Panoramica
Nel 1832 Doona Castle versava ancora in «eccellente stato di conservazione», finché un ragazzo, mandato nella torre buia a prendere torba durante un battesimo, non vi lasciò una brace ardente. Il combustibile invernale, ormai secco, prese fuoco e, all’alba, un intero lato della casa-torre del XV secolo si era crepato ed era crollato, seppellendo — a quanto si racconta — diverse botti di liquori di contrabbando sotto le macerie. Ciò che resta si erge su un’altura calcarea nel townland di Fahy, nel nord-ovest della Contea di Mayo: mura spesse, un guscio senza tetto e una silhouette che spicca contro il cielo atlantico. Trovandosi proprio a ridosso di una strada pubblica, rappresenta una sosta comoda e gratuita per chiunque percorra questo tratto remoto.
Una casa-torre dal passato turbolento
Il duplice nome del castello riflette la storia stratificata della regione. «Fahy» deriva dall’irlandese An Fhaiche, che significa «il prato» o «il campo», mentre «Doona» proviene da Dún, ovvero «forte» o «roccaforte». Costruita con calcare estratto in loco, la struttura segue l’impianto tradizionale delle case-torri irlandesi: una camera a volta al piano terra adibita a magazzino, strette feritoie difensive, una scala a chiocciola incassata nel muro e caditoie collocate sopra l’ingresso per lasciar cadere proiettili sugli assalitori.
Sul piano storico, il castello è notoriamente legato alla leggendaria regina dei pirati, Grace O’Malley (Granuaile). Secondo la tradizione locale, lo strappò al clan dei MacMahon per vendicare l’uccisione del suo amante, Hugh de Lacy. Nel 1588, dopo il naufragio della La Rata Santa María Encoronada, nave dell’Armada spagnola, presso il banco di sabbia di Tullaghan nella Blacksod Bay, Don Alonso de Leyva e il suo equipaggio di diverse centinaia di superstiti trovarono rifugio tra le mura del castello prima di dirigersi verso l’interno.
Dopo le campagne cromwelliane degli anni 1650, il castello fu abbandonato e cadde in declino. All’inizio del XIX secolo, tuttavia, la torre principale versava ancora in condizioni sorprendentemente buone. Un articolo del novembre 1832 sul Dublin Penny Journal osservava che il castello si trovava in «eccellente stato di conservazione» e che la sua muratura «avrebbe probabilmente messo in difficoltà lo stesso Padre Tempo». Ma quell’elogio ebbe vita breve.
Sempre secondo il giornale, un contadino del posto di nome John Conway aveva ammassato un’enorme catasta di torba invernale contro il muro del cortile. Durante i festeggiamenti per un battesimo, un ragazzino fu mandato nella torre buia — che si diceva infestata — a prendere altra torba. Fattosi coraggio con una fiaccola accesa, riempì un cesto di torba ma vi dimenticò per sbaglio la brace. Il combustibile secco si incendiò e il calore intenso fece crepare le antiche mura, facendone crollare un intero lato prima del mattino. L’incendio, a quanto si racconta, seppellì diverse botti nascoste di liquori di contrabbando insieme alle pietre, segnando l’inizio del declino del castello verso la rovina senza tetto che vediamo oggi.
Cosa vedere e fare
Sii realista su ciò che ti aspetta: una sosta fotografica di cinque minuti lungo la strada, non una meta attorno a cui costruire un’intera giornata. Il castello non è visitabile all’interno, ma il suo esterno resta di grande suggestione. Il punto di osservazione migliore è la strada pubblica che costeggia con una curva l’aia, da cui puoi fotografare le mura superstiti che incorniciano i pascoli circostanti e le colline in lontananza. Osserva con attenzione la parte inferiore per cogliere la caratteristica volta in pietra del piano terra, sopravvissuta a secoli di intemperie atlantiche. Il fusto spezzato della scala a chiocciola e i resti delle mensole dei solai lasciano intuire con chiarezza come i vari piani dell’edificio fossero un tempo collegati.
Il sito si presta bene a un momento di quiete e riflessione durante un viaggio in auto. Non ci sono recinzioni né cancelli, ma il castello sorge su un terreno agricolo privato ancora in attività. Ci si può fermare in sicurezza per scattare foto o fare un picnic sul ciglio erboso della strada, tenendo presente che la rovina non va scalata né vi si deve entrare. Nei campi circostanti pascolano spesso mucche e pecore, che accentuano l’atmosfera bucolica.
Come arrivare e consigli pratici
Fuori dalle direttrici principali tra Ballycroy e la penisola di Mullet, Doona Castle è facilmente raggiungibile in auto. Sul lato opposto della strada c’è una piccola piazzola dove parcheggiare, ma lo spazio è limitato nei mesi di piena estate. Trattandosi di un sito non gestito, non ci sono orari di apertura ufficiali, biglietti d’ingresso o servizi per i visitatori. Puoi visitarlo a qualsiasi ora del giorno, anche se la luce del mattino o del tardo pomeriggio tende a proiettare le ombre più suggestive sulla pietra.
Qualche nota pratica per chi visita il sito:
- Rispetta la proprietà privata: Il castello sorge su un terreno agricolo in attività. Resta sulla strada pubblica e nella piazzola di sosta segnalata, evitando di attraversare i campi.
- Calzature: Il ciglio erboso della strada può essere irregolare. Se scendi dall’asfalto, sono consigliate scarpe robuste.
- Meteo: Il nord-ovest del Mayo è esposto ai venti atlantici e a improvvisi acquazzoni. Metti in valigia una giacca impermeabile e valuta una protezione dal vento per le foto.
- Cani: I cani ben educati sono i benvenuti a bordo strada, ma tienili al guinzaglio per rispetto del bestiame e del proprietario del terreno.
Esplorare i dintorni
Doona Castle si trova in una regione ricca di paesaggi costieri, storia antica e attività all’aria aperta. Se hai tempo per prolungare la visita, diverse attrazioni degne di nota si raggiungono con un breve tragitto in auto:
- Ballycroy (Wild Nephin) National Park – Una vasta distesa selvaggia di torbiere di copertura, laghi e sentieri di montagna, con un centro visitatori che offre ottime informazioni sull’ecologia locale (Ballycroy (Wild Nephin) National Park).
- Achill Island – L’isola più grande d’Irlanda, celebre per le sue scogliere spettacolari, le spiagge incontaminate e la Achill Archaeological Field School (Achill Island).
- Westport – Una vivace cittadina costiera a circa un’ora di auto, famosa per l’architettura georgiana, i giardini lungo il fiume e la vicinanza al Croagh Patrick (Westport).
- Blacksod Bay – Il litorale storico appena a sud di Fahy, dove nel 1588 naufragò La Rata, nave dell’Armada spagnola. I superstiti dell’imbarcazione trovarono riparo temporaneo nella zona prima di spostarsi verso l’interno.
La rete stradale intorno a Fahy è tranquilla e adatta a ciclisti ed escursionisti a piedi. Anche se non ci sono sentieri segnalati che conducano direttamente al castello, i townland circostanti sono attraversati da stradine secondarie e sentieri che si collegano a percorsi rurali più ampi. Tieni d’occhio i ringfort in pietra e i vecchi muretti di campo che punteggiano il paesaggio, testimonianze di secoli di agricoltura e insediamenti in questo angolo remoto del Mayo.
Per una navigazione precisa, il castello si trova a 54.0469°N, 9.9024°W. Fermati, fotografa le mura dal ciglio della strada e immagina le diverse centinaia di superstiti dell’Armada di Don Alonso de Leyva rifugiarsi tra queste mura prima di dirigersi verso l’interno nel 1588.