Panoramica
Mám Éan significa «passo degli uccelli», e la salita per arrivarci è il vero motivo per venire: 1,5 km di sentiero accidentato dal parcheggio fino a una minuscola cappella in pietra e a un San Patrizio in bronzo, piazzati sulla sella dei Maumturk Mountains, nel Connemara. Il passo è l’antico valico tra la Maam Valley e la Inagh Valley, ed è stato luogo di raduno molto prima di quanto la cappella lasci intuire. La maggior parte dei visitatori lo affronta come andata e ritorno, dai 30 ai 45 minuti per tratta; il sentiero che scavalca il passo è anche una tappa dei 66 km della Western Way.
Una precisazione prima di partire: questa breve camminata dei pellegrini non ha nulla a che vedere con l’itinerario di montagna che porta lo stesso nome. L’impegnativo anello di AllTrails lungo la cresta è un percorso in parte fuori sentiero, riservato a escursionisti esperti. Quella che interessa alla maggior parte dei visitatori è la camminata fino alla cappella e ritorno.
Storia e pellegrinaggio
Il sito è precristiano. Nasce come luogo di raduno per la festa di Lughnasa, legata a Crom Dubh, dio del raccolto: la sella alta abbraccia sia l’Atlantico sia le vallate interne, terreno ideale per una festa stagionale. La tradizione cristiana ha poi assorbito tutto questo: si dice che San Patrizio abbia benedetto il Connemara da qui, riposando su una pietra piatta che ancora oggi si chiama Leaba Phádraig, il letto di San Patrizio, e lasciando dietro di sé un pozzo sacro. Durante le Leggi penali irlandesi, quando il culto cattolico era proibito, la messa si celebrava all’aperto presso una roccia nota come Carraig an Aifrinn, una pietra da messa al riparo dagli occhi delle autorità.
Il santuario attuale si deve a padre Micheál Mac Gréil, che negli anni Ottanta ha fatto rinascere il pellegrinaggio, ha costruito il piccolo oratorio Cillín Phádraig e ha commissionato il bronzo di 1,5 tonnellate che raffigura San Patrizio come pastore con un agnello ai piedi, portato in vetta in elicottero nel 1986. La cappella resta aperta; all’interno ci sono un altare in marmo del Connemara e poco altro. I pellegrini continuano a lasciarvi monete e medagliette.
Cosa vedere
- La cappella e la statua – l’oratorio e il San Patrizio in bronzo sono il cuore del sito, su un terreno roccioso e torboso, con le Stazioni della Via Crucis e il pozzo sacro disseminati tutt’intorno.
- I panorami – nelle giornate limpide i Twelve Bens si alzano al di là della Inagh Valley, con il Benbaun, la cima più alta della contea di Galway, stagliato all’orizzonte; verso ovest si distendono torbiere e costa.
- La geologia sotto i piedi – il passo è un County Geological Site riconosciuto, con quarzite, marmo e scisto ripiegati, e i versanti furono un tempo oggetto di scavi esplorativi per la wolframite, il minerale del tungsteno. Rientra nell’area di conservazione dei Twelve Bens/Garraun e compare sul Connemara Sheep and Wool Trail.
Giorni di pellegrinaggio
Ogni anno qui si tengono tre pellegrinaggi, e in queste date il sito è più affollato, e più suggestivo:
- Giorno di San Patrizio, 17 marzo – una processione sale fino al pozzo e alla pietra da messa, prima della funzione in cappella.
- Venerdì Santo – un raduno più raccolto, spesso accompagnato dalla musica nella valle sottostante.
- Prima domenica di agosto – l’erede moderna dell’antica festa di Lughnasa, con la messa all’altare di pietra, celebrata di solito dal clero dell’arcidiocesi di Tuam.
A volte si celebra ancora un antico pattern day l’ultima domenica di luglio, ma le tre date fisse sono quelle. Per goderti la solitudine, vieni presto la mattina o nel tardo pomeriggio in un giorno qualsiasi.
Come arrivare e consigli pratici
Il parcheggio è segnalato come «Mám Éan» lungo la L5136, una deviazione dalla N59 tra Oughterard e Clifden, circa 4 km a ovest di Maam Cross. È gratuito ma piccolo, e si riempie in fretta nei fine settimana estivi e nei giorni di pellegrinaggio. Puoi partire anche dal versante di Maam, vicino a Keane’s, ma così si aggiunge un lungo tratto di sterrato e asfalto.
Il sentiero è fatto di roccia sconnessa e ghiaione mobile, abbastanza ripido da diventare scivoloso dopo la pioggia, con circa 260 m di dislivello sull’intero percorso. Servono scarponi con una buona suola, non scarpe da ginnastica. Sul posto non ci sono servizi igienici, bar né ripari, e il tempo sui Maumturks cambia in fretta: porta con te una giacca antivento anche d’estate e non insistere con la nebbia. Le indicazioni sui cani non sono univoche; con le pecore libere sui pendii, tieni il cane al guinzaglio corto o lascialo a casa.
Se vuoi qualcosa di più, la cresta verso nord sopra il Binn Chaonaigh (633 m) è un giro di 6 km da due o tre ore, e di qui passa anche la traversata completa della cresta dei Maumturks: entrambe le opzioni sono riservate a camminatori allenati e ben attrezzati.
Per una conclusione tranquilla, prosegui lungo la L5136 verso Lough Inagh e i suoi scorci sull’acqua, oppure fermati al Joyce’s Bar di Recess, a una decina di minuti d’auto, per mangiare qualcosa.
