Ponte viadotto in pietra in una valle di fitti alberi verdi e dolci colline erbose.
Il Glendun Viaduct è uno storico ponte in pietra incastonato tra le verdi colline dell'Irlanda del Nord. Tourism Ireland photographed by Stefan Schnebelt

Glendun Glen – fiume, foreste e viadotto

📍 Antrim

🏛️ Attrazione
🕒 Orari di apertura
Aperto tutto l'anno; ingresso libero

Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026

Panoramica

Glendun è la più profonda dei nove Glens of Antrim, e anche la più bruna: il River Dun che l’ha scavata scorre del colore di un tè forte, tinto dalle torbiere che ricoprono i pendii più alti dello Slieveanorra. Il nome irlandese, Gleann Abhann Duinne, significa proprio questo: «valle del fiume bruno». Valle a U dai fianchi ripidi, scavata dai ghiacciai dell’era glaciale, scende verso l’Atlantico tra il villaggio costiero di Cushendun e il tranquillo borgo di Knocknacarry, interamente compresa nell’Area of Outstanding Natural Beauty dell’Antrim Coast and Glens. È anche la valle silenziosa: il traffico dei pullman si concentra nei glen meridionali, mentre a Glendun restano la strada a corsia unica e la solitudine.

Il Glendun Viaduct

L’elemento più suggestivo della valle è il Glendun Viaduct, viadotto in pietra a tre arcate che gli abitanti del posto chiamano affettuosamente the Big Bridge. Costruito tra il 1834 e il 1839, fu un tassello fondamentale del più ampio progetto stradale costiero pensato per collegare Ballycastle a Ballymena. Il progetto si deve all’ingegnere civile William Bald, con Sir Charles Lanyon nel ruolo di perito. Il capomastro Mr Bowells della County Monaghan, coadiuvato da artigiani della County Donegal, fece estrarre la pietra dalle scogliere di Layde, la fece trasportare via mare a Cushendun e poi risalire la valle su carri.

Una volta completato, il viadotto entrò a far parte della rete stradale locale, portando il traffico oltre il River Dun. Gli interventi di conservazione, sostenuti da fondi per il patrimonio e da iniziative della comunità, hanno mantenuto le arcate in pietra in ottimo stato. Il punto migliore per ammirarlo è la strada della valle: rallenta e lasciati sorprendere dalle proporzioni della struttura contro i fianchi del glen.

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A piedi alla scoperta della valle

A differenza dei glen meridionali, molto più battuti, Glendun trasmette un senso di natura selvaggia e di quiete. Non ci sono sentieri segnalati, ma la stretta strada a corsia unica che attraversa la valle è un accesso comodo per chi preferisce muoversi a piedi. I percorsi più gettonati risalgono il River Dun controcorrente, snodandosi tra boschi misti di querce e pini dove in primavera il sottobosco si copre di campanule e aglio orsino.

Per escursioni più lunghe, alcune tracce salgono dal fondovalle verso la brughiera d’alta quota dello Slieveanorra, con circa 8-10 chilometri andata e ritorno. Ai livelli più alti il terreno diventa accidentato ed esposto, ma regala ampi panorami sull’Atlantico e sulle valli vicine. L’orientamento richiede attenzione: sul fondovalle la copertura telefonica è discontinua, quindi conviene portare con sé le mappe OS 1:50.000 (fogli 5 e 9) oppure scaricare le tracce GPS offline prima di partire. Le prime ore del mattino sono ideali per fotografare, quando la nebbia si aggrappa al fiume e il viadotto si accende della luce radente.

Storia e tradizioni locali

La storia della valle affonda le radici in secoli lontani, plasmata dalle famiglie irlandesi autoctone e dai coloni scozzesi delle Ebridi. Fu anche teatro di uno scontro decisivo nel XVI secolo. Sul finire del Cinquecento, Sorley Boy McDonnell sfruttò il terreno appartato e torboso della valle per lanciare un’imboscata notturna contro un contingente di cavalleria inglese nella battaglia di Orra. Le truppe inglesi rimasero impantanate nel suolo paludoso e furono sconfitte, con diversi comandanti uccisi.

Un capitolo più intimo e malinconico della storia locale si trova vicino ai boschi bassi di Craigagh Wood, dove sopravvive un piccolo luogo di culto clandestino. Risalente al XVII secolo, racconta le pratiche religiose segrete dei cattolici in un’epoca in cui il culto pubblico era vietato. Oggi i muretti a secco, i cottage in rovina e le stradine silenziose della valle riflettono generazioni di vita agricola che hanno modellato il paesaggio.

Fauna e natura

Il River Dun, tinto di torba, ospita popolazioni floride di salmoni e trote di mare, ed è per questo un luogo amato dagli appassionati di pesca tranquilla. Il rilascio del pescato è vivamente consigliato per proteggere le risalite riproduttive. Chi ama il birdwatching troverà i boschi misti e le rive della valle ricchi di specie: merli acquaioli, rampichini, ghiandaie, codirossi e, di tanto in tanto, pivieri dorati. In autunno le chiome virano all’ambra e al cremisi, mentre l’inverno regala ai pendii più alti un’atmosfera cupa e suggestiva.

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Informazioni pratiche

  • Accesso e strade: la valle è percorsa dalla Glendun Road, che fa parte della Glendun / Glenaan Scenic Route. Questo anello di 18 miglia consente di risparmiare circa 4 miglia rispetto alla strada costiera principale che passa per Glencorp. La strada che attraversa Glendun è a corsia unica, stretta e condivisa con mezzi agricoli e bestiame. Non è adatta a camper, minibus o pullman di grandi dimensioni. Gli specchi delle piazzole di Barnish e nei pressi del viadotto sono indispensabili per incrociare in sicurezza.
  • Parcheggio: il parcheggio è gratuito nel parcheggio del villaggio di Cushendun, nella piazzola vicino al viadotto e nella piazzola di Barnish, tra Cushendall e Cushendun.
  • Servizi: i servizi igienici pubblici e il punto informazioni turistiche si trovano a Cushendun. I caffè e i pub della zona servono tè, caffè e piatti della tradizione.
  • Cani: i cani educati sono i benvenuti su tutti i percorsi e i sentieri. Tienili al guinzaglio in prossimità del bestiame e presta attenzione nei tratti stradali più stretti, dove il traffico può sbucare all’improvviso.
  • Periodo migliore per la visita: tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno il tempo è più stabile e la vegetazione al meglio. Le visite invernali sono possibili, ma richiedono calzature robuste e abbigliamento adeguato, per via delle lastre di ghiaccio e delle giornate più corte.