Rusheen Island

📍 Mayo

🏛️ Attrazione
🅿️ Parcheggio
Parcheggio gratuito al Blacksod Pier.

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026

Panoramica

Nel marzo del 1908 due imprenditori norvegesi costruirono una stazione baleniera su questo isolotto tidale di due ettari al largo della costa del Mayo, e i suoi resti arrugginiti sono ancora oggi il motivo per venirci. Rusheen Island (in irlandese: Roisín) si trova appena al largo dell’estremità sud-orientale di Inishkea South, collegata all’isola maggiore con la bassa marea e tagliata fuori dall’Atlantico quando l’acqua sale. Ricade nella townland di An Geata Mór Theas, nella parrocchia civile di Kilmore, baronia di Erris. È minuscola e senza alberi, ma per un puntino battuto dal vento sulla mappa porta con sé una quantità notevole di storia.

La stazione baleniera

L.M. Christensen ed Erling Lund fondarono qui la Arranmore Whaling Co. nel 1908, dopo tentativi falliti nelle Shetland e nel Donegal, attratti dalle norme ambientali sempre più restrittive della Norvegia in patria. La stazione impiegava da 20 a 40 uomini, la maggior parte provenienti da Inishkea South, e nel suo anno migliore – il 1909 – catturò 102 balene, tra cui balenottere azzurre, comuni e capodogli. Operò fino al 1922, anche se le catture si erano già ridotte ben prima della fine.

Le infrastrutture che presero forma sono ancora leggibili sul terreno: un molo in pietra di 12 metri, caldaie cilindriche per l’olio, uno scivolo in legno, una bottega da bottaio e una fucina, argani a vapore, un mulino per la frantumazione delle ossa e una manciata di capannoni e un edificio amministrativo. Con la bassa marea il molo e le fondamenta macchiate di ruggine sono la vista più chiara dell’isola. Una curiosità che vale la pena conoscere prima di trovarsi in mezzo a loro: nel 1908 il regista Robert William Paul portò qui una troupe e girò Whaling Afloat and Ashore, catturando la stazione al lavoro – alcune delle prime immagini in movimento dell’industria baleniera irlandese.

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La Godstone

Molto prima dei balenieri, Rusheen aveva un peso spirituale per la comunità di Inishkea. Gli isolani veneravano una piccola statua in terracotta nota come Godstone o Naomhóg, ritenuta il cuscino di San Colombano, e le attribuivano il potere di calmare le tempeste, affrettare il raccolto delle patate e spegnere gli incendi. Questa venerazione finì per metterla in contrasto con il parroco, padre O’Reilly, che ne ordinò la distruzione; i suoi frammenti furono gettati in mare.

La fine della vita sull’isola

La vita sull’isola finì in una sola notte. Una tempesta nell’ottobre del 1927 annegò dieci pescatori di Inishkea – tra loro un ragazzo di 14 anni e suo padre – mentre i loro currach erano sorpresi in mare. La comunità non si riprese mai e gli ultimi residenti furono evacuati nel 1932. Da allora le isole sono rimaste vuote.

Cosa vedere e fare

Visitare Rusheen è un esercizio di tempismo e riflessione. Quando la marea cala, una breve e pianeggiante camminata su sabbia e piane di fango dalla costa sud-orientale di Inishkea South porta all’isolotto. Non ci sono tour, né segnaletica, né servizi – solo i ruderi e il tempo.

  • Cammina tra i ruderi della stazione baleniera – il molo e i profili scheletrici degli edifici di lavorazione si leggono al meglio con la bassa marea, quando la disposizione dell’intera operazione è messa a nudo.
  • Osserva la fauna selvatica – le foche grigie si radunano sulle coste basse qui intorno, soprattutto durante la muta invernale, e si possono vedere gabbiani, sterne e qualche falco pellegrino che lavora le rocce.
  • Fotografa il paesaggio marino – l’isola offre viste ininterrotte sull’arcipelago di Inishkea, la Mullet Peninsula e l’Atlantico aperto, con il metallo arrugginito incastonato tra le piane tidali in continuo mutamento.

Pianificare la visita

Rusheen non ha servizi per i visitatori, orari di apertura o biglietti d’ingresso. È interamente autonoma, ed è la marea a dettare le regole.

  • Controlla le maree – l’accesso dipende completamente dalla marea. Consulta le previsioni di marea del Marine Institute per Blacksod o Inishkea South e punta ad arrivare a riva un buon quarto d’ora prima della bassa marea, così hai tempo di attraversare, esplorare e tornare indietro prima che l’acqua ritorni.
  • Calzature e sicurezza – l’attraversamento è su sabbia compatta e piana di fango, ma diventa scivoloso quando la marea inizia a girare. Indossa scarpe robuste e antiscivolo e tieni d’occhio la linea dell’acqua. Il percorso non è accessibile in sedia a rotelle.
  • Porta l’essenziale – porta con te acqua, spuntini, una giacca impermeabile e un sacchetto per i rifiuti. Non c’è nulla né sull’isola né lungo l’avvicinamento.
  • Meteo – le condizioni atlantiche cambiano in fretta. Controlla le previsioni di Met Éireann per Erris e sii pronto a rimandare in caso di venti forti o scarsa visibilità.
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Come arrivare

La maggior parte dei visitatori raggiunge le Inishkea Islands con tour in piccola barca dal Blacksod Pier – operatori come Black Sod Sea Safari, Wild West Boat Tours e Belmullet Boat Charters organizzano traversate stagionali di circa 35 minuti, e il parcheggio al molo è gratuito. Una volta sbarcati su Inishkea South, segui la costa verso sud-est fino all’approccio tidale. Non ci sono sentieri segnalati, quindi concediti tempo per trovare il punto di attraversamento e leggere le piane.

Tappe nelle vicinanze

Se stai percorrendo questo tratto di costa del Mayo, abbinalo a Bartragh Island, un altro isolotto tidale al largo della costa di Erris, oppure alle passeggiate e alla pesca intorno a Blacksod Bay.

Dettagli pratici

  • Nome irlandese: Roisín
  • Coordinate: 54.1192° N, 10.2022° O
  • Posizione nella classifica delle townland: 3.336ª per estensione nella contea di Mayo
  • Registro ufficiale dei toponimi: Logainm.ie

Se azzecchi la marea, avrai i ruderi tutti per te – finché l’Atlantico non decide altrimenti e torni ad attraversare le piane.