Una casa che ha impiegato 70 anni per essere completata
James Gandon, reduce dal Custom House e dai Four Courts, iniziò a lavorare a Emo Court nel 1790 per John Dawson, I conte di Portarlington. Non la vide mai finita, e nemmeno il suo committente: il I conte morì durante la Ribellione del 1798, e la casa rimase incompiuta per decenni. Raggiunse la forma attuale solo negli anni Sessanta dell’Ottocento, sotto il III conte, che aggiunse la rotonda e la cupola in rame. Tre conti e sette decenni per una sola dimora di campagna: ecco perché il portico ionico sulla facciata e la rotonda cupolata sul retro non sembrano opera di una sola mano.
Se dovete scegliere, il parco è la scelta migliore per un’ora gratuita, mentre la visita guidata della casa vale il prezzo del biglietto. I 35 ettari di giardini, un lago di 20 acri e un viale di sequoie giganti lungo un miglio non costano nulla e restano aperti tutto l’anno; la casa si visita solo con guida e chiude per l’inverno. Chi è appassionato di architettura dovrebbe pagare la visita e programmarla per cogliere la luce del mattino nella rotonda. Tutti gli altri possono trascorrere felicemente un pomeriggio lungo il giro del lago senza mai entrare in casa.
Gli anni dei gesuiti
Dopo la Guerra d’Indipendenza i Portarlington lasciarono l’Irlanda per l’Inghilterra, e nel 1920 la tenuta passò alla Irish Land Commission. La casa rimase vuota fino al 1930, quando i gesuiti la acquistarono per 2.000 £ e la trasformarono nel noviziato di St Mary. Più di 500 novizi vi si formarono prima che l’ordine se ne andasse nel 1969. I gesuiti apportarono modifiche sostanziali alla struttura, unendo la rotonda e la biblioteca in una cappella e conservando le colonne di marmo smontate nel seminterrato: è anche per questo che gran parte dell’interno di Gandon è sopravvissuto fino al restauro.
Nel 1969 la casa fu venduta al maggiore Cholmeley-Harrison, ex agente di borsa londinese, che incaricò l’architetto Sir Albert Richardson di restaurare la casa e i giardini e di rimettere a posto i frammenti conservati. Nel 1994 donò l’intera tenuta al popolo irlandese, mantenendo appartamenti privati fino alla sua morte nel 2008, all’età di 99 anni. Ora la gestisce l’Office of Public Works.
La visita guidata della casa
La casa è aperta solo con visita guidata, dal 17 marzo al 4 novembre. Il percorso attraversa le sale del piano terra – dove le proporzioni sono la vera protagonista – dall’ingresso ottagonale alla rotonda rivestita di marmo sotto la cupola di Gandon. Si scende anche nel seminterrato, dove le esposizioni raccontano la vita dei domestici che tenevano in funzione la casa, e si passa dall’ex cappella dei gesuiti. È la rotonda che la maggior parte dei visitatori ricorda.

Giardini e lago
I giardini si estendono per 35 ettari e ospitano più di mille specie arboree diverse, suddivisi in due aree con nomi propri: il Clucker, ricco di azalee, rododendri e camelie sotto alberi monumentali, e il Grapery, organizzato come un arboreto vivente con sentieri che si aprono sul lago e sulle colline ai piedi dello Slieve Bloom. Il lago di 20 acri è un elemento progettato piuttosto che naturale, e cigni e anatre ne frequentano le rive.
L’accesso avviene attraverso il Wellingtonia Avenue, un viale lungo un miglio piantato a sequoie giganti. I cani sono i benvenuti nei sentieri del parco al guinzaglio, ma non in casa. Un vero avvertimento per chi viaggia con bambini: il lago è profondo e senza recinzione, quindi teneteli vicini lungo l’acqua.
Informazioni pratiche
Biglietti – La visita guidata della casa costa 8 € per gli adulti, 6 € per over 65 e gruppi, 4 € per bambini e studenti e 20 € per una famiglia. Parco e giardini sono gratuiti. Nei mesi di punta vale la pena prenotare in anticipo.
Orari – La casa è aperta dal 17 marzo al 4 novembre, tutti i giorni 9:00–17:00. Il parco è aperto tutto l’anno tranne il giorno di Natale, con orari che variano a seconda della stagione: circa 8:30–16:30 nel cuore dell’inverno, fino alle 21:00 da maggio ad agosto. La chiusura inizia 30 minuti prima dell’orario indicato.
Come arrivare – Emo Court dista circa 2,5 km dal villaggio di Emo e 7 km dalla stazione ferroviaria di Portarlington. Dalla M7 prendete l’uscita 15 e seguite le indicazioni; è raggiungibile anche dalla N7 da Portlaoise. Parcheggio gratuito in loco.
Servizi e accessibilità – I sentieri sono per lo più in ghiaia sciolta e solo parzialmente accessibili, e l’ingresso della casa ha gradini in pietra, quindi non è adatto alle sedie a rotelle; i cani guida sono i benvenuti ovunque, e vale la pena chiamare in anticipo al +353 57 862 6573 se avete esigenze di accesso specifiche. Ci sono un negozio di souvenir e le CaToCa Tea Rooms nell’ex Dower House. Nel 2026 la tenuta ha ottenuto 187.000 € nell’ambito del Regenerative Tourism and Placemaking Scheme di Fáilte Ireland, quindi aspettatevi continui miglioramenti alle strutture per i visitatori.
Nei dintorni
- Heywood Gardens – Un giardino formale e un arboreto, a circa 25 km di distanza.
- Rock of Dunamase – Fortezza medievale in rovina su una rupe con ampie vedute sulla pianura.
- Laois Heritage Trail – Un’audioguida gratuita che collega Emo Court con Aghaboe Abbey e altri luoghi di interesse della contea.
Il parco dà il meglio di sé due volte l’anno: a tarda primavera, quando fioriscono i rododendri del Clucker, e a metà autunno, quando il viale di sequoie si tinge di colori caldi. In entrambi i periodi l’ingresso è gratuito e c’è meno folla che in un fine settimana estivo.
