Panoramica
Eeragh è la torre bianca con due fasce nere all’estremità settentrionale dell’arcipelago delle Aran, su Rock Island – la più settentrionale delle isole Brannock, al largo dell’estremità occidentale di Inis Mór. È un faro attivo dei Commissioners of Irish Lights: 31 metri di calcare cristallino locale che emette un lampo bianco ogni 15 secondi, visibile per 18 miglia nautiche e oggi gestito tramite telemetria remota. L’interno è chiuso, la roccia è disabitata e non esiste un punto di attracco.
Questo non significa che serva una barca per vederlo. Se hai solo un pomeriggio su Inis Mór, il modo più semplice è da terra: un punto panoramico all’estremità occidentale dell’isola, lungo la tranquilla strada secondaria, guarda dritto verso la torre all’orizzonte. Non costa nulla ed è meglio che aspettare il meteo per un noleggio.
Storia e ingegneria
La necessità di Eeragh nacque da un predecessore mal posizionato. Quando il primo faro delle Aran fu costruito su Inishmore nel 1818, era troppo alto e troppo nell’entroterra per avvertire le navi dei pericolosi passaggi alle due estremità dell’arcipelago. I Revenue Commissioners chiesero più volte che fosse spostato, ma non furono ascoltati, finché i Galway Harbour Commissioners presentarono una petizione al Board of Trade nel 1850. La risposta fu due fari, uno a ciascuna estremità dell’arcipelago: Eeragh a nord e Inisheer a sud.
George Halpin Junior redasse i progetti e la ditta di Dublino Daniel Crowe & Sons iniziò la costruzione nel 1853 usando il duro calcare locale. Entrambe le torri furono accese per la prima volta il 1° dicembre 1857, lo stesso giorno in cui il vecchio faro di Inishmore fu spento. Eeragh ereditò l’ottica lampeggiante dalla torre dismessa, fornita dalla Wilkins di Londra. Nel 1932 le sue originarie fasce rosse furono dipinte di nero – lo schema che vedi oggi.
I miglioramenti arrivarono di pari passo: un bruciatore a vapore di paraffina nel 1904, un cambio del ritmo dei lampi nel 1958, poi l’automazione nel giugno 1978, quando la pesante lente rotante lasciò il posto a un sistema AGA a batteria. L’energia arrivò prima da un generatore termomeccanico, poi da una turbina eolica nel 1983 e infine da pannelli solari nel novembre 2006 – la modifica che ridusse la portata alle attuali 18 miglia nautiche. I guardiani sono spariti da tempo; oggi un addetto si prende cura del sito con l’aiuto del monitoraggio remoto. Le squadre di ricambio una volta arrivavano in barca, e anche su una traversata così breve il mare grosso spesso le bloccava, motivo per cui in seguito i ricambi si spostarono sull’elicottero – prima da Clifden, ora da Rossaveal.
Vedere il faro
Da Inis Mór, il modo facile
L’estremità occidentale di Inis Mór è l’unico posto da cui puoi vedere Eeragh senza noleggiare una barca. Si raggiunge percorrendo la strada secondaria che gira intorno al lato tranquillo dell’isola; da Kilronan i minibus hop-on ti portano quasi fino in fondo, anche se conviene dire all’autista dove sei diretto piuttosto che dare per scontata una fermata. Attenzione: la pista verso il punto è accidentata e poco mantenuta, il terreno è calcare nudo e non c’è altro che la vista. Porta con te l’occorrente e fai attenzione a dove metti i piedi. Nelle giornate di grande visibilità la ricompensa è Eeragh all’orizzonte con l’Atlantico che si infrange bianco sugli scogli sottostanti.
Dall’acqua
Rock Island non ha punti di attracco, quindi le viste più ravvicinate arrivano in barca. Alcuni operatori delle Aran e charter dalla terraferma passano dagli approcci settentrionali, e dal ponte la torre si staglia chiara contro l’orizzonte. Qualsiasi gita del genere dipende interamente dallo stato del mare, quindi trattala come soggetta alle condizioni meteo.
Fauna selvatica e torre
Le acque ricche di nutrienti del North Sound attirano gabbiani, gazze marine e urie comuni, e in estate delfini e focene percorrono i canali più profondi. Da vicino, la torre mostra la sua base slargata in calcare e la lanterna dai lati in vetro, con le case semidistaccate dei guardiani – tetti in ardesia, comignoli intonacati – incastonate a sud. Torre e case sono entrambe elencate nel National Inventory of Architectural Heritage e protette dal piano di sviluppo della contea.
Informazioni pratiche
Come arrivare: I traghetti per le Aran partono da Rossaveal, a ovest di Galway, per Inis Mór, Inis Meáin e Inisheer; il porto di Inis Mór è a Kilronan, dove prendi i minibus dell’isola per l’estremità occidentale. Il punto panoramico è gratuito. Per un passaggio ravvicinato di Eeragh stesso ti serve un charter privato o un tour che copra specificamente gli approcci settentrionali.
Servizi: Nessuno a Rock Island e nessuno al punto panoramico – niente parcheggio, servizi igienici, acqua o riparo. Fai scorta a Kilronan o Rossaveal prima di partire.
Condizioni: Il tempo nella baia di Galway cambia in fretta. L’inverno porta forte mareggiata e scarsa visibilità; da tarda primavera a inizio autunno ci sono le finestre più stabili sia per la traversata sia per la vista.
Nelle vicinanze
- Inisheer Lighthouse – Il faro gemello di Eeragh all’estremità meridionale delle Aran, con luce bianca fissa e un settore rosso di avvertimento su Finnis Rock.
- Dún Aonghasa – Il forte di pietra preistorico sul bordo della scogliera di Inishmore, con un salto a picco e lunghe viste costiere.
- Aran Islands – L’arcipelago più ampio, con passeggiate costiere, sessioni di musica tradizionale e antichi siti monastici.
- Rossaveal Harbour – La porta d’ingresso dalla terraferma, un porto peschereccio attivo con i traghetti per le isole.
Per la soluzione più semplice, salta la barca: prendi il minibus fino all’estremità occidentale di Inis Mór in una giornata limpida e ventilata e lascia che sia la torre a venire da te.