Questa piccola insenatura rocciosa all’angolo sud-occidentale di Valentia Island è il punto in cui nel 1866 approdò il primo cavo telegrafico transatlantico duraturo: da allora, un messaggio che una volta impiegava dieci giorni via nave attraversava l’Atlantico in pochi minuti. Venite per questo, non per la baia in sé, che è una modesta cala di ciottoli e rocce più che una spiaggia. Il vero richiamo è stare al Telegraph Field sopra l’acqua, immaginando il cavo che viene issato a riva, e poi camminare lungo le scogliere di Bray Head che la incorniciano.
Cosa è successo qui
Negli anni Sessanta dell’Ottocento, collegare Europa e Nord America via filo aveva già fatto fallire diversi tentativi ben finanziati. Il cavo che alla fine tenne fu posato nel 1866, partendo da Foilhommerum Bay fino a Heart’s Content, a Terranova, e Valentia rimase un anello operativo della rete globale fino alla chiusura della stazione del cavo nel 1966 – quasi esattamente cento anni. Il cavo stesso era un pezzo di ingegneria serio: un’anima di rame rivestita di guttaperca e armata con filo di ferro e canapa per sopravvivere ai fondali del Nord Atlantico. Il sito del cavo transatlantico è oggi nella lista provvisoria dell’Irlanda per lo status di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Una parola di onestà sul sito: il Telegraph Field è di proprietà privata dal 2003, detenuto dalla famiglia Browne di Castleisland, e con poco più di un acro è un piccolo appezzamento spoglio in cima alla scogliera. Non c’è un centro visitatori qui – la storia completa è raccontata alla stazione del cavo e al museo di Valentia Island a Knightstown, e questo è il punto in cui il filo toccava davvero terra.
Bray Head e le scogliere
Il promontorio sopra la baia è la parte migliore della visita. La salita a Bray Head porta alle rovine di una torre di avvistamento costruita nel 1815, una delle tappe della catena di postazioni di vedetta dell’epoca napoleonica lungo questa costa, e da lì la vista spazia fino alle Skelligs in mare aperto nelle giornate limpide. C’era una volta una miniera di rame vicino alla baia, documentata in un rilevamento geologico del 1922, e l’aria calda della Corrente del Golfo tiene in vita i fiori selvatici su questi pendii fino a tardo autunno.
C’è anche una nota di storia dell’aviazione: nel 1927, Charles Lindbergh sorvolò Valentia e Foilhommerum a bordo dello Spirit of St Louis, facendo qui il suo primo approdo europeo sulla via per Parigi – lo stesso stretto tratto di costa del Kerry che segnava un altro accorciarsi delle distanze tra i continenti.
Informazioni pratiche
Foilhommerum Bay è gratuita e aperta tutto l’anno, segnalata sul lato occidentale di Valentia Island, che si raggiunge dal ponte a Portmagee lungo il Ring of Kerry (un traghetto per auto collega anche Reenard Point a Knightstown, da aprile a ottobre). C’è parcheggio lungo la strada vicino alla baia.
Il sentiero che scende alla riva attraversa un terreno accidentato e irregolare che diventa scivoloso quando è bagnato; portate calzature adeguate e non è adatto a chi ha mobilità ridotta. Calcolate un’ora qui, e abbinate la visita alla camminata sulle scogliere e alla stazione del cavo a Knightstown per dare un senso all’intera storia – il campo da solo non basta, ma il promontorio sopra di esso ripagherà la salita.