Le cascate
Le Ballysadare Falls sono un salto di acque bianche di grado 3-5 nel cuore del villaggio, e puoi valutarle con calma dal ponte stradale prima di decidere se affrontarle. Basta poca pioggia perché il fiume si gonfi, e le cascate danno il meglio di sé in piena; dopo un periodo asciutto si riducono a un modesto gradino sulla roccia. Se hai solo pochi minuti, la piattaforma panoramica presso le cascate te le mostra per intero e in tutta sicurezza, senza bisogno di arrampicarti giù per la sponda.
Il Ballysadare River è breve – circa 6 km da Collooney fino al villaggio – ma trasporta molta acqua. I suoi tre affluenti d’altura, l’Unshin, l’Owenmore e l’Owenbeg, drenano un bacino di circa 650 km² che arriva fino a Lough Arrow e a Templehouse Lake: tutta quest’acqua si incanala sopra le cascate e sfocia nella laguna soggetta alle maree della Ballysadare Bay. Il nome irlandese, Baile Easa Dara, significa «la città della cascata della quercia».
Yeats e un fiume che un tempo lavorava
Si racconta che «Down by the Salley Gardens» sia nata da una ballata che W.B. Yeats sentì cantare alla fiera di Ballisodare, e le sponde orlate di salici danno alla canzone la sua ambientazione («salley» è un vecchio termine per indicare il salicone). Oggi le cascate sono una tappa dello Yeats Trail, insieme alla piattaforma panoramica e al vicino Union Wood.
Il fiume ha lavorato a lungo prima di diventare paesaggio. Le cascate facevano girare le ruote dei mulini e in seguito produssero l’elettricità del villaggio, prima che la rete nazionale arrivasse in questa parte del Sligo; una centrale idroelettrica è tuttora in funzione qui vicino.
Kayak
Le rapide sono brevi e impegnative. Iniziano al ponte e proseguono per circa 2 km fino al mare, con difficoltà da 3 a 5 a seconda del livello dell’acqua. Il salto principale si divide in due linee: quella di sinistra è un tuffo verticale di 5-7 metri che con la bassa marea diventa poco profondo e pieno di roccia affiorante, mentre quella di destra è una linea a gradini che dà il meglio con l’acqua alta. Fai attenzione alle due piccole onde sopra il salto principale, sul lato a gradini: in piena hanno forza sufficiente per ribaltare una barca o quantomeno rovinarti la traiettoria.
Una cosa da mettere in conto: il fiume sfocia in una laguna soggetta alle maree, quindi la marea modifica l’idraulica alla base delle cascate. L’accesso è consentito solo dalla sponda sinistra – quella destra è terreno privato riservato alla pesca – perciò organizza imbarco e sbarco su quel lato e, se devi portare giù una barca, parcheggia accanto al cimitero sulla sponda sinistra.
Pesca
Le pozze profonde sotto le cascate ospitano da sempre il salmone primaverile da aprile e un’abbondante risalita di grilse a giugno e luglio. La pesca sull’intero sistema del Ballysadare è stata sospesa nel luglio 2024, dopo la morte di oltre mille salmoni adulti, ed è stata riaperta ad agosto dello stesso anno con un nuovo regolamento: solo «cattura e rilascio», per salmoni e trote di mare oltre i 40 cm. Prima di partire, consulta Inland Fisheries Ireland per le regole in vigore e i permessi necessari.
Come arrivare e parcheggi
- Parcheggio del villaggio, di fronte al ponte: gratuito, per soste brevi.
- Parcheggio di Scott’s Corner: più ampio e gratuito, con vista sulla Ballysadare Bay e su Knocknarea.
- Accanto al cimitero sulla sponda sinistra: il più comodo per le cascate e per i kayakisti che devono trasportare le barche.
La stazione di Ballysadare si trova sulla linea Dublin–Sligo, ma è chiusa ai passeggeri: arriverai quindi su strada.
Nei dintorni
Il fiume si trova in una delle zone più ricche di preistoria di tutto il paese. Il cimitero megalitico di Carrowmore e il grande cairn su Knocknarea – che si dice custodisca la regina Maeve – sono entrambi a breve distanza in auto, e Lough Gill, Union Wood, il percorso di sculture di Knoxpark, la St Féichín’s Abbey e il Tobernalt Holy Well sono tutti facilmente raggiungibili.


Programma una pagaiata o uno scatto un giorno o due dopo una pioggia intensa: è allora che le cascate ruggiscono davvero. Vieni in una settimana asciutta e ti chiederai perché tanto clamore.
