Immagine satellitare di Clew Bay e dell'isola di Dorinish, nella contea di Mayo
Una veduta satellitare di Clew Bay, nella contea di Mayo, con i drumlin glaciali e le isole, tra cui Dorinish. NASA / Wikimedia Commons / Public domain

Dorinish – l'isola dei Beatles di Lennon

📍 Clew Bay, Mayo

🏛️ Attrazione

Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026

Panoramica

Nel 1967 John Lennon lesse su un giornale l’annuncio di un’isola in vendita al largo della costa occidentale irlandese, mandò all’asta Alistair Taylor, manager dei Beatles, a fare un’offerta e si aggiudicò Dorinish per circa 1.700 sterline. È tutto merito di quell’unica compravendita se qualcuno fuori da Clew Bay ha mai sentito parlare di un rilievo di 19 acri di argilla a blocchi (per la precisione 19,74 acri, ovvero 7,99 ettari) senza edifici, senza traghetti e senza servizi di alcun tipo.

Dorinish (in irlandese Deoirinis) è in realtà formata da due isolette unite da un istmo naturale di pietra, in mezzo ai drumlin sommersi di Clew Bay, nella contea di Mayo. Il fascino sta tutto nel punto di osservazione. Dall’altura si abbracciano Clare Island e l’Atlantico aperto a ovest, il faro di Inishgort e i monti Nephin a nord, il porto di Westport Quay a est e il Croagh Patrick che riempie il cielo a sud. Se hai tempo per una cosa sola, sali fin lassù verso il tramonto, quando il versante esposto a ovest si accende di luce.

Come John Lennon finì per possederla

Prima dei Beatles l’isola fu acquistata dal Westport Harbour Board, che l’aveva messa in vendita; per la sua pietra, i velieri la frequentavano da tempo. Lennon ottenne dalla contea di Mayo il permesso edilizio per costruire un cottage per le vacanze e fece arrivare il carrozzone da zingari dipinto in stile psichedelico dell’epoca di Sgt. Pepper, da usare come base. Il cottage non fu mai costruito. Ci andò solo pochissime volte, l’ultima con Yoko Ono, e dopo la sua morte nel 1980 non tornò mai più.

Nel 1970 Lennon invitò Sid Rawle – che si autoproclamava «re degli hippie» – e Timi Walsh a fondare una comune. Per due anni una venticinquina di persone, che coltivavano ortaggi e crescevano figli, si chiamarono Diggers e vissero in tenda su un’isola ventosa e priva di alberi. Andò più o meno come ci si può immaginare. A Westport non erano entusiasti: nel marzo 1971 il Connaught Telegraph titolò «Repubblica hippie sotto assedio». La fine arrivò nel 1972, quando una lampada a gas rovesciata, alimentata da una burrasca atlantica, incendiò la tenda delle provviste. Il verdetto di Rawle, in seguito, fu netto: «Dorinish è stata il paradiso ed è stata l’inferno».

Dopo la morte di Lennon, Yoko Ono vendette l’isola per quasi 30.000 sterline e devolse il ricavato a un orfanotrofio irlandese. La comprarono gli allevatori locali Michael e John-Joe Gavin per il pascolo, che è ancora oggi l’uso a cui è destinata. Ogni tanto approda qui anche qualche progetto artistico: nel luglio 2011 un collettivo vi organizzò una scuola estiva intitolata Aerial Blue.

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L’isola oggi

Il censimento del 1841 contava a Dorinish 13 abitanti, quello del 1871 quindici e quello del 1891 appena sei; dal 1901 l’isola è disabitata, a parte gli anni della comune. Oggi è proprietà privata e vi pascolano pecore e bovini, senza alcuna struttura superstite: restano solo i contorni sbiaditi degli orti dissodati dai Diggers. Gli uccelli marini frequentano le scogliere e la baia è ricca di cozze e ostriche, ricordo di quanto questa costa fosse un tempo operosa.

Come arrivare

Non esiste alcun traghetto di linea, ed è la prima cosa da cui partire per organizzarsi. Si raggiunge l’isola in una quindicina di minuti dai moli di Rosmoney, Murrisk o Lecanvey noleggiando una barca privata o affidandosi a un pescatore del posto; d’estate, da Westport Quay partono escursioni in kayak e tour tra le isole. L’aeroporto più vicino è l’Ireland West Airport Knock, a 56 km.

Se non riesci a organizzare uno sbarco – e la maggior parte dei visitatori occasionali non ci riuscirà – l’alternativa onesta è migliore di quanto sembri. Da maggio a ottobre la Westport Cruises effettua giri di Clew Bay a bordo dello Spiorad Naomh Phádraig, passando davanti a Dorinish e, d’estate, a una colonia di foche di circa 400 esemplari. Sull’isola non metti piede, ma ti porti a casa la storia e il panorama senza dover organizzare una barca.

Informazioni pratiche

  • Accesso: proprietà privata, ma aperta a chi si organizza autonomamente lo sbarco via mare. Nessun traghetto, nessun sistema di prenotazione: la barca te la trovi tu.
  • Servizi: nessuno. Niente bagni, né riparo, né negozi. Porta con te acqua, cibo e un sacchetto per i rifiuti. Il terreno è irregolare e le scogliere sono ripide: non è posto per passeggini né per chi ha il passo incerto.
  • Stagione migliore: dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, per il mare più calmo e le giornate più lunghe.
  • Ingresso: gratuito, una volta risolto il trasporto.

Per i noleggi di barche o per organizzare uno sbarco privato, il sito ufficiale dell’isola è dorinish.com.

Nei dintorni

  • Clare Island: la grande isola che sorveglia l’imboccatura della baia, con un’abbazia medievale e il castello di Granuaile. Clare Island
  • Westport: di nuovo sulla terraferma, una città georgiana di impianto pianificato, con Westport House e la marina da cui salpa la maggior parte delle barche. Westport
  • Inishraher (Maharishi Island of World Peace): un altro drumlin di Clew Bay con una storia di pace e amore, ma con un centro di meditazione costruito appositamente al posto di una comune.

Se riesci a organizzarlo, punta su uno sbarco serale. I solchi di quegli orti, resti di un’utopia anni Settanta finita male, commuovono di più con il Croagh Patrick che si tinge di rosa alle spalle, e la luce sulle scogliere di ponente è l’unica cosa qui a cui nessuna fotografia ti prepara davvero.