Panoramica
Saints’ Island si raggiunge a piedi, attraverso una stretta strada rialzata non asfaltata lunga circa un chilometro, al largo della sponda sud-orientale del Lough Ree, vicino a Newtowncashel. In fondo si trovano le rovine di un priorato medievale e una riva frangiata di canneti che attira chiurli, pavoncelle e anatre svernanti. Non c’è altro: nessun negozio, nessuna biglietteria, nessun rumore di motori, solo il vento sul lago e la camminata.
Se fate la traversata, l’unica cosa da vedere è la cappella del priorato, aperta al cielo e che conserva ancora le dimensioni della chiesa originaria. Venite in primavera o in autunno e avrete in più la migrazione degli uccelli.
Storia e patrimonio
La storia religiosa dell’isola risale agli inizi del VI secolo. La tradizione vuole che San Ciarán di Clonmacnoise abbia fondato qui una chiesa prima del 542 d.C., anche se le prove sono scarse; alcuni racconti successivi attribuiscono invece la fondazione a San Kevin, segno di quanto tutto ciò si basi su una tradizione orale stratificata.
Non è sempre stato un luogo pacifico. Nel 1089 l’isola fu attaccata e saccheggiata da Muirchertach O’Brien e da una forza di Danesi, un evento registrato negli annali. Nel 1185 Sir Henry Dillon ricevette in concessione le terre che includono Saints’ Island, e una voce degli Annals of Connacht del 1272 attribuisce a Dillon la costruzione del priorato agostiniano di All Saints.
Il priorato prosperò sotto l’abate Augustin Magraidhin nel XIV secolo. Prima della sua morte nel 1405 compilò due raccolte manoscritte, le vite dei santi irlandesi e gli Annals of the Priory, oggi conservati alla Bodleian Library di Oxford. Il frammento superstite copre gli anni 1397–1407 e include un raro resoconto irlandese della spedizione di re Riccardo II in Irlanda del 1399. Come ogni casa monastica, la comunità declinò dopo la dissoluzione sotto Enrico VIII ed Elisabetta I, e verso la fine del XVII secolo la casa dell’isola fu registrata come «in rovina».
Il poeta Ted Hughes pescò nel Lough Ree con il pittore Barrie Cooke e ne trasse una poesia, «Saint’s Island» (1986), una piccola nota letteraria a margine del luogo.
Esplorare le rovine
La cappella è la struttura superstite più grande e la più suggestiva. Le sue finestre gotiche, in particolare la finestra dell’altare scolpita, proiettano fasci di luce sul pavimento consumato, e con il tetto ormai scomparso si percepisce tutta l’altezza dell’antico spazio di culto.
A nord si può ancora intravedere il debole quadrato del chiostro, che segna il punto dove sorgevano la sala capitolare, il refettorio e il dormitorio a due piani. A ovest della cappella sopravvive una solitaria latrina medievale, un ricordo pratico e sorprendentemente raro della vita quotidiana monastica.
Il sito è visitabile in autonomia, e le pareti e gli archi sono fragili. È vietato arrampicarsi sulle rovine.
Fauna selvatica e birdwatching
La riva frangiata di canneti è ciò che attira gli uccelli. In primavera e in autunno le paludi si riempiono di chiurli, pavoncelle, alzavole, fischioni e altre anatre selvatiche, e una camminata lungo la strada rialzata spesso fa incontrare un airone o un martin pescatore. Le acque circostanti ospitano cigni muti e, ogni tanto, falchi pescatori.
I periodi migliori sono marzo–maggio e settembre–ottobre, quando passano gli stormi migratori. I binocoli aiutano, anche se gran parte è visibile dalla strada rialzata a occhio nudo.
Sul lago
I pescatori lanciano dalla strada rialzata o varano una piccola barca per lucci, persici e trote nel riparato braccio meridionale del Lough Ree, e i canoisti usano l’insenatura come punto di partenza per brevi uscite. Non c’è una rampa di alaggio formale sull’isola, ma la vicina Lanesborough offre noleggi e uscite guidate, e alcuni operatori organizzano gite di un giorno che passano dall’isola per ammirare le rovine dall’acqua.
L’insenatura è anche un punto di balneazione locale di lunga data, poco profonda e abbastanza limpida per un tuffo veloce nelle giornate calde, con un bordo erboso adatto a un picnic.
Informazioni pratiche
- Accesso – Una stretta strada rialzata non asfaltata, lunga circa un chilometro, collega l’isola alla terraferma vicino a Newtowncashel. È percorribile a piedi tutto l’anno in condizioni normali, con un piccolo parcheggio informale all’estremità continentale (gratuito, senza personale).
- Servizi – Nessuno. Niente bagni, niente caffè, niente cestini. Portate acqua, snack e calzature per terreni irregolari, e portate a casa i vostri rifiuti.
- Orari – La cappella e il cimitero sono aperti tutti i giorni e gratuiti. Il sito è visitabile in autonomia; è vietato arrampicarsi sulle rovine fragili.
- Accessibilità – La strada rialzata è irregolare e difficile per sedie a rotelle o passeggini.
- Note stagionali – La strada rialzata può allagarsi e diventare impraticabile dopo forti piogge, e sono state segnalate chiusure durante le tempeste. Controllate le previsioni e la pagina del Longford County Council prima di partire, soprattutto in inverno.
Attrazioni nelle vicinanze
Saints’ Island funziona bene come una tappa di una giornata sul Lough Ree:
- Inis Clothrann (Quaker Island) – Un’altra isola monastica con ampie rovine, a poca distanza in barca.
- Barley Harbour – Un tranquillo porto in pietra calcarea sul bordo del lago, adatto a un picnic.
- Corlea Trackway Visitor Centre – La più grande strada su palafitte dell’età del ferro in Europa, vicino a Keenagh.
- Abbeylara – Un’abbazia cistercense ben conservata a pochi chilometri nell’entroterra.
