Father Mathew Bridge – l'antico guado

📍 Dublin, Dublin

🏛️ Attrazione
🕒 Orari di apertura
Tutti i giorni, 24 ore su 24
🎟️ Ingresso
Gratuito
🅿️ Parcheggio
Parcheggio in strada limitato sui moli sud; strutture più ampie al Q-Park Westmoreland Street.

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2026

Panoramica

Il nome irlandese di Dublino, Baile Átha Cliath, significa «città del guado a graticci» – ed è questo il guado. Father Mathew Bridge (in irlandese: Droichead an Athar Maitiú) porta la R108 sul River Liffey nella zona della Liberties, esattamente sul sito dell’attraversamento originario della città, collegando Merchants Quay sulla riva sud a Church Street sulla riva nord. Per la maggior parte degli automobilisti è uno dei tanti ponti a quattro corsie molto trafficati. Venite per la storia più che per il ponte in sé, che è elegante ma tutto sommato ordinario.

Vista al crepuscolo del River Liffey con le luci della città che si riflettono nell'acqua
River Liffey, Dublino Tourism Ireland

Un attraversamento lungo secoli

Un attraversamento in legno, probabilmente risalente all’XI secolo e forse noto come Bridge of Dubhghall, è la prima struttura documentata sul sito dell’antico Ford of the Hurdles. Vichinghi e Normanni lo ricostruirono nel corso dei secoli, incluso un ponte autorizzato da re Giovanni all’inizio del XIII secolo che crollò alla fine del Trecento.

Nel 1428 i domenicani dell’Ostmantown Friary costruirono qui il primo ponte in muratura permanente di Dublino. Conosciuto semplicemente come Dublin Bridge, questo attraversamento in pietra a quattro arcate era un vero e proprio centro nevralgico, con torri difensive a ciascuna estremità, negozi, abitazioni, una locanda e una cappella. Fu un ponte a pedaggio fino al 1762 e per quasi 400 anni portò tutto il traffico pedonale, di bestiame e di cavalli di Dublino.

All’inizio del XIX secolo il ponte medievale era ormai troppo stretto per la città in crescita. L’ingegnere George Knowles progettò l’attuale ponte a tre arcate ellittiche, completato nel 1816 e inaugurato nel 1818. Dapprima chiamato Whitworth Bridge in onore del Lord Luogotenente Charles Whitworth, dopo l’indipendenza negli anni Venti del Novecento divenne Dublin Bridge, per assumere poi l’attuale nome nel 1938 in onore di Father Theobald Mathew, l’«Apostolo della temperanza» nato a Tipperary che guidò il movimento nazionale per la temperanza degli anni Trenta dell’Ottocento.

Advertisement

Architettura e ingegneria

Father Mathew Bridge misura circa 45 metri di lunghezza e 15 di larghezza, in granito, con tre arcate ellittiche tipiche dei primi dell’Ottocento. I conci lisci e le chiavi di volta sobrie gli conferiscono una linea slanciata sul fiume; cercate le targhe in ghisa incassate nelle facce interne dei piloni centrali.

Il ponte svolge anche un lavoro concreto, portando quattro corsie come parte dell’anello stradale interno della città. Il rovescio della medaglia di questa posizione centrale è che le corsie strette e il traffico intenso di svolte creano ingorghi nelle ore di punta – non è il posto ideale per soffermarsi a piedi.

In bicicletta e a piedi

I ciclisti raggiungono il ponte tramite la Liffey Cycle Route lungo i moli sud. I lavori di ammodernamento del 2025 hanno esteso le piste ciclabili protette a doppio senso dai Docklands a O’Connell Bridge, migliorando la sicurezza su questo tratto.

L’impalcato del ponte è condiviso con il traffico, ma i moli lungo il fiume rendono la passeggiata più agevole. La superficie è in piano; le corsie strette e i marciapiedi condivisi richiedono comunque attenzione nelle ore di punta. Per un attraversamento completamente pedonale, l’Ha’penny Bridge si trova a poca distanza verso est.

L'Ha'penny Bridge sul River Liffey con pedoni e riflessi dorati
Ha'penny Bridge, Dublin City Chris Hill Photographic 2008 +44(0) 2890 245038

Informazioni pratiche

  • Orari di apertura: aperto 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
  • Ingresso: gratuito.
  • Posizione sul fiume: Mellows Bridge si trova subito a monte, O’Donovan Rossa Bridge subito a valle.
  • Accessibilità: il ponte è accessibile, anche se le corsie strette e il traffico di passaggio richiedono cautela. Per chi ha problemi di mobilità, il vicino O’Connell Bridge è più largo e più orientato ai pedoni.
  • Parcheggio: parcheggio in strada limitato sui moli sud, con strutture più ampie al Q-Park Westmoreland Street.
  • Servizi igienici: bagni pubblici al Four Courts Visitor Centre.

Come arrivare

Father Mathew Bridge è ben servito dai mezzi pubblici.

MezzoFermata più vicinaLinee / serviziTempo a piedi
BusMerchant’s Quay145, 26, 37, 39, 39a, 69, 69x, 79, 79A3 min
BusUsher’s Quay145, 25d, 25x, 26, 37, 39, 39a, 51d, 52, 69, 69x, 70, 747, 79, 79A, C1-C43 min
LuasFour CourtsLinea Rossa4 min
TrenoHeuston StationDART e Intercity20 min a piedi

I ciclisti possono immettersi sulla Liffey Cycle Route, che corre lungo il ponte sui moli sud.

Advertisement

Attrazioni nelle vicinanze

Il ponte si trova all’ingresso del cuore medievale di Dublino, con diversi luoghi a pochi passi.

  • Christ Church Cathedral (≈3 min a ovest) – il più antico luogo di culto di Dublino, con una cripta medievale ben conservata e architettura del XII secolo.
  • The Brazen Head (≈3 min) – ritenuto il pub più antico d’Irlanda, attivo dal XII secolo.
  • The Four Courts (di fronte) – uno splendido complesso neoclassico che ospita le corti supreme d’Irlanda, immerso in un parco sul lungofiume.
  • The Liberties – le strade a sud del ponte custodiscono un quartiere dalla storia distintiva, con birrifici indipendenti e il mercato settimanale di Thomas Street.
Christ Church Cathedral, Co Dublin
Christ Church Cathedral, Co. Dublin ©Tourism Ireland

Consigli fotografici

Il ponte si fotografa al meglio dalla riva nord, dove le arcate in granito incorniciano la facciata neoclassica dei Four Courts. La luce del primo mattino o del tardo pomeriggio scalda la pietra e getta riflessi sul Liffey. Tenete d’occhio anche il traffico fluviale: chiatte e barche da diporto passano sotto le arcate e aggiungono movimento all’inquadratura. Il tramonto dal molo sud è il momento migliore, con le arcate che si specchiano nell’acqua mentre si accendono le luci della città.