Panoramica
Nella notte del 28 ottobre 1927 una tempesta atlantica improvvisa colse la flotta da pesca di Inishkea in mare e annegò dieci giovani isolani. Fu l’inizio della fine per la comunità, e nel giro di pochi anni le gemelle Inishkea Islands (Inis Cé) erano vuote. Si trovano a tre-cinque chilometri dalla punta occidentale della Mullet Peninsula, basse distese di sabbia bianca e machair sopra creste di scisto verde-argento, senza strade, auto o servizi. Oggi alcune persone sono tornate sulle isole: tre ci vivono tutto l’anno e una quindicina durante l’estate, e una manciata di operatori locali di barche porta i visitatori dalla Mullet.
Storia e il villaggio perduto
La presenza umana sulle Inishkeas risale ad almeno 5.000 anni fa, ai tumuli funerari neolitici noti come i Baileys su Inishkea North. Una comunità monastica paleocristiana associata a San Columba si era insediata entro il VII secolo, lasciando capanne a tholos (clocháns), una piccola chiesa in pietra e lastre incise a croce. Una lastra del tardo VII secolo reca una rara scena di crocifissione stilizzata.
Per secoli qui visse una comunità di pescatori di lingua gaelica, fino a 380 persone al suo apice nell’Ottocento, con una scuola, un negozio, un’osteria clandestina e la casa a due piani nota localmente come la “King’s House”. Ricavavano una tintura viola dai murici e veneravano una “Godstone” (Naomhóg) di terracotta, ritenuta capace di placare le tempeste e garantire un buon raccolto di patate; un sacerdote alla fine ne ordinò la rottura e il getto in mare. Durante la Grande carestia irlandese, la miseria spinse alcuni isolani alla pirateria: uscivano in currach per intercettare i mercantili di passaggio.
L’industria arrivò nel 1908, quando una compagnia norvegese costruì una stazione baleniera sull’isolotto tidale di Rusheen (la Norvegia aveva vietato la caccia alle balene nelle proprie acque nel 1904). Rimase attiva almeno fino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914, e alcune fonti dicono fino al 1922; il molo in cemento e le fondamenta in ferro affiorano ancora con la bassa marea. Poi arrivò la tempesta dell’ottobre 1927 che annegò dieci giovani. La perdita spezzò la comunità, e gli ultimi abitanti furono evacuati nel 1932, lasciando le case senza tetto che si vedono ancora oggi.
Cosa vedere e fare
Una visita a Inishkea è soprattutto camminare e guardare. Le isole sono piccole ma piene di cose su cui fermarsi, e se dovete fare una sola cosa, percorrete il villaggio abbandonato su Inishkea South e poi raggiungete le spiagge delle foche. Discover Ireland suggerisce di pianificare quattro o cinque ore a terra, il che è più o meno giusto una volta contata la traversata.
- Inishkea North: Il fulcro è l’antico sito monastico. Camminate tra le rovine della chiesa di San Columba, esplorate il tumulo funerario di Bailey Mór e osservate le lastre incise erose dal tempo. La machair circostante è ideale per avvistare fiori selvatici e uccelli nidificanti.
- Inishkea South: Un tempo il cuore del villaggio di pescatori. Seguite i sentieri tra le case di pietra abbandonate, visitate la vecchia scuola e la King’s House, e salite sulla collina di Alt Mór per viste ampie sulla costa di Erris e sull’orizzonte atlantico.
- Rusheen Island: Un piccolo isolotto tidale collegato alla terraferma con la bassa marea, dove affiorano i resti della stazione baleniera norvegese, una traccia spoglia dell’industria dei primi del Novecento.
La maggior parte dei visitatori abbina il tempo sulle isole a un sea safari. Piccoli gommoni RIB navigano nelle acque limpide intorno alle isole, fermandosi spesso per un bagno o per osservare la vita marina dalla barca. Occasionalmente sono disponibili passeggiate guidate, condotte da discendenti locali che raccontano le storie orali della vita del villaggio, del passato monastico e delle leggende di San Kea e San Columba.

Le isole sono una Zona di Protezione Speciale e un Sito di Interesse Naturalistico, e si trovano su una delle principali rotte migratorie. Le foche grigie sono gli abitanti più visibili: circa un terzo della popolazione atlantica d’Irlanda si riproduce qui, con circa 150 cuccioli nati ogni anno. La stagione dei parti va da metà settembre a fine ottobre, quindi è l’autunno, non l’estate, il momento per vedere i neonati.
L’avifauna raggiunge il picco con le migrazioni di primavera e autunno. Fino a 3.000 oche colombaccio svernano sulla machair tra ottobre e aprile, e si possono vedere falchi pellegrini sulle scogliere di scisto e trampolieri come piovanelli e pavoncelle lungo la riva. Le sterne minori nidificano sulle spiagge sabbiose in estate, quindi restate sui sentieri segnalati durante la stagione di nidificazione. Delfini, focene e occasionalmente squali elefante o balenottere minori compaiono intorno alla barca o dalle alture.
Come arrivare e consigli pratici
- Servizi di barca: Le barche partono dal Blacksod Pier all’estremità meridionale della Mullet, una traversata di circa 35 minuti, con parcheggio gratuito al molo. Gli operatori includono Blacksod Sea Safari, Belmullet Boat Charters, Wild West Boat Tours (ex Geraghty Charters) e Mullet Peninsula Boat Service. Le partenze sono giornaliere in giugno, luglio e agosto e nei fine settimana in maggio e settembre, tutte in base al meteo, quindi prenotate in anticipo e aspettatevi cancellazioni quando l’Atlantico si agita. Belmullet Boat Charters organizza passeggiate guidate condotte da discendenti delle famiglie delle isole.
- Cani: I cani non sono più ammessi su Inishkea, secondo le regole del National Parks and Wildlife Service.
- Cosa aspettarsi: Non ci sono servizi sulle isole, né negozi, né bagni, né caffè. Portate la vostra acqua, il cibo e un sacco per tutti i rifiuti, e indossate scarpe robuste per i sentieri di pietra irregolari, la sabbia morbida e le rocce.
- Meteo e sicurezza: Il tempo atlantico cambia rapidamente; anche d’estate, portate un impermeabile e uno strato antivento. Le correnti intorno a Rusheen possono essere forti, quindi avvicinatevi al molo baleniero solo con la bassa marea e seguendo le indicazioni dell’equipaggio. Nuotate solo nelle baie riparate e solo quando il mare è calmo.
- Ingresso: Non c’è alcun biglietto per le isole stesse; si paga la traversata. Blacksod Sea Safari, ad esempio, chiede circa 40 € per adulto e 25 € per bambino; i prezzi degli altri operatori variano, quindi verificate prima di prenotare.
Attrazioni nelle vicinanze
Le Inishkea Islands sono un’ottima aggiunta a un itinerario nel nord del Mayo. Dopo la gita in barca, potete facilmente raggiungere altre attrazioni locali:
- Ballycroy National Park: A breve distanza in auto verso l’interno, con vaste torbierie di copertura, antiche foreste di querce e l’impegnativo Bangor Trail.
- Belmullet: La città di accesso alla Gaeltacht, con negozi di artigianato, posti dove mangiare e il Mullet Heritage Centre.
- Glencastle: Un villaggio costiero storico con castelli in rovina e spettacolari passeggiate sulle scogliere lungo la Wild Atlantic Way.
Prendete la traversata del mattino se potete, e concedetevi tutte le quattro o cinque ore a terra invece di un paio di ore di fretta: il villaggio e le spiagge delle foche si trovano alle estremità opposte delle isole. Controllate le previsioni prima di prenotare, perché è il meteo, non l’orario, a decidere se la barca salpa.