Panoramica
Nel 1910 una troupe cinematografica americana arrivò in questo villaggio ai piedi dei MacGillycuddy’s Reeks e vi girò The Lad from Old Ireland, il primo film americano realizzato al di fuori degli Stati Uniti. Il regista, Sidney Olcott, si affezionò a Beaufort al punto da tornarci ogni estate fino al 1914, alloggiando all’hotel di Patrick O’Sullivan, tuttora in attività con l’insegna del Beaufort Bar.
È l’unico autentico titolo di gloria del villaggio, e da esso si capisce tutto il resto: Beaufort è piccolo (251 abitanti al censimento del 2016), disteso lungo il fiume Laune, con un ufficio postale, tre pub, un negozio, la sala parrocchiale e una trentina di case. Il nome irlandese è Lios an Phúca, «fortezza del púca», il cavallo mutaforma del folklore irlandese, legato ai ring fort disseminati per la parrocchia. Non si viene qui per il villaggio in sé, ma perché sorge circa 9 km a ovest di Killarney, sulla strada per Killorglin, ai piedi del Carrauntoohil e proprio all’imbocco del Gap of Dunloe.
Se hai tempo per una cosa sola
Percorri il Gap of Dunloe a piedi o in bicicletta. È un valico glaciale che corre verso sud tra Beaufort e la Black Valley, ed è l’attrazione imperdibile della zona: circa 11 km di vecchia strada per la transumanza che sale costeggiando una serie di laghetti di montagna. Fallo a piedi, in bici o su un calesse, ma cerca di non farlo in auto. La strada è a corsia unica ed è condivisa con escursionisti, ciclisti e pony, e d’estate si intasa terribilmente. Se proprio devi guidare, vai di primo mattino o alla sera, quando il traffico si dirada.
All’estremità opposta puoi proseguire fino al Lord Brandon’s Cottage per una zuppa e dei panini, poi prendere una barca lungo i Lakes of Killarney e tornare in autobus: una giornata intera, la migliore che tu possa vivere da queste parti.
Le montagne e i boschi
Cronin’s Yard, a Mealis sotto l’Hag’s Glen, è da oltre 200 anni il punto di partenza tradizionale per la salita al Carrauntoohil. Con i suoi 1.039 m è la montagna più alta d’Irlanda, e il sentiero è aspro e a malapena tenuto: agevole con il bel tempo, munendosi di mappa o GPS, ma impegnativo con il maltempo. Sui Reeks le condizioni cambiano in fretta, perciò controlla le previsioni e affronta la salita con rispetto. Il cortile ospita anche un caffè ed è una facile passeggiata di andata e ritorno, anche se non hai alcuna intenzione di salire.
Più in basso, Tomies Wood è uno dei più estesi boschi autoctoni di querce rimasti nel Paese, con un anello segnalato e un branco di cervi rossi che hai buone probabilità di avvistare nelle prime ore del giorno. Il River Laune scorre accanto al villaggio ed è ricco di salmoni e trote fario; ti servirà una licenza di pesca irlandese, che le guesthouse locali di solito possono aiutarti a procurare. Il Beaufort Golf Club, ai margini del villaggio, ha un percorso parkland a 18 buche con i Reeks a fare da sfondo in diverse buche.
Una sosta gratuita che vale la deviazione: le Kerry Woollen Mills, appena a nord del villaggio, propongono una visita gratuita a uno dei più antichi mulini ancora in funzione d’Irlanda, con annesso negozio.
I film e il resto della storia
La Kalem Company girò più di una dozzina di film intorno a Beaufort e al Gap nel corso di quelle estati – Rory O’More, The Colleen Bawn, Arrah-na-Pogue, tratti dalle opere teatrali di Dion Boucicault. Gli abitanti del posto furono scritturati sia come ribelli irlandesi sia come soldati britannici in Rory O’More: una rara occasione, come ebbe a scrivere un cronista, di mettere in scena la propria storia. Annie O’Sullivan, la figlia dell’albergatore, era un’adolescente quando arrivarono gli americani; il suo ricordo di quei giorni è conservato negli archivi della RTÉ.
La storia più profonda è custodita nel terreno. Un rilievo archeologico del South Kerry ha individuato oltre 100 siti in tutta la parrocchia, tra cui le Dunloe Ogham Stones, due chiese in rovina e il Dunloe Castle, costruito nel 1207, seguito dal Corr Castle nel 1450. In precedenza la tenuta di Beaufort apparteneva alla famiglia Day: Edward Day, arcidiacono di Ardfert, vi abitò fino al 1808, e il suo discendente John Robert Fitzgerald-Day fino al 1881.
Come arrivare e parcheggiare
È una breve corsa in auto a ovest di Killarney in direzione di Killorglin, ben segnalata come parte del Ring of Kerry. L’auto è praticamente indispensabile: l’autobus locale per Killarney passa solo poche volte al giorno e cambia orari con la stagione.
Una nota sincera sul parcheggio. Nel villaggio non c’è un parcheggio pubblico dedicato: il parcheggio gratuito di cui leggerai è quello annesso alle guesthouse e ai cottage, non quello sulla strada. La maggior parte dei visitatori pernotta in zona e parcheggia dove dorme; se sei solo di passaggio, prevedi di parcheggiare presso l’inizio del sentiero o l’attrazione verso cui sei diretto, senza aspettarti un parcheggio in paese.
Dove dormire e mangiare
Le sistemazioni sono per lo più cottage con angolo cottura e guesthouse a conduzione familiare, pensati per chi passa l’intera giornata a camminare: tipo la Inveraray Farm e i lodge del Pot of Gold, con cucina e uno spazio dove far asciugare l’attrezzatura. I tre pub coprono la cena; prenota con anticipo a luglio e agosto, quando il traffico del Ring of Kerry è al culmine, e rifornisciti al negozio del villaggio per il pranzo al sacco prima di addentrarti nel Gap.
Se vuoi legare insieme le due anime del luogo, bevi una pinta al Beaufort Bar, il vecchio hotel O’Sullivan dove alloggiava la troupe di Olcott e l’unico edificio del villaggio che ancora ricorda le estati in cui si giravano i film.
