Great Connell Priory – rudere sul Liffey

📍 Great Connell, Kildare

🏛️ Attrazione
🅿️ Parcheggio
Piccolo spazio di sosta non segnalato vicino ai ruderi.

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026

Panoramica

Non c’è alcun cartello né un parcheggio degno di questo nome, quindi la prima cosa da sapere è che potreste superare Great Connell Priory senza accorgervene. Il rudere sorge sulla riva orientale del fiume Liffey nella baronia di Connell, a poca distanza a sud-est di Newbridge, nella contea di Kildare. Di quello che fu un grande monastero agostiniano dedicato a Santa Maria e San Davide restano la finestra orientale e una serie di capitelli finemente scolpiti. È un luogo che ripaga chiunque abbia interesse per le rovine di chiese medievali, e molto poco chiunque altro: meglio dirlo chiaramente.

Un fiume scorre tra alberi verdi e fitti sulla sinistra e una riva erbosa con persone che si rilassano.
Il fiume Liffey a Newbridge Failte Ireland, Gail Connaughton

Storia

Meiler (Meyler) fitz Henry, nipote illegittimo di Enrico II, fondò il priorato nel 1202. Fondò anche monasteri a Laois, Clonfert e Killaloe. Great Connell nacque come dipendenza del priorato di Llanthony, in Galles, che vi inviò i primi canonici agostiniani. Il patronato reale arrivò presto: re Giovanni confermò le sue concessioni terriere nel 1205, e il priorato continuò ad accumulare possedimenti nelle baronie di Connell e Carbury.

Entro la metà del XV secolo deteneva circa 1.260 acri, sei chiese, cinque castelli e un mulino. I suoi priori sedevano spesso nel Consiglio privato irlandese, segno del suo prestigio all’interno del Pale. Tra loro figurano Philip Stroyle negli anni 1430, Nicholas negli anni 1460 e Walter Wellesley, che divenne vescovo di Kildare nel 1529 pur mantenendo il priorato.

Wellesley usò i suoi legami con Enrico VIII per ritardare la soppressione dei monasteri, ma dopo la sua morte nel 1539 la casa non poté resistere. Fu soppressa intorno al 1540, con il consenso dell’ultimo priore, Robert Wellesley. Le terre passarono a proprietari laici: Edward Randolfe, Sir Nicholas White nel 1560, Sir Edmond Butler nel 1566.

Gran parte della pietra fu portata via nei primi dell’Ottocento per costruire la caserma della cavalleria britannica a Newbridge. Durante quei lavori vennero alla luce la tomba di Walter Wellesley e altri frammenti, che furono murati nel muro del cimitero. La tomba stessa fu spostata nel 1971 nel transetto sud della cattedrale di Kildare, dove la County Kildare Archaeological Society la ricostruì.

Ricerche recenti e conservazione

Un progetto condotto dal 2012 al 2014 dal dottor James Bonsall e dal dottor Thomas Loughlin ha utilizzato prospezioni geofisiche, LiDAR e catalogazione degli spolia per mappare l’estensione sepolta del complesso, chiarendo la struttura di chiostro, navata ed edifici annessi e confluendo in un Conservation Management Plan. Il lavoro è stato finanziato da una Community Heritage Grant del Kildare County Council e dalla Kildare Archaeological Society.

Nel 2025 il Newbridge Tidy Towns Group ha ottenuto una Community Heritage Grant di 22.500 € per dare attuazione a quel piano, stabilizzando i muri ancora in piedi, migliorando la segnaletica e ripulendo il cimitero invaso dalla vegetazione. È il primo finanziamento pubblico significativo che il sito abbia mai ricevuto.

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Cosa vedere

La finestra orientale del coro è ciò che bisogna cercare: una traforatura gotica del primo XIII secolo sopravvissuta ai secoli di spoliazione della pietra circostante. Accanto si ergono pilastri slanciati con capitelli scolpiti insoliti. La pianta si legge ancora sul terreno: la lunga navata, il coro e il cortile del chiostro, e una piccola casa quadrata con fronte a timpano sorge su un’altura poco lontano, probabilmente un’aggiunta successiva.

La chiesa del XVIII secolo e il cimitero

Una breve passeggiata lungo il sentiero conduce a una piccola chiesa del tardo XVIII secolo, oggi in gran parte senza tetto. La sua confessione è incerta: alcune fonti la dicono protestante, altre cattolica, e il cimitero accoglie entrambe. In gran parte ottocentesco, conta poco più di 30 sepolture registrate. Un’indagine della Kildare Archaeological Society del 2008 ha prodotto una mappa del sito e trascritto le iscrizioni delle lapidi, entrambe disponibili sul sito della Società.

Il terreno qui è irregolare e il tetto è crollato, quindi indossate calzature robuste e fate attenzione. Il sito non è nell’elenco dei monumenti protetti del National Monuments Service, ed è proprio per questo che l’attuale lavoro di conservazione è importante.

Informazioni pratiche

Il priorato è aperto tutto l’anno e l’ingresso è gratuito. Si raggiunge dalla strada principale tra Newbridge e l’attraversamento del Liffey. Un piccolo spazio di sosta non segnalato si trova vicino ai ruderi, ma senza cartelli potreste dover tornare indietro per trovarlo.

I ruderi principali sorgono su un terreno stabile e abbastanza pianeggiante, accessibile alla maggior parte dei visitatori; la chiesa e il cimitero invece no, con fondo irregolare e tetto crollato. Non ci sono servizi sul posto, quindi portatevi l’acqua e organizzatevi per cibo e bagni in anticipo.

Gli autobus locali arrivano a Newbridge, lasciando una breve corsa in taxi; i ciclisti possono arrivare lungo gli alzaie del Liffey. Controllate prima le previsioni, perché qui non c’è alcun riparo. La finestra orientale è illuminata al meglio nelle prime o nelle ultime ore del giorno, e la tomba di Walter Wellesley nella cattedrale di Kildare è un naturale seguito per chi si lascia catturare dalla storia.