Forte ad anello di Cloghanecarhan e pietra ogamica

📍 Western Iveragh Peninsula, Kerry

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2026

La pietra ogamica di Cloghanecarhan porta un nome che significa «devoto del sorbo» e, a pochi passi, cresce un sorbo che la tradizione locale riteneva capace di tenere lontani gli spiriti maligni. Se i due elementi siano collegati, nessuno può dirlo, ma è il genere di dettaglio che ripaga la fatica di trovare questo luogo: un piccolo recinto altomedievale in un campo agricolo della penisola di Iveragh, a circa 7 km a sud-est di Cahersiveen.

Cos’è

Cloghanecarhan è stato descritto come un forte ad anello o «cashel», ma l’Office of Public Works, che ne è proprietario e custode, ritiene che fosse più probabilmente un sito monastico altomedievale che una fattoria o un forte. È noto localmente come Keeldarragh, probabilmente dall’irlandese Cill Darra – «la chiesa della quercia». Costruito intorno al 600 d.C., il recinto conserva una lastra con croce altomedievale, tre leachta (altari rettangolari in pietra a secco usati nei riti) e le fondamenta di una capanna circolare. Appena fuori dal terrapieno si trova un souterrain, il passaggio sotterraneo nascosto che le prime comunità usavano per la conservazione al fresco e, all’occorrenza, come via di fuga durante un’incursione.

La pietra ogamica

L’ogamico è la più antica forma scritta della lingua irlandese, un alfabeto di incisioni tracciate lungo il bordo di una pietra e lette dal basso verso l’alto – come in questo caso. La lastra qui è di ardesia, lunga poco più di due metri, catalogata dagli studiosi come CIIC 230. L’iscrizione si legge come «di Ec…án(?) figlio di Mac-Cáirthinn», e quell’elemento del cognome – Maqi-Cairatini – significa «devoto del sorbo», il collegamento con l’albero. Guardando attentamente si nota che l’incisione si sovrappone a un’iscrizione precedente, in parte cancellata: la pietra è stata usata due volte.

In origine si trovava all’ingresso orientale del recinto. Negli ultimi anni è stata spostata sul lato settentrionale e adagiata in orizzontale su due supporti, il che, per quanto possa sembrare scomodo, rende le incisioni molto più facili da leggere rispetto a una pietra eretta esposta alle intemperie.

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Vale la pena?

Sii onesto con te stesso su cosa sia questo posto: un monumento modesto, senza personale, senza centro visitatori, quasi senza segnaletica e senza servizi, raggiungibile percorrendo una stradina sterrata. Se collezioni pietre ogamiche o stai già passando di qui lungo il Ring of Kerry, è un vero ritrovamento; come meta a sé stante, invece, è piuttosto esile. L’OPW chiede di trattarlo con rispetto: è un monumento nazionale protetto in un campo con bestiame, quindi non spostare le pietre, non salire sugli altari e non disturbare i terrapieni, e tieni il cane al guinzaglio.

Come arrivare e dintorni

Serve la macchina. Dirigiti a sud-est da Cahersiveen e salva le coordinate (51.8884° N, 10.1840° W) prima di partire, perché la svolta e la stradina sono facili da mancare; parcheggia sul ciglio della strada senza bloccare i cancelli. Il terreno è irregolare e scivoloso dopo la pioggia, quindi indossa scarponi.

Il patrimonio più vicino a Cahersiveen offre una mezza giornata più completa: i forti in pietra di Cahergall e Leacanabuaile, il Castello di Ballycarbery sulla riva e l’abbazia di Ballinskelligs lungo la costa. Il sito OPW con personale più vicino è la casa di Daniel O’Connell a Derrynane, a circa 15 km di distanza.