venti forti o piogge intense. Le correnti nella Killala Bay si muovono in fretta. Prima di partire, consulta una tavola ufficiale delle maree irlandesi, oppure chiedi al porto di Killala.
- Parcheggio: c’è un parcheggio a Ross Strand, vicino all’omonima spiaggia Bandiera Blu (An Trá nRoss).
- Cosa portare: acqua, uno spuntino, una giacca antivento – la brezza atlantica è pungente anche d’estate – e scarpe robuste; la sabbia può essere cedevole e l’erba delle dune umida.
- Sull’isola: è disabitata e la casa è una rovina, quindi non aspettarti alcun tipo di servizio. Rimani sul terreno compatto, tieniti alla larga dalla muratura instabile, riporta a casa i tuoi rifiuti e tieni i cani al guinzaglio durante la stagione di nidificazione degli uccelli (all’incirca da marzo a luglio).
Come arrivare e cosa c’è nei dintorni
Dal villaggio di Killala, segui le indicazioni per la spiaggia e lo scalo di alaggio; la camminata verso l’isola comincia da lì, una volta che la sabbia è scoperta. Se hai tempo prima o dopo, Killala stessa vanta un porto storico e un paio di bei pub dove scaldarsi con qualcosa da bere dopo l’attraversamento, mentre nell’entroterra i sentieri del Parco Nazionale di Ballycroy (Wild Nephin) sono a portata di mano per una giornata più impegnativa. Ballina è la cittadina più vicina, con Westport più avanti lungo la costa.
Qualunque cosa tu abbia in programma, controlla prima le previsioni delle maree. Bartra premia una visita ben calcolata e punisce quella distratta.