Panoramica
Derrybeg (Doirí Beaga, «piccole querce») è uno dei luoghi in cui l’irlandese resiste più forte in tutto il Paese: al censimento del 2016, il 53,4% degli abitanti della più ampia parrocchia di Gweedore parlava irlandese ogni giorno, al di fuori dell’ambito scolastico. È questo il vero carattere del villaggio, ed è un motivo valido per venirci, ma siate chiari su cosa sia Derrybeg: un villaggio della Gaeltacht vivo e operoso, più che un’attrazione turistica in sé. RTÉ Raidió na Gaeltachta ha qui i suoi studi regionali, ci sono un club GAA e un circolo di golf, e le giornate scorrono al proprio ritmo. I motivi per sceglierlo come base stanno per lo più appena fuori: il Monte Errigal, Bloody Foreland e una serie di spiagge atlantiche, tra cui Port Arthur.
L’uccisione davanti alla chiesa
Il posto del villaggio nella storia è legato a una sola domenica. Durante la Land War degli anni Ottanta dell’Ottocento, gli abitanti di Derrybeg seguirono Canon James McFadden, il sacerdote noto come The Fighting Priest of Donegal, nella resistenza agli sfratti. Il 3 febbraio 1889, mentre McFadden usciva dalla Messa a Teach Phobail Mhuire ancora in paramenti e con l’Eucaristia in mano, l’ispettore della RIC William Limbrick Martin sguainò la spada e lo caricò. La folla si scagliò su Martin, che morì sul colpo.
Il processo che ne seguì attirò l’attenzione nazionale. L’avvocato nazionalista Tim Healy difese i parrocchiani imputati e ottenne un patteggiamento che li salvò dalla pena di morte. (Healy stesso era di Cork, non del posto, nonostante quello che a volte si legge.) I pannelli informativi sparsi per il villaggio raccontano ancora la vicenda.
Cosa c’è nei dintorni
Il paesaggio, non il villaggio, è l’attrazione – ed è un’attrazione notevole.
- Bloody Foreland – il promontorio le cui rocce si tingono di rosso alla luce della sera, con passeggiate costiere lungo la riva.
- Monte Errigal (751 m) – la vetta più alta del Donegal, un cono di quarzite visibile per chilometri, con la classica salita nelle vicinanze.
- Spiagge – Magheraclogher (Bunbeg Beach), Port Arthur e Trá Dhearg sono tutte a breve distanza in auto.
- Parco nazionale di Glenveagh e Poisoned Glen – una campagna interna più selvaggia, un po’ più in là.
Il traghetto per Tory Island
Il traghetto per Tory Island non parte da Derrybeg: un equivoco comune che vale la pena chiarire prima di mettersi in viaggio. Salpa da Magheroarty Pier, a breve distanza in auto verso nord, gestito da Tory Ferry (toryferry.com). La traversata dura circa 45 minuti e dipende dalle maree, quindi le partenze possono essere spostate o cancellate con poco preavviso – controllate gli orari del giorno prima di impegnarvi. Sull’isola ci sono antichi forti in pietra, sentieri sulle scogliere e la chiesa di St Colmcille.
Informazioni pratiche
Come arrivare – Derrybeg si trova nel Donegal nord-occidentale, a circa 50 km a nord-ovest di Letterkenny e a circa 20 km a ovest di Dunfanaghy. Il modo più comodo è l’auto. C’è anche un autobus due volte al giorno per Donegal town, una corsa lunga un paio d’ore e non certo una scappata veloce.
Dove dormire e mangiare – l’area più ampia di Gweedore offre B&B, guesthouse e cottage in affitto; in estate la domanda è al massimo, quindi prenotate in anticipo. Pub e ristoranti a conduzione familiare servono cucina semplice, e troverete menù bilingui – un buon posto per provare a ordinare as Gaeilge.
Note stagionali – le sessioni di musica tradizionale e i festival locali danno il meglio tra giugno e settembre. L’inverno è più tranquillo, e il traghetto per Tory Island offre un servizio ridotto o dipendente dalle condizioni meteo.
Se da Derrybeg dovete fare una sola cosa, andate in auto fino a Bloody Foreland per l’ultima ora di luce – è il tipo di sera che spiega perché la gente resta in questo angolo di Donegal.
