Veduta aerea di una grande collina ricoperta di erba verde e vegetazione bruna sotto un cielo azzurro e limpido.
Veduta aerea dei pendii ondulati, verdi e bruni, di Turlough Hill nella contea di Wicklow. Courtesy Failte Ireland

Turlough Hill – la vetta della centrale idroelettrica del Wicklow

📍 Wicklow Gap, Wicklow

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2026

Panoramica

Il bacino azzurro poco sotto la cima di Turlough Hill non ha nulla di naturale, e nemmeno il nome. A 681 m (2.234 piedi) nel cuore delle Wicklow Mountains, qui sorge l’unica centrale idroelettrica di pompaggio d’Irlanda: un’opera di ingegneria degli anni Sessanta che in silenzio contribuisce a stabilizzare la rete nazionale, restando quasi invisibile sotto il manto della montagna. Due elementi definiscono la collina: la cresta di granito levigata dal vento sotto la torbiera di copertura, e il bacino dalle linee geometriche pulite affacciato quasi sulla vetta.

Per chi cammina, la ricompensa sono la quota e il panorama. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia dal Mare d’Irlanda alle cime vicine di Camaderry e Conavalla, con il circo glaciale di Lough Nahanagan adagiato nella valle sottostante.

Il nome e la storia

Prima dell’arrivo degli ingegneri, la collina era nota come Tomaneena, dall’irlandese Tuaim an Aonaigh, «tumulo dell’assemblea». Il nome Turlough Hill nacque negli anni Sessanta, quando un ingegnere dell’ESB di cognome O’Riordan la battezzò così in onore del figlio Turlough durante i rilievi del sito; l’assonanza con l’irlandese turlach, un lago stagionale su roccia calcarea, è una pura coincidenza.

Quando l’ESB progettò l’impianto, a metà degli anni Sessanta, preservare il panorama del Wicklow Gap era un obiettivo dichiarato. Fu coinvolta la paesaggista Sylvia Crowe, che consigliò di piantumare i terrapieni del bacino superiore e di modellare le opere inferiori perché si fondessero con la roccia. Per proteggere ulteriormente il profilo dei crinali, le linee di trasmissione furono interrate per circa un miglio (1,6 km) a partire dal sito, prima di risalire sui tralicci lungo la valle del King’s River: una scelta che aggiunse circa 600.000 sterline ai costi, ma che lasciò la montagna pressoché com’era sempre stata.

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La centrale sotto la montagna

Il bacino di Turlough Hill visto da Tonelagee
Turlough Hill Albert.white / Wikimedia Commons / Public domain

I lavori iniziarono nel 1968 e si conclusero nel 1974: il più grande cantiere di ingegneria civile mai affrontato in Irlanda fino a quel momento. Il principio è semplice. Quando la domanda è bassa e l’energia costa poco, l’elettricità in eccesso pompa l’acqua dal Lough Nahanagan naturale fino al bacino artificiale sul crinale; quando la domanda si impenna, l’acqua viene lasciata ricadere attraverso i condotti forzati e mette in rotazione quattro pompe-turbina reversibili in una caverna di 76 × 21 × 27 metri scavata nel granito.

Quattro gruppi da 73 MW sviluppano una potenza complessiva di 292 MW e l’impianto passa da fermo alla piena potenza in 70 secondi: è proprio questo il suo scopo, colmare gli ammanchi improvvisi di fornitura. Il bacino superiore, quando è pieno, immagazzina circa 1,59 GWh, sufficienti per funzionare a pieno carico per oltre cinque ore. La costruzione dell’impianto costò 22 milioni di sterline irlandesi e dal 2004 la centrale ospita anche l’Hydro Control Centre di tutto il parco idroelettrico dell’ESB. Nel 2024 ha festeggiato i cinquant’anni.

Si può visitare?

Da sapere prima di organizzarci una giornata: non basta prenotare. L’ESB non organizza visite guidate regolari alla centrale. Apre le porte solo per occasionali visite guidate gratuite – per il quarantesimo anniversario nel 2014, per il cinquantesimo nel 2024 e di nuovo nel 2025, di solito in occasione della National Heritage Week – e i posti si esauriscono in fretta. Se capita l’occasione e riesci a prenotare, la visita porta all’interno degli impianti. Altrimenti, la montagna si può percorrere a piedi ogni giorno dell’anno, ma il bacino in cima si trova dentro un’area recintata dell’ESB: non puoi raggiungere l’acqua, e dalla recinzione non si vede nemmeno il famoso lago azzurro. Quella è una veduta aerea. La ricompensa, a piedi, è il panorama dalla vetta.

A piedi su Turlough Hill

Le camminate si dividono in un’opzione breve e una lunga.

L’opzione breve segue la strada di servizio che sale dal Wicklow Gap, lasciandola poco sotto l’area recintata per una traccia accidentata fino alla vera vetta di Tomaneena (682 m) – metti in conto dalle due alle due ore e mezza tra andata e ritorno. La giornata impegnativa è invece il circuito del Camaderry dallo stesso parcheggio: all’incirca 12 km, oltre il Lough Nahanagan e sopra il Camaderry (698 m), sul crinale tra il Wicklow Gap e Glendalough. Metti in conto cinque ore o più. Nei tratti alti il percorso si apre sulla torbiera, con panorami amplissimi una volta arrivati in quota. Dall’altra parte della strada, sul versante nord del valico, il Tonelagee (817 m) è una montagna a sé e una camminata a sé, circa 4,5 km tra andata e ritorno.

Cosa notare lungo il cammino:

  • Morfologie glaciali: il Lough Nahanagan è un circo glaciale da manuale, scavato dai ghiacci nell’ultima glaciazione e oggi bacino inferiore dell’impianto.
  • Flora alpina: nonostante la quota modesta, la cresta esposta ospita piante che ti aspetteresti molto più a nord – salice nano, mirtillo rosso, empetro, licopodio abietino e mirtillo nero, in mezzo a erica, gramigna liscia e sfagni.
  • Condizioni del sentiero: molto battuto, ma soffice e irregolare sulla torbiera. Servono scarponi robusti con caviglia alta, soprattutto dopo la pioggia.
  • Vicino alla vetta: un vecchio fronte di cava poco sotto la cima ha una recinzione malridotta – tieni vicini bambini e cani, soprattutto con la nebbia.
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Informazioni pratiche

  • Parcheggio: gratuito al parcheggio del Wicklow Gap e a quello vicino di Turlough Hill. La strada asfaltata che sale dal valico alla zona della vetta è la strada di servizio privata dell’ESB, chiusa da una sbarra: chi cammina e chi pedala la usa da tempo ed è la via di salita abituale, ma non è un diritto di passaggio pubblico, quindi considera l’accesso una cortesia e non un diritto, e rispetta l’eventuale segnaletica.
  • Periodo migliore: dalla primavera all’autunno, per il tempo più stabile e i colori più belli della brughiera. La vetta è esposta al vento e a improvvise nuvolaglie tutto l’anno: controlla le previsioni e metti in zaino giacca impermeabile e strati.
  • Preparazione: porta con te una mappa o una traccia GPX, acqua e cibo, e rispetta i principi del Leave No Trace. Il segnale telefonico è discontinuo, quindi avvisa qualcuno del percorso e dell’ora di rientro.
  • Nei dintorni: il sito monastico e i laghi di Glendalough sono a breve distanza in auto scendendo la valle verso est, e il villaggio di Avoca ha pub e caffè per il dopo camminata. La St Kevin’s Way, l’antica via dei pellegrini per Glendalough, attraversa proprio il Wicklow Gap.

Non costruire il viaggio attorno a una visita della centrale: sono rare e i posti si esauriscono in pochi minuti. Vieni piuttosto per la camminata, e parti presto per trovare il parcheggio più tranquillo e avere le migliori possibilità di una vetta sgombra.