L'isola di Inishvickillane nelle Blasket Islands, County Kerry
Una veduta panoramica di Inishvickillane, una delle Blasket Islands al largo della costa del County Kerry, in Irlanda. Ridiculopathy / Wikimedia Commons / CC0

Inishvickillane – la Blasket più occidentale

📍 Inishvickillane, Kerry

🏛️ Attrazione
🕒 Orari di apertura
Tutti i giorni, 24 ore su 24 (in base alle condizioni meteo e del mare)
🎟️ Ingresso
Gratuito

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2026

Panoramica

Per sette anni un Taoiseach in carica tenne una casa per le vacanze a Inishvickillane, e un piano del 1989 poi desecretato rivela che il Naval Service e l’Air Corps erano pronti a prelevarlo dall’isola in caso di emergenza. Questo ti dice quasi tutto ciò che c’è da sapere su quest’isola: è così remota che portare un capo di governo da e verso di essa costituiva un problema logistico. Inishvickillane (in irlandese Inis Mhic Aoibhleáin, «l’isola di Mac Killane») si trova all’estremità occidentale delle Blasket Islands, appena al largo della Dingle Peninsula, nel County Kerry. Si estende su circa 83 ettari e si eleva fino a modesti 138 metri, tutta scogliere ripide, brughiera battuta dal vento, prateria marittima e costa rocciosa. La gente del posto la chiama «The Inis», ed è stata a lungo conosciuta come l’ultima parrocchia prima dell’America. Una curiosità da segnare in agenda: sarà la prima terra d’Europa a vedere l’eclissi solare totale del 23 settembre 2090.

Antiche rovine e storia delle origini

Lo strato più antico dell’isola è un insediamento monastico delle origini, sulla costa sud-orientale. Il sito, privo di recinzione, conserva i resti di un oratorio in pietra a secco, un cimitero, un leacht con una croce di pietra, una probabile capanna a tholos e un pozzo sacro dedicato a St Brendan. L’elemento più celebre era una pietra con iscrizione oghamica incastonata nella parete meridionale dell’oratorio, che recava la preghiera OR DO MAC RUED U DALAC («Una preghiera per Mac-Ruaid, nipote di Dálach»). Quando scomparve, nel 1902, i giornali locali gridarono al vandalismo. In realtà era finita al Trinity College di Dublino, dove oggi è esposta nella mostra del Book of Kells.

Qui la gente visse solo a intermittenza per tutto l’Ottocento e i primi del Novecento. La famiglia Ó Dálaigh ne furono gli ultimi residenti e la lasciarono circa 70 anni fa. La loro casetta in pietra, con le caratteristiche finestre a graticcio, si erge ancora solitaria sul pendio. I loro discendenti attraversano tuttora il mare dalla terraferma ogni estate per far pascolare le pecore sui magri pascoli dell’isola.

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Gli anni di Haughey

Inishvickillane entrò nella politica irlandese moderna nel 1974, quando Charles J. Haughey la acquistò come rifugio estivo privato, promettendo di non alterarne il carattere. Da Taoiseach vi ospitò diversi invitati, tra cui il presidente francese François Mitterrand.

La proprietà suscitò tanto fascino quanto polemiche. Nel 1989 Haughey presentò una legge per trasformare l’intero arcipelago delle Blasket in un parco nazionale, con poteri di esproprio; il giudice Declan Budd dichiarò la misura incostituzionale nel 1998. Gli State Papers di quello stesso anno, poi desecretati, illustrano nel dettaglio quel piano di emergenza che prevedeva l’intervento del Naval Service e dell’Air Corps per recuperarlo dall’isola quando gli impegni di governo lo richiedevano.

Fauna e patrimonio naturale

L’isola è una roccaforte per gli uccelli marini e, insieme ad altre quattro Blasket, forma una Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale della rete Natura 2000. Nella stagione riproduttiva, da maggio ai primi di luglio, i promontori occidentali ospitano colonie di fulmaro, uccello delle tempeste e pulcinella di mare. Le acque intorno all’isola sono importanti anche per le foche grigie.

Nel 1980 Haughey sbarcò sull’isola una mandria di cervi rossi. Raggiunse un picco di circa 100 capi nel 2005 e oggi viene tenuta sotto controllo da abbattitori privati per evitare il pascolo eccessivo. Il terreno dolce e la copertura vegetale mista si prestano a tranquille passeggiate nel paesaggio, ma tieni le distanze dai siti di nidificazione e tieni d’occhio il cielo: qui il tempo cambia in fretta.

Come arrivare e informazioni pratiche

  • Accesso via mare: non esiste un traghetto pubblico. Si arriva con un’imbarcazione privata, di solito noleggiata dal villaggio di pescatori di Dún Chaoin, occasionalmente da Valentia Island; la traversata dalla Dingle Marina dura circa 30 minuti. Gli operatori sbarcano i visitatori nell’area di approdo sud-orientale.
  • Parcheggio: al molo di Dún Chaoin, consueto punto di partenza, si può parcheggiare a bordo strada e sulle piazzole.
  • Prenotazione e tempistiche: le condizioni del mare intorno alle Blasket cambiano in fretta. Organizza il noleggio con largo anticipo e confermalo la mattina stessa della traversata. Le partenze all’alba tendono a trovare il mare più calmo.
  • Servizi: nessuno. Niente negozi, caffè, servizi igienici o alloggi. Porta con te tutto il cibo, l’acqua e l’occorrente, e riporta indietro tutto ciò che ti sei portato.
  • Ingresso: gratuito. L’isola è di proprietà privata, quindi rispetta i confini della proprietà, lascia in pace la fauna selvatica e non disturbare i reperti archeologici.
  • Sicurezza: le scogliere e la costa rocciosa possono essere scivolose. Indossa calzature robuste, controlla le tavole delle maree prima di sbarcare e resta ben lontano dagli uccelli in nidificazione durante la stagione riproduttiva.
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Attrazioni nelle vicinanze

  • Great Blasket Island: la più visitata del gruppo, raggiungibile con un traghetto stagionale da Dún Chaoin, con sentieri segnalati, il villaggio in rovina e ampie vedute sulla costa.
  • Slea Head Loop: il percorso panoramico intorno alla punta della Dingle Peninsula, tra siti archeologici, punti panoramici sulle scogliere e il villaggio della Gaeltacht di Ballydavid.
  • Dún Chaoin: il punto di partenza sulla terraferma per i tour delle Blasket, sede del Blascaod Centre, che custodisce la memoria letteraria e culturale delle isole.
  • Annascaul: un villaggio nell’entroterra della penisola, noto per il suo lago, le sessioni di musica tradizionale e il legame con l’esploratore polare Tom Crean.

Se puoi, punta alla tarda primavera o all’inizio dell’estate per cogliere gli uccelli marini nel loro momento più intenso, e metti in valigia una giacca impermeabile qualunque cosa dicano le previsioni. Conferma la barca la sera prima: è la differenza tra una traversata e un viaggio a vuoto fino a Dún Chaoin.