Panoramica
A poche centinaia di metri dalla costa del Kerry, su Rossdohan Island crescono sequoie giganti, eucalipti neozelandesi e felci arboree argentate: è quel che resta delle piantumazioni volute da un chirurgo vittoriano che, rientrato dall’India negli anni Settanta dell’Ottocento, decise di trasformare un’isola spoglia in una giungla. Al resto pensano la posizione riparata e l’aria calda e umida che sale dalla Kenmare Bay: questo è un angolo d’Irlanda in cui piante che non avrebbero alcun motivo di crescere qui prosperano da 150 anni. Un albero supera i cinque metri di circonferenza.
Meglio dirlo subito, con onestà: quasi certamente non ci metterai piede. Rossdohan è privata, dal 2020 appartiene al Parknasilla Resort che sorge sull’altra sponda, e l’accesso via terra avviene solo su appuntamento. Per la maggior parte delle persone è un’isola da guardare più che da percorrere, e proprio lo sguardo, da una barca o dalla riva di Parknasilla, è ciò che conta.
Conosciuta in irlandese come Oileán Ros Dochan, è un townland (l’unità territoriale di base della campagna irlandese) nella parrocchia civile di Kilcrohane, baronia di Dunkerron South, vicino al villaggio di Sneem. Un ponte in pietra a campata unica dell’Ottocento la collega alla terraferma, con un canale di marea che scorre al di sotto. Le fonti non concordano se l’isola misuri 132 o 140 acri: la verità sta nel mezzo e, in ogni caso, la passeggiata non cambia.
Il giardino e le sue due case bruciate
Le piantumazioni iniziarono con Samuel Heard, chirurgo angloirlandese che, congedatosi dal servizio in India, acquistò Rossdohan nel 1874. Con la moglie australiana, Kate Bradley, fece arrivare piantine da ogni angolo dell’impero: Australia, Nuova Zelanda, Africa, Sud America. Nel 1875 sulla riva orientale si ergeva già una villa, con veranda vetrata e vetrate colorate.
Quella prima casa bruciò durante la guerra civile, nel 1922. La seconda, costruita nel 1946 in stile Cape olandese, resistette meno di un decennio prima di bruciare a sua volta, nel 1955. Il rudere scheletrico che oggi incornicia la vista sulla baia è quel che ne rimane, e questa doppia perdita spiega in buona parte l’atmosfera dell’isola: una piantumazione vittoriana studiata a tavolino che si è sfrangiata ai bordi, un’architettura che torna agli alberi.
Per buona parte del Novecento il luogo fu curato dalla famiglia Walker, gli orticoltori dei Fernhill Gardens di Dublino, che conservarono gli edifici agricoli e ampliarono la collezione esotica. Nel 2020 il Parknasilla l’ha acquistata per una cifra dichiarata di 2 milioni di €. I proprietari Jacqui Safra e Tony Daly hanno scelto una lenta opera di consolidamento invece della valorizzazione commerciale, lavorando con il giardiniere Gerry Daly per tenere insieme la collezione. Safra possiede anche la vicina Garnish Island, il che fa di Rossdohan parte di uno sforzo più ampio per mantenere in vita i giardini storici della Kenmare Bay.
Che cosa cresce e che cosa vive sull’isola
Il microclima mite e riparato sostiene piante che altrove in Irlanda faticano:
- Eucalipti neozelandesi e kauri: alcuni tronchi superano i cinque metri di circonferenza e formano una volta alta.
- Sequoia gigante: uno dei pochi esemplari maturi del Paese.
- Eucalipto e bambù: a crescita rapida, aromatici e in gran parte responsabili di quell’atmosfera poco irlandese.
- Camelie e rododendri: il colore della primavera.
- Felci arboree argentate: rare da queste parti, prosperano nel sottobosco umido.
In una radura tranquilla si apre uno stagno di ninfee. Sulla riva orientale, dove l’acqua assume una sfumatura di giada, staziona stabilmente una colonia di foche, osservabile tutto l’anno. La stessa umidità che fa bene alle felci ha prodotto una zanzara locale ben distinta: un dettaglio che dice sul microclima più di qualsiasi aggettivo. Al largo della costa occidentale, un piccolo faraglione è noto in zona come Scott’s Rock, dal nome dell’architetto Michael Scott, la cui famiglia aveva legami con Kenmare; lui vi si recò negli anni Settanta del Novecento sulle tracce dei propri antenati. Rossdohan ha anche il suo piccolo corteo di isole satellite: Brown, Green e Illaunrua.
Come vederla
- Dall’acqua è l’opzione più semplice e, per la maggior parte delle persone, l’unica. L’isola si scorge nettamente dalle escursioni in barca in partenza da Sneem o Kenmare, e dalla riva di Parknasilla, proprio di fronte, dall’altra parte della baia.
- A piedi è possibile solo su appuntamento. Richieste di accesso, visite guidate, permessi fotografici e il campeggio occasionale per piccoli gruppi si gestiscono tutti tramite la reception del Parknasilla Resort, caso per caso, e una volta attraversato il ponte non troverai servizi di alcun tipo: porta con te acqua, cibo e scarponi che non temano il fango.
Se hai davvero intenzione di sbarcare, contatta la tenuta con largo anticipo (tre settimane non sono troppe) e scegli la tarda primavera o l’inizio dell’estate, quando la volta esotica è al massimo del suo rigoglio; le foche, in ogni caso, saranno sugli scogli.