Croagh Patrick è la montagna più scalata d’Irlanda, e la salita è più dura di quanto i suoi 764 m lascino pensare. Il sentiero prende quota quasi dal primo passo e si conclude su un pendio di ghiaione di quarzite instabile, che castiga le ginocchia in discesa più di quanto i polmoni soffrano in salita. La gente lo fa per la stessa ragione che la spinge da oltre mille anni: è la montagna sacra d’Irlanda, una cima a forma di piramide che domina Clew Bay e le sue isole sparse, drumlin sommersi (colline moreniche allungate), 8 km a ovest di Westport, vicino al villaggio di Murrisk. Conosciuta in zona come «the Reek», in irlandese è Cruach Phádraig, il pagliaio di Patrizio.
Se qui hai tempo per una cosa sola, affronta l’intera salita in una giornata limpida e concediti una buona mezz’ora in vetta per il panorama sulla baia: è la ricompensa, e una cima nella nebbia non ti restituisce nulla di tutta quella fatica.
Un paesaggio sacro molto prima di Patrizio
La montagna è stata un luogo di culto per migliaia di anni prima di prendere il nome di un santo. Le indagini archeologiche hanno mappato un fitto paesaggio preistorico sulle sue pendici e tutt’intorno – circoli di pietre, siti di cottura fulacht fiadh e cairn funerari dell’età del bronzo – e il legame con la festa del raccolto di Lughnasadh suggerisce che fosse un punto di ritrovo di fine estate. In origine si chiamava Cruachán Aigle, la montagna dell’aquila.
La tradizione cristiana si è poi innestata su quel terreno sacro più antico. Secondo i testi altomedievali, san Patrizio digiunò per 40 giorni sulla vetta nel 441 d.C., sull’esempio dei digiuni di Mosè e di Cristo. Sulla cima esiste una chiesa fin dall’alto Medioevo: gli scavi hanno riportato alla luce le fondamenta di un oratorio in pietra databile tra il 430 e l’890 d.C. La cappella bianca che vedi oggi fu consacrata il 20 luglio 1905 e costruita da una dozzina di uomini del posto, che trasportarono pietra e cemento fin lassù a dorso d’asino. Lo storico irlandese William Henry Grattan Flood rintracciò un documento emesso da papa Eugenio IV nel 1432 a proposito del pellegrinaggio: la consuetudine è dunque documentata almeno fin dal Medioevo.
Lungo il sentiero dei pellegrini
Il percorso classico è un anello di andata e ritorno di 7 km dal parcheggio di Murrisk alla vetta. Chi ha una preparazione fisica nella media arriva in cima in tre ore-tre ore e mezza, mentre la discesa richiede circa un’ora e mezza. Si parte con una pendenza abbordabile, che più in alto si trasforma in ghiaione instabile. Negli ultimi anni, vicino alla vetta, è stato realizzato un tratto di gradini in pietra a secco scolpiti a mano per contrastare l’erosione provocata dall’intenso passaggio di escursionisti: il punto più ripido ne è uscito decisamente più sicuro.
- Difficoltà: impegnativa. La pendenza non concede tregua e le pietre mobili impongono di appoggiare il piede con attenzione, soprattutto in discesa.
- Calzature: scarponi da trekking o scarpe da trail con una vera aderenza. Al centro visitatori si possono noleggiare bastoni da passeggio (4 €, di cui 2 € rimborsabili): per la discesa valgono la spesa.
- Meteo: le condizioni cambiano in fretta e la vetta è spesso nelle nuvole mentre il parcheggio è al sole. Consulta le previsioni di Met Éireann e porta con te l’antipioggia anche a luglio.
- Percorsi alternativi: la Tóchar Phádraig è un cammino di pellegrinaggio di 35 km che parte dalla Ballintubber Abbey di Ballintubber e fa parte del Celtic Camino. Il Croagh Patrick Heritage Trail è un National Waymarked Way di 85 km da Knock a Murrisk: si mantiene quasi sempre a bassa quota e non tocca la vetta. (Una variante più breve del Celtic Camino, di 63 km, parte da Balla.)
La Reek Sunday e il pellegrinaggio
Il calendario della montagna ruota attorno alla Reek Sunday, l’ultima domenica di luglio, quando fino a 30.000 pellegrini salgono in un solo giorno e alcuni lo fanno scalzi, per penitenza. Nella cappella della vetta si celebra messa ogni ora. È la giornata più affollata e più suggestiva per essere quassù, e la peggiore se vuoi la montagna tutta per te o un ghiaione sgombro.
Il pellegrinaggio prosegue per tutta l’estate in forme più tranquille. Il Garland Friday, il venerdì che precede la Reek Sunday, vede gli abitanti di Westport portare ghirlande di fiori di campo ai piedi della montagna. La festa dell’Assunzione del 15 agosto porta una seconda ondata di scalatori, mentre il Murrisk Pattern, a fine agosto, abbina una messa tra le rovine del vicino convento a musica e bancarelle di artigianato. Nei giorni di grande affluenza il sentiero ha uno spirito notevolmente comunitario: gli sconosciuti si incoraggiano a vicenda nei tratti più ripidi, quale che sia il motivo che li ha portati fin lì.
Geologia e il sole che rotola
Croagh Patrick è formata da quarzite dura e resistente all’erosione, da cui il colore grigio pallido e la regolare forma a cono. Dall’alto lo sguardo corre sui drumlin sommersi di Clew Bay, con i Connemara Bens e il Nephin Beg all’orizzonte quando le nuvole si alzano.

A est della montagna si trova la Boheh Stone, un affioramento roccioso inciso con oltre 260 segni preistorici. Proprio da questo punto, due volte l’anno, a fine aprile e a fine agosto, il sole al tramonto sembra rotolare giù lungo il versante settentrionale della montagna. L’allineamento spiega con ogni probabilità perché la pietra si trovi esattamente lì.
Sotto Croagh Patrick c’è anche dell’oro. Un filone fu scoperto nel nucleo della montagna negli anni Ottanta, e il progetto di estrarlo si arenò contro una durissima opposizione locale guidata dal Mayo Environmental Group di Paddy Hopkins: il Mayo County Council decise di non autorizzare l’attività mineraria sulla montagna sacra. Il vicino fiume Owenwee (Abhainn Bhuí, il fiume giallo) lascia pensare che il giacimento fosse forse noto già molto tempo prima.
Centro visitatori e come arrivare
Il centro visitatori Teach na Miasa, al parcheggio di Murrisk, è la base logistica della salita. Ospita un caffè, un negozio di artigianato, armadietti con chiusura di sicurezza, docce calde (piccolo supplemento) e un’esposizione audiovisiva sull’archeologia della montagna e sulla storia del pellegrinaggio.
Il parcheggio è a pagamento con esposizione del tagliando: 1,20 € per la prima ora oppure 3 € per 12 ore (2025). Nelle belle giornate e alla Reek Sunday si riempie presto: in estate arriva prima delle 10:00, altrimenti rischi di parcheggiare sul ciglio della strada. Salire sulla montagna, invece, è gratuito.
Come arrivare
- In auto: segui la N5 fino a Westport, poi la R335 fino a Murrisk. Il parcheggio si trova all’inizio del sentiero.
- In autobus: la linea 450 di Bus Éireann collega Mill Street a Westport con il centro visitatori sei volte al giorno, in 20 minuti.
- In treno: la stazione di Westport ha collegamenti regolari con Dublino; per Murrisk basta poi un breve tragitto in autobus o in taxi.
- In aereo: l’Ireland West Airport Knock dista circa 65 km.
Sicurezza e accessibilità
Il sentiero non è adatto a sedie a rotelle o passeggini: la pendenza è ripida e il fondo sconnesso. Sulla montagna non ci sono servizi affidabili, quindi usa i bagni del parcheggio prima di partire. Porta con te acqua, cibo e uno strato antivento. I cani in genere sono ammessi sul sentiero, ma informati al centro visitatori su eventuali restrizioni stagionali o legate alla Reek Sunday.
Oltre la vetta
Westport è a breve distanza in auto, con i suoi pub tradizionali, i buoni caffè e Westport House. Per le isole, il traghetto per Clare Island parte dal Roonagh Pier vicino a Louisburgh, mezz’ora a ovest; oppure prosegui verso Achill Island tra falesie e spiagge Bandiera Blu. Nell’entroterra, il Wild Nephin National Park e il villaggio paleocristiano di Aughagower sono entrambi raggiungibili.
Arriva presto per l’aria più limpida e il parcheggio più facile, noleggia un bastone per la discesa e tieni un po’ di energie nelle gambe per l’ultimo strappo ripido sui gradini: il panorama sulle isole di Clew Bay è di quelli che vanno conquistati, non consumati di corsa.
